contatore accessi free
SEI IN > VIVERE ANCONA > ATTUALITA'
comunicato stampa

Sperimentale '2984', uno spettacolo tratto da '1984' di George Orwell


8' di lettura
1024

spettacolo 2984
Prosegue la Stagione Teatrale di Ancona curata dal Teatro Stabile delle Marche. In scena dal 15 al 19 febbraio al Teatro Sperimentale la Compagnia del Teatro della Tosse di Genova che propone tratto da 1984 di George Orwell
 lo spettacolo dal titolo 2984 adattamento di Enrico Remmert e Luca Ragagnin con la regia di Emanuele Conte.

Sul palcoscenico vedremo: Enrico Campanati, Aldo Ottobrino, Marina Remi, Yuri D’Agostino, Pietro Fabbri, Luca Ferri, Gianni Masella, Sara Nomellini, le luci di Cristian Zucaro, video art Gregorio Giannotta, regia video Luca Riccio, musiche di Einsturzende Neubauten a cura di Tiziano Scali.
 Lo spettacolo vanta anche una video-partecipazione di Enrico Ghezzi. Un numero, una data, un tempo. 2984. In un futuro già avvenuto e che urla nel presente, la società degli umani prova a vivere un’esistenza di minima dignità etica e sentimentale, dentro un tempo senza tempo e in uno Stato che è tutti i luoghi, là dove il respiro è eversione e la verità collettiva un mare color piombo in cui ogni onda si disfa e si riforma senza tregua, inghiottendo le memorie. E gli annegati sorridono, felici e riconoscenti.


Enrico Remmert & Luca Ragagnin 2984 è una coproduzione tra il Teatro della Tosse e il Festival della Scienza, che a Genova da diversi anni collaborano insieme con crescente successo. 
Il testo di 2984 è di Enrico Remmert scrittore e sceneggiatore e Luca Ragagnin poeta, scrittore e autore di testi musicali. Lo spettacolo celebra il 60° anniversario della pubblicazione del libro dello scrittore inglese, che concludeva la sua ideale trilogia sulla dittatura comunista iniziato con Omaggio alla Catalogna e proseguito con La Fattoria degli animali.
 Come Orwell scrive il suo libro nel 1948 e inverte le ultime cifre della data per raccontare un futuro prossimo pericoloso e inquietante, così nello spettacolo il numero 1 del titolo diventa un 2.
 Protagonista della storia è Winston Smith, interpretato da Aldo Ottobrino, che vive in un mondo dominato dai ministeri dell’Amore, dell’Abbondanza, della Verità e della Pace. Per le strade di questa Londra da incubo risuonano gli slogan La Guerra è Pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza. Nella messa in scena tutto ricorda sinistramente il nostro tempo, il continuo ricorso alla Paura e alla Propaganda per limitare sempre più la libertà di scelta, è estremamente reale e attuale. 


Il testo di Remmert e Ragagnin è fedele al libro di Orwell e ne mette in evidenza gli aspetti più attuali. La regia di Emanuele Conte restituisce la stessa coinvolgente potenza delle pagine del libro, mantenendo il clima claustrofobico e di smarrimento provati dai lettori di tutto il mondo. 2984 tiene conto dei molteplici piani di lettura del romanzo ancora attualissimo e aggiunge nuovi spunti derivati dall’analisi della realtà circostante, come l’uso delle tecnologie moderne per una propaganda politica aggressiva o per il controllo personale sempre più invasivo, oppure l’analisi del linguaggio, la sua trasformazione e manipolazione per costringere la parola ad aderire al pensiero di massa precostituito. 
Alla denuncia di tutti i totalitarismi, messaggio costante dell’opera orwelliana si aggiunge qui un’analisi del mondo occidentale moderno; infatti il linguaggio, la tecnologia, la propaganda e il continuo ricorso alla Paura del nostro tempo ricordano gli slogan che dominano la vita di Winston Smith, protagonista e simbolo di un’umanità privata delle proprie differenze e del libero arbitrio L’impianto scenico di Luigi Ferrando trasforma il palco in un luogo/non luogo del futuro prossimo, con richiami continui e inquietanti al nostro quotidiano. Lo spazio è occupato da telecamere, monitor, video. In più alcuni animali imbalsamati osservano il pubblico con angosciante e sofferente immobilità. Le immagini e i suoni si inseguono senza soluzione di continuità creando un effetto disorientante e spiazzante per il pubblico, anche grazie alle forti musiche degli 
Einsturzende Neubauten rielaborate da Tiziano Scali. 

 Lo spettacolo va in scena alle ore 20.45 mercoledì 15, giovedì 16, venerdì 17, sabato 18 febbraio / le pomeridiane sono sabato 18 e domenica 19 febbraio alle ore 16.30. Biglietteria 071 52525 bigliettiera@teatrodellemuse.org. E un’ora prima delle recite al Teatro Sperimentale. Per gruppi e scuole 071 5021630. www.stabilemarche.it 



 PROSSIMI APPUNTAMENTI IN STAGIONE: Dal 15 al 18 marzo al Teatro delle Muse Franco Branciaroli porta in scena Servo di scena di Ronald Harwood, traduzione di Masolino D’Amico, regia di Franco Branciaroli, produzione Teatro Stabile di Brescia - Teatro degli Incamminati. Scritta in un affascinante linguaggio, tipico dello stile della commedia inglese, affronta con tono ironico le rocambolesche vicende di una precaria compagnia di provincia, che si dipanano tra camerini e palcoscenico, quale sublime metafora della vita e del teatro di ogni tempo. Ambientata nel 1940 in una Londra devastata dai bombardamenti, Il servo di scena racconta la storia di una compagnia eroica e spericolata e del suo capocomico Sir, Franco Branciaroli, attore shakesperiano un tempo osannato dalle folle e dalla critica.

Omaggio all’Inghilterra e a Shakespeare, Il servo di scena è sopratutto un inno al teatro, alla sua capacità di resistere in tempi difficili, alla sua insostituibilità. Ronald Harwood cura la sceneggiatura di The Dresser, diventa un film diretto da Peter Yates, Il servo di scena, ottenendo la sua candidatura all'Oscar nel 1983. Negli anni successivi ha continuato a scrivere sia per il teatro che per il cinema e anche per la televisione, lavorando per registi come Mike Figgis e István Szabó. Nel 2003 vince il suo primo Oscar per la migliore sceneggiatura non originale per Il pianista di Roman Polanski, con il quale tornerà a lavorare nel 2005 in Oliver Twist. Negli ultimi anni ha curato le sceneggiature di film come Being Julia - La diva Julia, Lo scafandro e la farfalla, L'amore ai tempi del colera ed Australia. Dal 29 marzo al 1 aprile al Teatro delle Muse Giorgio Albertazzi e La Martha Graham Dance Company in Cercando Picasso, con le coreografiche storiche di Martha Graham, originali di Janet Eilber per la regia di Antonio Calenda, scene e costumi di Pier Paolo Bisleri, video Antonio Giacomin, luci Nino Napoletano, musiche di Manuel de Falla, Igor Stravinsky, Perez Prado, Francis Lemarque, Camille Saint-Saens, Wallingford Riegger, Henry Cowell, Zoltàn Kodàly, produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – Ente Autonomo Teatro di Messina – Orkestra Entertainment.

Muoversi nell’impalpabile della fantasia, dell’immaginazione di un grande artista come Picasso ha spinto il regista verso una scelta espressiva inusuale: quella di intrecciare nello spettacolo all’evocazione della pittura di Picasso, il linguaggio coreografico di Martha Graham. Sono segni potenti, dell’arte e dell’espressività del Novecento, codici inestimabili la cui pregnanza riecheggia costantemente nell’immaginario contemporaneo. Ad essi si fonde la recitazione di un maestro della statura, della sapienza scenica e del vigore di Giorgio Albertazzi, un attore che sa fare della parola un esercizio stilistico supremo, sa rendere ogni battuta finissima, poliformica, astratta. Dal 12 al 15 aprile al Teatro delle Muse Alessandro Preziosi porta in scena Cyrano De Bergerac di Edmond Rostand, produzione Khora.teatro. Sintesi di parola e immagine, un’opera per antonomasia del teatro di parola, ma per così dire “lirica” dove la parola sostituisca la musica. La traduzione scelta è quella della ormai classica in versi martelliani di Mario Giobbe, cruciale in memorabili allestimenti come quello di Gino Cervi del 1953. Rostand è forse l'ultimo dei romantici, a metà strada tra Victor Hugo e Victorien Sardou, l’intento è quindi di costruire una commedia tenera e romantica, tutta puntata sul ritmo, che rifugga il monumentale e il fastoso, ma soprattutto coinvolgente come solo il personaggio di Cyrano sa essere, capace com’è di gridare e di piangere con eguale convinzione. Dal 25 al 29 aprile al Teatro Sperimentale Elio De Capitani con la Compagnia del Teatro delle’Elfo di Milano arriva ad Ancona con The History Boys, di Alan Bennet, traduzione di Salvatore Cabras e Maggie Rose, con Ida Marinelli, Gabriele Calindri, Marco Cacciola, Giuseppe Amato, Marco Bonadei, Angelo Di Genio, Loris Fabiani, Andrea Germani, Andrea Macchi, Alessandro Rugnone, Vincenzo Zampa, luci di Nando Frigerio regia di Ferdinando Bruni e Elio Capitani, produzione Teatridithalia. Una storia di oggi The history boys, commedia di Alan Bennett del 2004, vincitrice di 6 Tony Award e trasformata in film nel 2006. Ambientata in una scuola inglese, racconta di un gruppo di adolescenti alle prese con gli esami di ammissione all'Oxbrige, ovvero agli esclusivi college di Oxford e di Cambridge.



spettacolo 2984

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-02-2012 alle 16:42 sul giornale del 14 febbraio 2012 - 1024 letture