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comunicato stampa

Aiga Ancona: lettera ai parlamentari su 'liberalizzazione professioni'

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avvocato Mario Antonio Massimo Fusario

In occasione dell'astensione degli avvocati indetta dall'OUA, organismo unitario dell'avvocatura, per i giorni 23 e 24 febbraio, l'Associazione Italiana Giovani Avvocati di Ancona ha inviato una lettera aperta ai Parlamentari eletti nella circoscrizione Marche per sensibilizzarli sul tema delle 'liberalizzazioni delle professioni' disposte dall'art. 9 del decreto "Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita”.

Gentili Signori Parlamentari, inviamo questa comunicazione in occasione delle due giornate di astensione indette dall’OUA (Organismo Unitario dell’Avvocatura) per il 23 e 24 Febbraio, per sensibilizzare i Deputati ed i Senatori Marchigiani in relazione all’articolo 9 del decreto-legge denominato “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitivita”,che di fatto intacca il libero esercizio dell’attività degli avvocati e soprattutto della giovane avvocatura.

Già, perché con l’intento di liberalizzare la professione (che conta 230.000 iscritti agli albi professionali), le norme introdotte all’art. 9 del decreto sulle liberalizzazioni, rappresentano un forte limite allo svolgimento della professione per le categorie più giovani. Abolire le tariffe professionali tout court, ad esempio, rappresenta un grave problema per tutti i professionisti, in special modo per quelli giovani.

Non esisteranno più parametri, neppure indicativi ai quali fare riferimento, ma allora non sarebbe stato sufficiente eliminare le tariffe minime? (anche per i settori dell’artigianato muratura sono previste tabelle regionali con previsione di costi). Inoltre, mentre da un lato vengono eliminati questi parametri, dall’altro si richiede la presentazione al Cliente di un preventivo analitico di spese, oneri e contributi: chiunque eserciti questa professione sa benissimo che prevedere la durata di una causa, gli oneri e le spese che dovranno essere sostenute è praticamente impossibile.

Ogni avvocato su richiesta del cliente, e senza alcuna legge che lo imponga, indica già i costi di massima di un procedimento. Se l’art. 9 venisse approvato definitivamente in questa formulazione, l’Avvocato non potrà modificare i né i costi né gli oneri indicati nel preventivo: se le spese aumentassero, chi le sosterrebbe? Il Cliente stesso oppure il professionista detraendole dal compenso prestabilito? Se si consulta un’impresa edile per la realizzazione di lavori di ristrutturazione di un immobile, il preventivo presentato prima dell’inizio dei lavori non sarà mai identico all’effettivo costo finale dell’opera. In questo caso, però non sono previsti come obblighi contrattuali l’indicazione specifica dell’assicurazione professionale obbligatoria, né altri vincoli ai quali l’impresa resta vincolata preventivamente. A nostro modo di vedere, l’articolo 9 , come attualmente formulato, rappresenta un grande ostacolo per le professioni, anche perché, in combinato con la previsione della possibilità di costituzione di società con soci di capitale, rappresenta un colpo micidiale per la giovane avvocatura, che non potrà sostenere l’offerta competitiva di chi il capitale lo possiede e può permettersi di presentare offerte “sotto costo”… proprio come al supermercato!

Si vorrebbero liberalizzare le professioni, ma di fatto, seguendo questo iter, si favorirà la creazione di mercati chiusi, di oligopoli, mentre si trascura la qualità della prestazione offerta; la necessità di specializzazione del professionista, aspetti fondamentali e necessari per ristabilire il ruolo dell’Avvocatura in Italia. È noto che sono stati presentati al Senato ben n.180 emendamenti al Decreto Legge, di cui n. 6 tesi a sopprimerlo in toto, come ha già fatto la Commissione Giustizia del Senato nel suo parere; altri propongono di cancellare solo la norma che abroga le tariffe professionali; lasciare invariato il comma concernente il tirocinio e modificare quello sulla pattuizione del compenso al momento del conferimento dell’incarico, mantenendo il riferimento alle tariffe.

Con la presente Vi chiediamo di sostenere gli emendamenti che tutelino la figura dei giovani professionisti, bocciando quanto previsto in tema di tariffe e di preventivi, e chiedendoVi di aprire un tavolo di confronto con la giovane Avvocatura Marchigiana. E proprio sul ruolo dell’avvocatura, si chiede un Vs intervento presso il Ministero della Giustizia affinché emetta un provvedimento ad hoc per la Regione Marche, colpita dall’emergenza neve, con cui venga concessa la rimessione in termini di tutti gli atti in scadenza nel periodo di calamità.

Molti colleghi della nostra Regione, infatti, non solo non hanno potuto presenziare alle udienze, ma non hanno nemmeno potuto depositare atti e memorie poiché bloccati dalla neve e dal ghiaccio, il tutto a discapito della responsabilità professionale. Attualmente la decisione su una tale decisione è rimessa alla mera discrezionalità del singolo Magistrato; mentre per le cause non iscritte a ruolo i cui termini scadevano nel medesimo periodo (ad es.: opposizioni a decreto ingiuntivo; ricorsi da iscrivere a ruolo in commissione tributarie etc.) nulla è disposto.

IL PRESIDENTE Avv. Mario Antonio Massimo Fusario

In allegato pdf il testo itegrale.





avvocato Mario Antonio Massimo Fusario

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-02-2012 alle 20:55 sul giornale del 24 febbraio 2012 - 1300 letture