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Intervista a Mike and Drew dei 'Babyshambles' in concerto ad Ancona

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Mike and Drew dei 'Babyshambles' in concerto ad Ancona

Mike and Drew dei 'Babyshambles' rilasciano un'intervista poche ore prima del concerto ad Ancona.

Successo di pubblico e critica per il ritorno, anche se in formazione ridotta, di una delle band più controverse e discusse del panorama rock britannico e mondiale: i Babyshambles, il gruppo del genio ribelle Pete Doherty, tristemente noto alle cronache anche per i fasti dolorosi della triade droga-sesso-rock'n'roll. Tra il fidanzamento con la top-model Kate Moss, denunce per possesso di stupefacenti, risse e violazione di domicilio, l'immagine negativa portata da scandali e polemiche ha da una parte messo in secondo piano e svalutato le indiscusse qualità artistiche, e dall'altra dato un risalto mediatico enorme e sicuramente positivo almeno dal punto di vista commerciale. Pete Doherty adesso è alle prese con il nuovo album dei Libertines e alcuni live da solista, così, a rappresentare in Italia la sua creatura musicale, manda due fidi compari: Mick Whitnall, chitarra solista e co-autore di molti brani, e Drew McConnell, bassista e controvoce della band. Il risultato è un set acustico tra passato e presente, con cavalli di battaglia come 'Delivery', 'Albion', 'Fuck Forever' ma anche una manciata di canzoni che andranno a comporre il nuovo album degli Shambles.

Un concerto dal piglio rock'n'roll e allo stesso tempo romantico ed introspettivo che ha riscosso buone impressioni sia dai fan del gruppo che dagli altri avventori del locale meno attenti. Mentre Drew McConnell fa parte della line up fin dagli esordi, Mick Whitnall è subentrato a Patrick Walden poco dopo l'uscita del primo album. Genio e sregolatezza, Whitnall incarna alle perfezione le caratteristiche dell'istrionico leader. Quella d'Ancona è la seconda delle due date italiane del tour; qualche spettatore è rimasto un pò sorpreso dell'ora scarsa d'esibizione e di alcuni brani suonati con un pò di comprensibile stanchezza, ma tutto sommato è stato un live piacevole e di qualità che ha gremito il locale anconetano. E' stato della serata anche il rock energico e multisfaccettato degli anconetani Babyscreamers, il gruppo d'apertura: Nicola (basso), Sabo (batteria) e Qut (chitarra e voce).

Ecco l'intervista con Mick e Drew dopo il soundcheck, poche ore prima del concerto:

M.: com'è andata ad Arezzo? Non è la prima volta per voi in Italia e non siete di certo sconosciuti da queste parti, ma è la prima volta che abbiamo il piacere di ascoltarvi in questa veste; qual'è la vostra prima impressione? Drew: "Bene, puoi capirlo subito in un set acustico quando molta gente batte da subito le mani per tenere il tempo visto che non c'è un batterista e suda nonostante un buon impianto di ventilazione -sorride compiaciuto-. Siamo piuttosto soddisfatti anche perché senza una promozione imponente del tour è iniziato spontaneamente un tam-tam sul web tra i fan che si è allargato a macchia d'olio; c'erano ragazzi un pò da tutta Italia e l'atmosfera era piacevole, rilassata ma emotivamente intensa. Nello spostamento ci siamo fermati a pranzo a Nocera Umbra, pranzo e vedute fantastiche, ma la cosa curiosa è che c'era un raduno di Vespe, anche d'epoca, che adoriamo e sono il simbolo per eccellenza della cultura Mod. ( Mod è l'abreviazione di 'Modernism' e fa riferimento alla subcultura giovanile degli anni '60 nel Regno Unito, direttamente collegata alle mode e alla musica rock del periodo n.d.r.)"

M.: so che suonerete qualche pezzo che andrà a comporre il nuovo album della band, quali sono le prime reazioni del pubblico? Possiamo già dire quali saranno le soluzioni sonore adottate, l'umore generale e se ci sia già una data indicativa d'uscita del disco? Mick: " No, siamo ancora nella fase centrale della lavorazione, Pete (Doherty) è in tour e concentrato al momento solamente sul suo progetto solista, quindi soprattutto i testi sono totalmente provvisori. Non abbiamo dei titoli e non possiamo prevedere quando avremo finito, quello che posso dirti è che avremo sicuramente più materiale del solito su cui lavorare quando andremo in studio; suonare senza la pressione ordinaria di una band e in modo più autonomo ci stimola a livello creativo, questo gioverà sicuramente agli arrangiamenti e nell'avere un sound più originale, ma non riesco sinceramente a capire quale sia la direzione che stiamo prendendo nel complesso. "

A proposito di Pete, ho letto che ti considera uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi del Regno Unito, un musicista esperto, professionale e un amico insostituibile. Sei d'accordo? Ricambi i complimenti o vuoi dirci qualcosa di più? Mick: " Sì, ho letto anche io, non so cosa pensare, sicuramente sono più bravo di lui ( n.d.r. ridacchia beffardo ). Suono da quando ho 13 anni e ho iniziato seguendo la scena ska/punk del periodo, gruppi come gli Sham 69 ed ovviamente i Clash sono stati i miei primi amori, ma poi sono passato anche al reggae, allo ska e al soul anni '60; posso definirmi un musicista navigato ( n.d.r. Whitnall è nato il 7 novembre 1968 ) ma non so quanto talentuoso. Pete è un musicista modesto, ma è lui stesso ad ammetterlo per primo, però la poesia ( n.d.r. Doherty ha seguito corsi di poesia e vinto un concorso all'eta di soli 16 anni) e la personalità che riesce ad esprimere nei suoi testi e sul palco è qualcosa di inspiegabile che attrae persone d'ogni tipo, cultura e gusto musicale. "

M.: Drew hai detto che: " ... I Babyshambles non sono una band dove puoi fare dei piani precisi, è tutto molto volatile ed imprevedibile. " Cosa intendi nello specifico? Cosa determina questa situazione e ti piace o meno questo lato del gruppo? Drew: " Sì, è esattamente così, nel bene e nel male, dobbiamo sempre riuscire ad adattare ai continui cambiamenti d'idee e all'approccio dei vari componenti della band. Non sto parlando solo di momenti di confusione portati da dissidi, mancanza di lucidità o sovraesposizione mediatica, ma di qualcosa insito nella natura della band perché insito nella nostra natura. E' qualcosa che comincia a piacerti dal momento che inizi ad accettarla e capire in che modo possa influenzarti in modo positivo e produttivo. "

M.: siete degli artisti apprezzati e riconosciuti nella scena indie ed avete collaborato con altri artisti famosi come Damon Albarn (Blur), gli Strokes, Jon Mclure, Arctic Monkeys ed altri, chi vi ha impressionato maggiormente o ricordate con più affetto? Conoscete ed apprezzate qualcosa anche della scena italiana? Drew: "Ovviamente quelli che hai appena citato, banale ma collaborare con questi artisti è sempre una fortuna, inutile dire gli Oasis che sono una combinazione magica d'elementi, quindi voglio solo aggiungere Kid Harpoon, un ragazzo molto simpatico con cui mi è capitato di suonare con l'altra mia band ( n.d.r. Helsinki ) e gli Alt-J, un gruppo più sperimentale ma di grande spessore tecnico. Tra quelli italiani devo confessare che un paio di nomi mi sfuggono, ma sono rimasto piacevolmente impressionato dagli Hacienda: una vera e propria 'gang', molto professionali, molto uniti e con un gusto tipicamente inglese in quello che fanno e suonano. Per il resto ascolto veramente di tutto e non saprei da dove cominciare, per farti un esempio ho capito che avrei fatto il bassista quando vidi suonare Cliff Burton (Metallica) e Steve Harris (Iron Maiden), ma poi il gruppo che effettivamente ha influenzato più il mio stile ed il mio sound sono i Fugazi."

M.: un'ultima domanda più personale per Mick, so che hai collaborato ed eri vicino ad Amy Winehouse, in molti hanno amato la sua voce ed il suo talento, tralasciando gossip e gli altri dolorosi fatti di cronaca, come vorresti che fosse ricordata dalle persone in qualità d'artista? Cosa non puoi dimenticare di lei? "E' tutto molto triste, (Mick cambia espressione e sembra sinceramente turbato n.d.r.) a cominciare dall'immagine già sbiadita e poi deformata dai media che veniva percepita oltre le sue debolezze, alla tragedia in sé, passando per tutte le possiblità perse: in pochi sanno che era anche una grande musicista polistrumentale, della sua grande umanità e del suo impegno sociale, ma tutto il mondo la ricorderà come una ragazza persa che barcollava sul palco. Abbiamo certamente passato delle difficoltà simili col gruppo, e sappiamo sulla nostra pelle quanto sia dura sopportare il peso della mannaia mediatica ma ancor di più dell'imbecillità della gente nel finire poi per glorificare anche involontariamente dipendenze ed abusi.

Quello che posso dire è che Amy è stata un'artista talmente brillante e naturalmente dotata che riusciva a lasciare un segno profondissimo nonostante tutto ed è stato importante per me incontrarla. Mi ricordo quanto gli altri artisti le rimproverassero il suo accento maledettamente americano e di come riuscisse lo stesso a 'passare' al pubblico inglese, della sua naturalezza e dell'ultima volta che ci siamo visti: è stato per registrare del materiale che sarebbe dovuto finire nella colonna sonora di un film, 'Skyfall' (l'ultimo episodio della saga dell'agente 007 n.d.r.), era molto entusiasta ma penso che quella cosa sia nelle mani sbagliate ora, ma questa è un'altra storia."





Mike and Drew dei 'Babyshambles' in concerto ad Ancona

Questo è un articolo pubblicato il 15-10-2012 alle 23:37 sul giornale del 16 ottobre 2012 - 2802 letture