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comunicato stampa

Cinghiali al Conero: Bugaro risponde al Presidente dell’Ente Parco del Conero Giacchetti

6' di lettura
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Giacomo Bugaro

Il Vice presidente dell'assemblea legislativa della Marche Giacomo Bugaro risponde alla questione sollevata dal Presidente dell’Ente Parco del Conero Giacchetti.

Al Presidente dell’ Ente Parco Dr. Lanfranco Giacchetti SEDE p.c. Al Presidente della Giunta Regionale All’Assessore regionale alla Caccia All’ Assessore regionale all’ Ambiente Ai Presidenti della III e IV Comm. regionale Al Presidente di Federparchi Marche Al Commissario della Provincia di Ancona Al Prefetto di Ancona Ai Sindaci di Camerano, Numana, Sirolo e Ancona Ai Consiglieri regionali Cardogna, Latini, Busilacchi, Pieroni, Silvetti Ai componenti della Consulta del Parco Al Comando Provinciale del Corpo Forestale di Stato Ancona, 6 febbraio ’13 Caro Lanfranco, ho letto attentamente la Tua inviatami per conoscenza in data odierna ed intendo esprimerTi il mio parere circa la questione della presenza del cinghiale sul Conero. Tralascio ogni considerazione sulle Tue affermazioni circa la velocità delle auto all’ interno del Parco quale primo fattore di incidenti stradali, proprio perché non solo è una verità alla quale però, consentimi, nulla o quasi è stato fatto per contrastare il fenomeno. Infatti ritengo che una semplice conferenza dei servizi dei Comuni, magari coordinati dalla Prefettura, avrebbe portato agevolmente al montaggio di dossi artificiali, autovelox e quanto oggi la tecnologia ci offre al riguardo. Ma stiamo sul problema cinghiali.

La questione a mio modo di vedere, Caro Lanfranco, non è come tu dici caccia si o caccia no ed il pessimo (anche di cattivo gusto consentimi) esempio del recente incidente sul Monte Nerone accaduto ad un cacciatore da te avanzato, è fuorviante della questione che deve essere posta in ben altri termini. Un doverosa premessa: il cinghiale NON è animale tipico della zona del Conero! E’ un animale immesso artificialmente anni fa in un’area che tra le altre cose è particolarmente antropizzata e circoscritta da elementi che la rendono una sorta di recinto naturale, essendo stretta tra il mare, Ancona e Sirolo e la A/14. Il Parco, tra le altre cose, è stato inserito nella Zona C cioè in quelle in cui la Regione ha stabilito che la presenza della specie cinghiale non deve esserci e le istituzioni tutte devono (dovrebbero) lavorare per la sua eradicazione. La realtà è però ben diversa proprio perché culturalmente c’è una preclusione verso il prelievo con il conseguente risultato che il problema, visto che nessuno si prende in questo nostro Paese una responsabilità, sta esplodendo. Ti ricordo che un Parco è una area protetta “artificiale” in cui le leggi della natura sono forzatamente viziate proprio perché si evitano alcune pratiche che ne regolano l’equilibrio.

Ecco perché nel Parco ormai volpi e cinghiali a terra, corvidi in aria, tutti animali predatori, si sono impadroniti, con immensi danni, della intera zona comprimendo in maniera evidente ogni altra forma di vita e devastando il sottobosco. Ti ricordo inoltre, proprio perché un Parco è una zona forzatamente chiusa, che nel mondo ovvero nei Paesi culturalmente non caratterizzati da mentalità pseudo - animaliste come il nostro, il prelievo venatorio controllato proprio nei Parchi è non solo ammesso ma assolutamente dovuto, appunto per tenere in equilibrio una zona forzatamente chiusa (il famoso Parco di Yellowstone ne è esempio paradigmatico). Proprio per sottolineare i nostri limiti, come non ricordare la vicenda accaduta alla Guardia Provinciale Cesini, persona in grado da sola, prima di essere ingiustamente processata ( e successivamente assolta in uno dei tanti incredibili processi di questa nostra Repubblica), di riuscire con abilità e tecnica venatoria a contenere la presenza della specie meglio che i cinquanta selettori oggi deputati all’ opera, a dimostrazione che parlare è assai semplice ma per risolvere le problematiche bisogna essere professionisti e comprendere e conoscere la vera vita del bosco! Ho ancora davanti agli occhi la ridicola riunione, fatta per non risolvere nulla, dello scorso anno in regione, dopo l’approvazione della famosa mozione in cui l’ Assemblea regionale, all’unanimità, aveva chiesto l’eradicazione del cinghiale dal Conero, eri presente anche tu, Caro Presidente. Cosa fare allora? Primo a mio modesto avvisto i Sindaci non possono lavarsi le mani limitandosi a denunciare sulla stampa ma devono, sottolineo devono, assumersi la responsabilità, pena la correità, di emettere per i territori di loro competenza decreti di emergenza di pubblica sicurezza rispetto alla problematica cinghiale.

La Prefettura deve immediatamente convocare, sulla scorta dei decreti dei Sindaci la prevista Conferenza per l’ Ordine e la Sicurezza alla quale vanno invitati i Presidenti degli ATC e delle Associazioni venatorie assieme ai tecnici faunisti della Regione. Proprio questi ultimi avranno il compito, tenendo presente della antropizzazione dei luoghi, di redigere un piano sostenibile di abbattimento. In ciò mi sorprende a questo proposito che il Parco, dopo tanto parlare, dichiari per Tua bocca che non esistono censimenti precisi della consistenza della specie avanzando la banale scusa che gli “animali si muovono”. Ciò denota, Caro Lanfranco, il livello in cui siamo, sembra quasi che il cinghiale sia più intelligente e capace di sfuggire di quanto non lo sia stato Bin Laden! Tornado a noi, fatto il piano si decide dove intervenire con chiusini, dove con prelievo selettivo, dove con girata o battuta o mini battuta o con gli strumenti ritenuti più idonei e sicuri per risulvere in radice il problema. Vedrai, Caro Lanfrando, che agendo in maniera seria, senza preclusioni ideologiche, ma con puntuale e professionale realismo pratico, il problema da qui a giugno se non è risolto del tutto lo sarà al 90 %. In difetto, se prevarranno le sterili ragioni che tanti professionisti dell’ animalismo che mi sono reso conto sono divenuti indirettamente solo i peggiori nemici inconsapevoli proprio degli animali e della sostenibilità dei territori e dell’ agricoltura (altro settore massacrato dai cinghiali) stanno da anni portando avanti, continueremo ad assistere a continui incidenti e a danni a flora e fauna incommensurabili proprio per la mancata volontà a voler affrontare e chiamare i problemi con il loro nome, raggiungendo anche l’ invidiabile successo che l’ homo sapiens nella Riviera del Conero è stato sconfitto dalla sus scrofa ovvero il volgare cinghiale! Ora nel salutarTi con immutato affetto, lascio a Te e alle istituzioni deputate (Ente Parco, Sindaci, Giunte regionale e Prefettura) la scelta su come vincere o perdere la sfida. Buon lavoro.



Scarica il pdf lettera di Giacchetti


Giacomo Bugaro

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-02-2013 alle 23:42 sul giornale del 07 febbraio 2013 - 2381 letture