contatore accessi free

Asse Ancona-Ravenna? Il presidente di Ancona Merci: 'Ipotesi lanciata per mischiare le carte'

porto di ancona 3' di lettura Ancona 19/05/2013 - Paolo Galli, Presidente di Ancona Merci, interviene sulla possibile alleanza tra i porti delle due città, evidenziando come questo potrebbe significare un grave depotenziamento per lo scalo dorico, che rischia di perdere la sua Authority e la sua rappresentanza.

E sull’interporto decantato da Pesaresi dice: “Ci spieghi prima quale valore aggiunto ha portato in questi anni”. “Ancora una volta si fanno proclami di grandi progetti e di grandi alleanze strategiche ma si omette di dire quelli che sono i reali problemi del nostro porto e anche del nostro interporto: basta gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica con prospettive di sviluppo e di piattaforme logistiche che allo stato attuale non sono realizzabili”. Paolo Galli, Presidente di Ancona Merci, realtà da anni attiva nel Porto di Ancona, commenta criticamente la notizia circa una possibile alleanza tra gli scali di Ancona e di Ravenna, emersa durante la conclusione del Progetto Synthesis, ieri (sabato 18 maggio, ndr) a Jesi. Nella circostanza, sarebbe stato proprio il Presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna, Galliano Di Marco, ad auspicare una sinergia con il porto dorico. Sinergia che potrebbe essere sana e positiva, ma solo se Capoluogo marchigiano potesse mantenere una sua leadership. Cosa che sembra difficile.

“Un’alleanza è sempre bene accetta – dice infatti Galli – l’importante è che porti sviluppo e vantaggi. Quali vantaggi avremmo noi da un’alleanza con Ravenna, oltre alla perdita della nostra Autorità Portuale a favore di quella di Ravenna? Perché da quello che è stato detto e si è letto in questi giorni sembrerebbe proprio che sia Ravenna a fagocitare Ancona in questo eventuale processo di unione-ottimizzazione. Ma a che pro? Che cosa otterremmo in cambio della perdita di una nostra Authority con dentro nostri rappresentanti che si interfacciano con il Governo centrale?”.

Quindi i proclami degli interlocutori marchigiani circa lo sviluppo dell’intermodalità: “Ho l’impressione che sia stata comprata prima la frusta del cavallo – continua Galli – oggi andiamo ad auspicare sinergie nuove con altri porti annunciando di rilanciare uno sviluppo che in realtà il nostro interporto, con tutti i soldi spesi, avrebbe dovuto garantire al territorio già da molti anni. E allora la domanda che ci si dovrebbe fare è: qual è il valore aggiunto o ricchezza che dir si voglia che l’interporto ha dato alla comunità in questi anni? Quali risultati si sono ottenuti con i tanti, tantissimi soldi che sono stati spesi per questa piattaforma logistica? In realtà la vera questione è che non è stato mai fatto nulla di concreto per rilanciare lo sviluppo intermodale e oggi si cerca di coprirsi con la foglia di fico dell’Asse Ancona-Ravenna, senza capire che in realtà la piattaforma descritta dal presidente di Interporto Marche Spa non potrà mai decollare così come è concepita, perché in un contesto di crisi come quello che stiamo vivendo non ci sono né abbastanza soldi, né abbastanza traffici, né abbastanza merci in circolazione per mantenere una piattaforma di questa entità”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-05-2013 alle 17:33 sul giornale del 20 maggio 2013 - 1482 letture

In questo articolo si parla di porto, attualità, ancona, porto di ancona, Ancona Merci

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/M08





logoEV
logoEV
logoEV