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comunicato stampa

Ancona: in scena 'MAI DOMI! Ballata per un Cantiere' al Cinema Teatro Dorico

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Teatro generica
'MAI DOMI! Ballata per un Cantiere' di Matteo Osimani, regia Gianluca Barbadori. Lo spettacolo andrà in scena il 20, alle ore 21.30, presso il Cinema Teatro Dorico di Ancona.

Tutto nasce in una serata estiva. I lavoratori Fincantieri sono esausti di sentirsi fare promesse dall’esterno dei cancelli di quella che da sempre è la loro casa, ormai chiusa. Un appello accorato quello delle donne e degli uomini coinvolti. Gianluca Barbadori li ascolta, ci parla. Se li immagina subito su un palco, a raccontare la loro storia attraverso il linguaggio teatrale, capace, secondo lui, di arrivare alle orecchie più sorde e ai cuori più duri. Parte così un percorso teatrale, durato più di un anno, fatto di racconti, testimonianze, interviste, ricerche, ma anche di giochi, interpretazioni e improvvisazioni, con dei “non attori” ma assoluti e reali protagonisti, vera voce di un dramma sociale che si fa megafono: gli operai e i lavoratori della Fincantieri hanno deciso di raccontarsi e di portare in scena MAI DOMI! Ballata per un Cantiere.

Il linguaggio utilizzato riprende gesti, movimenti, meccanicità, azioni del loro lavoro, evocando il cantiere, il rumoroso sottofondo, la meticolosa attenzione per il dettaglio. Tutto questo si respira, senza mascherina, in MAI DOMI! La storia dell’Arsenale del Porto, dalle sue origini fino alla nascita della Fincantieri di Ancona, è messa in scena dai protagonisti stessi delle drammatiche (e sottovalutate nella loro drammaticità) vicende contemporanee legate al cantiere dorico: operai e lavoratori che lottano per vedere i propri diritti salvaguardati e rispettati. Matteo Osimani, giovane autore del testo dello spettacolo e collettore di tanti racconti, lo presenta così: “Ogni città è stata un cantiere. Ma non ogni città ne possiede uno. La chiamano Fincantieri, è un’azienda. Per noi è il cantiere dove con gli strumenti dello spazio e del tempo sono state costruite navi, famiglie e amicizie, l’arsenale che è stato scena di saldature, scioperi e incidenti."

Lo spirito degli arsenalotti e dei loro familiari è quello di aprirsi alla città, di condividere quella sovrabbondanza di ricordi, sensazioni e orgoglio con i loro concittadini, le cui orecchie non sono più quelle di un mercante, ma di un indifferente. Ponte tra Culture vuole raccontare la voce e la storia del cantiere, le regole e la maestria del lavoro che si svolge in esso, i desideri e le rivendicazioni delle sue anime.

“Vogliamo restituire a una madre, Ancona, l’ascolto e l’attenzione verso il cantiere: vogliamo parlare a una mamma per troppo tempo sorda e cieca di fronte alla crescita e alle vicende del suo bambino.” Ci spiega Osimani. “Vogliamo restituire ai nostri concittadini l’essenza del lavoro in cantiere: fatica, pena e sforzo, dura necessità ma anche bacino di dignità, saldatura ben fatta di legami sociali.” Il lavoro non è solo un affare privato, fatto di merci e costi. L’arsenale è da sempre uno spazio sociale, affacciato sul mare e aperto al sole, il catalizzatore di processi di socializzazione, il testimone della nascita di nuove amicizie e di nuove famiglie. Lo spettacolo è un omaggio ai lavoratori del cantiere di ieri, oggi e domani, alle loro famiglie e a chi si è battuto per la dignità del lavoro.



Teatro generica

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-06-2013 alle 21:35 sul giornale del 12 giugno 2013 - 2901 letture