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Operazione Fantomas. Individuato ed arrestato altro complice ad Ancona

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Specchiere d'oro, candeleri d'argento, ceramica antica e non solo. Erano questi alcuni dei mobili trafugati dal trio. Arrestato anche un altro complice ad Ancona grazie al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Ancona.

Nell’ambito delle indagini che, la settimana scorsa, hanno permesso al Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Ancona di eseguire tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip presso il Tribunale di Urbino, nei confronti di tre uomini. Si tratta di Salvatore Cicatiello, di 53 anni, di Domenico Ferone, di 46 anni e di Gennaro Chianese, di 23 anni, tutti di Arzano nel napoletano. Gli uomini del Reparto specializzato nella tutela del patrimonio culturale, alla guida del Capitano Salvatore Strocchia, hanno dato esecuzione ad una ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip presso il Tribunale di Ancona, nei confronti del quarto uomo, fratello di uno degli arrestati: Angelo, di 48 anni, anche lui originario della provincia di Napoli e residente ad Orsogna (CH). All'uomo sono stati contestati una serie di reati, tra cui un furto commesso ad Arcevia nelle prime ore del 23 maggio del 2012.

Nell'occasione era stata rubata argenteria della fine dell’800. Nonché altri due tentati furti commessi a Saludecio (RN), nelle prime ore del 31 ottobre 2012, in cui gli arrestati hanno tentato di svuotare due diversi appartamenti del centro storico, dal loro contenuto di oggetti di antiquariato. L’attività investigativa che prende il nome di “Fantomas” trae spunto da quanto affermato telefonicamente da uno dei malviventi, Salvatore Ciccatiello, che si vantava “che nessuno lo avrebbe mai arrestato in quanto lui è come Fantomas”, che ha permesso di ricostruire il modus operandi del gruppo criminale, specializzato in furti di mobili di antiquariato. In particolare i quattro, coadiuvati da altri complici alcuni dei quali già identificati, erano costantemente impegnati nei sopralluoghi, in particolare prediligevano i piccoli comuni del centro nord, ma soprattutto le abitazioni nobili seppur disabitate.

E' qui che arraffavano arredi di pregio. Il “bottino” costituito sempre da mobili dall’elevato valore antiquariale ed anche da oggetti d’arte di ogni tipo, veniva poi affidato ai vari ricettatori per la commercializzazione, anche presso mercatini di settore del sud Italia. Nelle varie razzie, i malviventi hanno trafugato beni per un ingentissimo valore, si tratta di specchiere con cornici dorate, consolle del ‘700, comò, comodini intarsiati, ante di porte del ‘700, cassapanche in legno del ‘700, applique del ‘700, tavoli tondi intarsiati del ‘700, candelieri d’argento, servizi da tavola completi di ceramica antica, un comò (Maggiolini) e tanto altro.





Questo è un articolo pubblicato il 27-07-2013 alle 01:51 sul giornale del 27 luglio 2013 - 1499 letture