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Porto: banchina 1 e 4, 'Pienamente utilizzate'. Afferma così il presidente di Ancona Merci

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Paolo Galli, Presidente di Ancona Merci ha puntualizzato la posizione dell’azienda dopo che per due mesi si è dibattuto sul futuro del porto dorico. Nessuna preclusione precostituita verso il waterfront, ma la priorità è il lavoro.

“Non è esatto dire che le banchine in questione possono essere liberate immediatamente, perché sono oggi continuamente utilizzate. Non solo da noi, ma anche da altre imprese”. Ancona Merci interviene di nuovo sulla situazione del porto dorico e lo fa con il suo presidente Paolo Galli nel corso di una conferenza stampa, tenutasi proprio mentre le banchine 1 e 4 lavoravano a pieno ritmo. Negli ultimi due mesi, a partire dall’annuncio di AM dell’arrivo di nuovi investitori nello scalo dorico, una buona notizia visto lo scenario di crisi così grave, sui giornali e i mass media in genere, si è sviluppato un dibattito con protagonisti politici, operatori portuali, amministratori e professionisti.

Un confronto il cui filo conduttore è stato il cosiddetto waterfront. Ancona Merci ha voluto così chiarire alcuni punti fondamentali, “Sulle banchine del porto storico - ha esordito Galli – esiste una concessione iniziata nel 1997 e che si concluderà nel 2015. Per quanto ci riguarda abbiamo sempre onorato il nostro impegno nei confronti dell’Autorità Portuale e dei lavoratori tutti in quanto dal 1997 ad oggi abbiamo dato all’APA in canoni di concessione oltre 13 milioni di euro e fatto oltre 8 milioni di euro in investimenti. L’intera portualità ha potuto usufruire dei nostri servizi tanto che con le gru abbiamo notevolmente aumentato negli anni i traffici, contribuendo così allo sviluppo di tutte le imprese che operano nel porto di Ancona”.

Dopo aver ricordato come, nonostante la piena crisi mondiale e nazionale la Società Cooperativa sia riuscita a stipulare recentemente nuovi contratti per merci con operatori che per la prima volta vengono a lavorare nel capoluogo dorico, Paolo Galli ha sottolineato come “la priorità in un contesto attuale sia e resti soprattutto quella di garantire il lavoro e di continuare ad operare in pieno diritto sulle banchine del porto storico secondo le strategie operative aziendali individuate”.

E proprio le banchine ora utilizzate dalla Società sono il capitolo significativo di una storia che si trascina dall’estate. A tal proposito, Galli ha ricordato come attualmente non possano essere liberate perché pienamente funzionanti grazie all’attività svolta sia da Ancona Merci che da altri operatori, in primis la stessa Icop della Compagnia Portuali. “Con queste polemiche ad essere danneggiata è l’intera economia portuale, non solo la nostra attività. È per questo che ci chiediamo: a chi giova questa situazione?”. Paolo Galli ha infine sottolineato come Ancona Merci non sia preclusa a qualsiasi progetto di waterfront “serio e attuabile che dia alla città parziale fruibilità del porto storico”, purché le siano consentite “la continuità dell’operatività, il mantenimento dei traffici consolidati, nonché una potenzialità di sviluppo”.

Nelle foto in basso

la banchina 1 mentre la nave sta scaricando il ferro nichel e la banchina 4 con le brame di alluminio e alcuni tubi per oleodotti. Le banchine lavorano a pieno ritmo, stando ad Ancona Merci, e non si tratta di un presunto sotto utilizzo.




Questo è un articolo pubblicato il 02-10-2013 alle 17:52 sul giornale del 03 ottobre 2013 - 2420 letture