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comunicato stampa

Eusebi, Raffaelli, Signorini e Tomassetti: 'Qualità del commercio nel centro storico del capoluogo'

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Paolo Eusebi Idv

Le recenti dichiarazioni del consigliere Stefano Tombolini hanno il grande pregio di aver riavviato un dibattito serio ed approfondito sul commercio ad Ancona, segnatamente sulla qualità del commercio nel centro storico del capoluogo.

E questo Tombolini lo ha fatto sostenendo fra l’altro l’opportunità di “introdurre un limite alle aperture di esercizi commerciali a gestione straniera”. Subito è stato zittito in malo modo dal sindaco-podestà Valeria Mancinelli che lo ha tacciato d’essere uno sparaballe, un ignorante ed un demagogo e la reazione sgarbata è il segnale che ha toccato un nervo scoperto. Al di là del fatto che la liberalizzazione nel settore del commercio giustamente non ammette “recinti” nazionalistici (soprattutto in una città da sempre cosmopolita come la nostra) ma solamente i dovuti controlli che però vanno fatti, resta il fatto che il centro storico della città, da piazza Cavour a piazza Pertini, da piazza Roma a piazza della Repubblica con dentro chiaramente il sistema dei corsi, ha bisogno d’essere sostenuto puntando per quanto possibile sulla qualità dell’offerta. Una qualità legata sì al tipo di esercizio commerciale ed alla professionalità di chi lo gestisce (basterebbe soltanto chiedersi ad esempio se gli operatori dei diversi settori parlano almeno l’inglese per accogliere adeguatamente i potenziali clienti che transitano per il porto) ma anche e soprattutto al tipo di sostegno che l’ente locale può garantire nel rispetto del proprio ruolo e delle proprie competenze.

Magari garantendo una sosta produttiva migliore e più ampia. Discutere se ancora oggi valga la pena realizzare un parcheggio sotto piazza Cavour sempre più mestamente avviata ad essere patria di pur simpatici tiri al barattolo (la pagina su FaceBook “Liberiamo Piazza Cavour”, tenuta da autorevoli esponenti PD di Ancona, dovrebbe essere da guida pur con la dovuta moderazione) o magari sotto il lungomare di via XXIX Settembre, di certo sarebbe cosa positiva. Sarebbe altrettanto positivo discutere su come rendere più diretto e corposo l’intervento del Comune a sostegno di nuove iniziative imprenditoriali, con occhi più attenti a quelle dei giovani, nel cuore antico della città magari con significative agevolazioni fiscali. Oppure aumentare le tasse a chi tiene i negozi sfitti in modo da incentivare la locazione; non è cosa rara che in questo periodo di crisi molti negozianti si siano trovati a chiudere o spostare la propria attività in locali più convenienti di fronte ad aumenti di affitto a volte esagerati, premiamo chi non aumenta o addirittura diminuisce l'affitto. Così come sarebbe positivo trasformare l’asfittica Galleria Dorica in un piccolo contenitore culturale per mostre, concerti e piccoli eventi... qualche negozietto di souvenir no? :-) A quando la riapertura dell'Ex Cobianchi con la nuova sede dell'Informagiovani? Perchè non prendiamo l'occasione della recente piccola Legge Regionale per la valorizzazione di Ancona Capoluogo per rilanciare seriamente la creazione del Parco Archeologico Anconetano che sarebbe uno dei più ricchi del Centro Italia come ci fa capire con le sue opere il prof. Bersaglia. Integrato ad un parco commerciale naturale, comprendente lo storico mercato ambulante, centri culturali con qualche caffè-letterario di cui c'è molta richiesta e poca offerta... e con un sistema di Dehors che va meglio regolamentato e non totalmente smantellato.... come è stato fatto. Insomma il Comune non solo non può chiamarsi fuori ma ha il dovere di fare di più, molto di più.

Collaborando più concretamente con le associazioni di categoria ma anche mettendo del suo. Spesso basta molto ma molto meno di quanto si pensi. Non abbiamo paura di copiare idee buone avute da altri. Vedi ciò che ha fatto il comune di Andria (che tra l'altro non è New York): “Le attività commerciali, i centri culturali e d'arte, le aziende di servizi presenti nell'area si sono uniti per garantire un' offerta di sistema territoriale che racchiude in sè ben 330 attività. Presenti all'interno di Zona Centro tutte le tipologie di attività commerciali a cui si aggiungono i centri benessere, bar con tavoli all'aperto, gallerie d'arte e due centri culturali. Zona Centro renderà note, attraverso il proprio sito internet e i media partner, le tante iniziative di animazione territoriale che si svolgeranno nell'area, oltre che pubblicizzare le iniziative realizzate dalle singole attività aderenti al progetto”. Il virgolettato è tratto dal sito www.zonacentro.it e basta vedere il sito per capire che è un operazione a costo zero ma con un impegno di coordinamento notevole e la visione illuminata di qualche assessore, quello che manca a questa giunta...

Senza una visione futura della città anche l’impegno di Coltorti che ha ampliato sfidando la camera a gas di corso Stamira o quello del ristorante “L’India” è paradossalmente inutile. E non mascheriamo l'incompetenza o la paura di osare dietro il solito discorso della mancanza di fondi. Vi ricordate la battuta “da dove veniamo, dove andiamo e: ci basteranno i soldi per la benzina?” Progettiamo in grande, spremere il cervello non costa nulla, se poi non ci bastano i soldi per la benzina... prenderemo l'auto a Metano...

Quattro Cittadini innamorati di Ancona, Paolo Eusebi Roberto Raffaelli Roberto Signorini Angelo Tomassetti



Paolo Eusebi Idv

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-11-2013 alle 15:57 sul giornale del 09 novembre 2013 - 1126 letture