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M5S Ancona: variante di via Circonvallazione, 'Per fortuna che i Verdi ci sono!'

Consiglieri Movimento 5 stelle Ancona 7' di lettura Ancona 05/02/2014 - Non abbiamo parole per "ringraziare" sentitamente i verdi che, con il loro voto favorevole e assicurando il numero legale in aula, ieri hanno dato un contributo fondamentale all'approvazione della delibera per la variante di Via circonvallazione, una variante urbanistica che rende EDIFICABILE un'area che invece il Piano Regolatore prevedeva come NON edificabile.

Un scelta proprio "in linea" con la politica ambientalista del partito verde. Verde di nome, meno di fatto. Tanto più se si pensa che quell'area è proprio a ridosso delle mura fortificate della Cittadella, eretta dal grande architetto Sangallo nel 1532 e vincolata con ben due Decreti Ministeriali che ne sanciscono la salvaguardia paesaggistica e monumentale. Il m5s ieri in aula si è battuto con forza per convincere l'amministrazione a trovare strade alternative a una tale scelta miope e di basso profilo che, "supportata" dagli amici "verdi", assicura così a questa giunta di essere ricordata dai posteri come quella che ha avallato uno scempio edilizio, prima scongiurato da validi urbanisti come Oliva, Ballardini e Venuti.

Di seguito le motivazioni con il discorso tenuto in aula ieri (Lunedì) sulla VARIANTE VIA CIRCONVALLAZIONE, CONSIGLIO COMUNALE DEL 3 FEBBRAIO 2014

Vorremmo porre l'accento sull'aspetto culturale e ambientale, con questa delibera viene totalmente sottovalutato, dato che viene ignorata la tutela e la valorizzazione di un' area paesistica e di un bene monumentale, come quello della "Cittadella" - eretta dal grande architetto Sangallo nel 1532, sottoposta a vincoli ambientali e monumentali con Decreti Ministeriali, rispettivamente del 1955 e 1967. La stessa commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali nel lontano 1953 decretò di sottoporre tutta l'intera zona attorno alle mura fortificate della Cittadella a "vincolo panoramico" sottolineando come "la zona comprendente la Cittadella ha interesse dal punto di vista panoramico paesistico (...) sono sorti due edifici che, contrastando con lo specifico carattere della località ne hanno deturpato il caratteristico aspetto. Il colle dove oggi sorge la Cittadella per la sua particolare posizione topografica (...) assieme al colle Guasco forma la tradizionale fisionomia dell'antico abitato di Ancona, costituendo il detto complesso un quadro naturale, fondale panoramico che si può godere dalla strada ferrata e dalla statale che giungono da Falconara. ...." (estratto dalla commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali della provincia di Ancona n. 12 del 30 giugno 1953). Un quadro che ahimé, non è quasi più visibile, grazie alla incuria e alla sottovalutazione che se ne è fatta finora. Questa è la stessa amministrazione che parla di valorizzazione della cultura?

È così che VOGLIAMO valorizzare Ancona dal punto di vista turistico? E' necessario affrontare il tema dell'emergenza abitativa, che ci sta molto a cuore, ma è necessario farlo con lungimiranza e con una visione ampia che tenga conto di una idea complessiva di città. Noi crediamo che si possano trovare alternative possibili e sottolineiamo la visione miope che l'amministrazione ha in tema non solo di edilizia pubblica ma anche di politiche sociali, e si è visto anche con l'episodio della ex scuola di Via Ragusa e con la sua gestione. Il CONSIGLIO COMUNALE ha approvato una mozione del M5S sul censimento degli edifici vuoti nel 2012; e si accinge ad approvarne un'altra sul social housing (su cui poi si è trovato un accordo con la maggioranza e ce ne rallegriamo) - E' evidente quanto sia necessario, oltre che urgente, un approccio integrato alla questione, presupponendo una prioritaria verifica della disponibilità del patrimonio edilizio comunale per ottenere un suo efficiente e razionale utilizzo, escludendo il ricorso a nuova edificazione su suoli liberi e riqualificando l'esistente. Che ne vogliamo fare della nostra Ancona? La scelta di ricostruire proprio lì (a ridosso di un bene storico con vincolo paesistico) è davvero prevalente sulla tutela del bene storico monumentale stesso? Non esistono altri edifici vuoti da riqualificare? Non sosteniamo con questo di volere che tali immobili vengano demoliti oggi, senza un'accurata politica abitativa e una necessaria pianificazione. Vogliamo però evitare che si preveda di RI-costruirci in futuro, cosa che avverrebbe con la variante. Vogliamo trovare una alternativa. E' necessario considerare poi che un progetto delle dimensioni previste meriterebbe forse di essere affidato alla qualità ottenibile con un concorso di progettazione aperto a vari professionisti, e non all'ERAP, anche in considerazione che il responsabile della progettazione del medesimo ente è anche l'Assessore ai Lavori Pubblici di questo Comune, e che per tale attività consegue l'ottenimento di una remunerazione economica diversa dal trattamento base. Senza considerare che una eventuale edilizia in quel sito comporterebbe costi di costruzione non compatibili con i massimali previsti per l'ERAP.

L'amministrazione comunale sottolinea che la variante (pur non prevedendo "Nessun aumento di cubatura né nuove costruzioni") si rende necessaria per la riqualificazione e ristrutturazione degli alloggi esistenti, infatti a detta della stessa amministrazione questi locali "risultano fatiscenti ed in assoluto degrado, tanto da necessitare urgenti interventi di ristrutturazione". Ma è una scelta non avvalorata da precise valutazioni economiche. Esiste solo uno studio preliminare per l'interramento delle cantine, senza computo metrico né piano finanziario, che ci permetta di capire SE - e abbiamo forti DUBBI - i costi per la loro realizzazione saranno compatibili con quelli della edilizia residenziale pubblica. Demolire le cantine esistenti per ricostruirle interrate, significa costruire un volume estremamente costoso; tanto che nel piano triennale delle OO.PP. 2014-2016 sono stati preventivati per queste cantine 360mila euro. 360mila euro per delle cantine? Sono prezzi popolari? Cantine ....che in edilizia normale si calcolano a costo vicino allo zero? > > Inoltre investire nelle cantine significa che si ha tutta l'intenzione di mantenere in piedi gli immobili principali (altrimenti sarebbe solo uno spreco di risorse pubbliche!) e investire risorse economiche per la riqualificazione o ristrutturazione di tali immobili definiti dalla stessa amministrazione "fatiscenti" sarebbe probabilmente molto più oneroso che non ricostruirli, a causa della vetustà degli edifici stessi. Infine nella stessa cubatura, a fronte delle leggi Erap vigenti, potrebbero alloggiare soltanto circa la metà delle attuali 60 famiglie, quindi sono da prevedere comunque alloggi provvisori e alternativi. Quello che vorremmo sottolineare è il fatto che le spese che il Comune, in accordo con l'Erap, dovrebbe sostenere per la loro ristrutturazione, sarebbero grossomodo equivalenti se si scegliesse di riqualificare qualsiasi altro edificio di proprietà comunale inutilizzato (pensiamo ad esempio alle ex scuole Scandali) - Ci appare quindi ingiustificata tale scelta, miope, poco lungimirante, e di basso profilo, che un'amministrazione seria e capace di guardare al futuro dovrebbe meglio ponderare! Ancora una volta si guarda ad un palmo dal proprio naso, privilegiando il "valore" di un immobile fatiscente, e non cercando soluzioni alternative, che siamo sicuri si possano trovare, senza considerare invece il patrimonio unico e inestimabile del Sangallo.

Prendiamo atto che l'amministrazione considera la pianificazione dei progettisti estensori del vigente P.R.G - fini urbanisti come Campos Venuti, Federico Oliva, Romeo Ballardini - a sua detta una "previsione considerata datata dall'Amministrazione e da aggiornare alla luce delle difficoltà economiche intervenute negli anni". Una previsione che imponeva la destinazione dei fabbricati ex art.28 - "Zone per servizi di Quartiere", (non edificabile) con il fine di eliminare delle volumetrie senza valore architettonico, per dotare il parco e il monumento di un'adeguata area parcheggio, oltre che per eliminare la cortina edilizia che chiude la visione panoramica e maschera la struttura monumentale, e così salvaguardare il sito dal punto di vista ambientale e culturale.... Il Sindaco si assicura così di essere ricordata dai posteri come colei che ha avallato uno scempio edilizio, prima scongiurato da validi urbanisti come Oliva, Ballardini e Venuti. Sindaco, se non ha il coraggio politico di revocare una delibera per "salvare" alcune cantine, passerà alla storia come colei che ha negato il rispetto ambientale e culturale del monumento del Sangallo , perpetrando un danno ambientale, dimenticando altresì le illusioni di far diventare Ancona una città con possibili attrazioni turistiche.

La riqualificazione della nostra città ha bisogno di scelte fatte in prospettiva, capaci di guardare al futuro, che tengano conto di una pianificazione, non di decisioni così superficiali e avventate. Per questi motivi, tutto ciò premesso, si ritiene di dover chiedere il RITIRO di questa Proposta di Deliberazione.


da Cristina Lazzeri

     M5S Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2014 alle 02:51 sul giornale del 05 febbraio 2014 - 1962 letture

In questo articolo si parla di politica, ancona, Movimento 5 Stelle, M5S, Cristina Lazzeri

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