Bilancio 2014, Comune di Ancona. Ecco le proposte dei gruppi di maggioranza

Soldi 3' di lettura Ancona 27/03/2014 - Il Comune di Ancona, per mantenere l'alto livello di servizi sociali e non, anche su scala sovracittadina, deve rilanciare la sua azione sia sul fronte dell'efficienza interna che nella ricerca di risorse aggiuntive. Il fatto nuovo con cui ci si deve confrontare oggi è la riduzione delle risorse imposte dalla riforma fiscale che ha introdotto la Tasi e ha ridotto i trasferimenti dello Stato, comportando una riduzione delle entrate di oltre 7 milioni di euro.

Per quanto riguarda il consuntivo, il Comune chiude con un avanzo di 6,5 ml, di cui 5,6 ml vincolati in fondi prudenziali di accantonamento. Poiché negli anni si è accumulato un alto ammontare di residui attivi (crediti da riscuotere) e considerato l'imminente ingresso di nuove regole di contabilità che obbligheranno il Comune ad adottare comportamenti ancora più prudenziali, è opportuno che il Comune aumenti sin da subito in maniera consistente il fondo di svalutazione crediti.

Per quanto riguarda la proposta di bilancio preventivo, la maggioranza propone un percorso di riduzione delle spese attraverso la riorganizzazione della macchina comunale che nel 2014 potrà incidere sulla spesa strutturale per un totale di circa 2,6 milioni (diminuzione dei fitti passivi, riduzione costi delle utenze, riorganizzazione dei servizi educativi, riduzione della spesa del personale per il turnover, riduzione dei mutui ), a cui si potranno sommare altri 500 mila euro di altri risparmi di spese correnti.

È importante notare come la riduzione delle spese strutturali potrà avere effetti positivi non solo sugli equilibri di bilancio del 2014, ma anche nei prossimi anni. Ad esempio, l'azione sul risparmio dei fitti passivi può portare un risparmio totale di 440.000 euro di cui 100mila subito nel 2014 e i restanti nel bilancio 2015.

La manovra proposta, non è una manovra di tagli lineari ma, pur nel contenimento della spesa, vuole prevedere maggiori risorse per far fronte ad alcune esigenze della città. In particolare si propone di aumentare la spesa per servizi sociali, in parte on risorse del bilancio comunale, ma soprattutto migliorando la capacità del Comune di proporre progetti che trovino fondi di finanziamento esterno. Si propone di aumentare, seppur di poco, i fondi per le manutenzioni.

Sul fronte delle entrate si proporrà il recupero dell'evasione della TOSAP sui passi carrai e l'utilizzo del 75% degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti. Infine si dovranno utilizzare tutti gli strumenti possibili per rendere più equa l'applicazione della TASI. Senza applicare aumenti della pressione fiscale sulle attività produttive, e senza pesare sui cittadini più di quanto avrebbe inciso l'IMU al 6 per mille nel 2013, la TASI al 3,3 per mille anche sulle prime case con le rendite più elevate (vedi grafico ndr) comporterà comunque un minor carico fiscale, ma sarà necessaria per finanziare due tipi di detrazioni importanti: quella sugli immobili con rendite basse come da DL 16 e quella a favore di famiglie a basso reddito e/o numerose.








Questo è un articolo pubblicato il 27-03-2014 alle 12:23 sul giornale del 28 marzo 2014 - 2742 letture

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Premesso che, salvo che non si appartenga alla casta politica che ha distrutto questo paese, bisogna oggi avere fortuna per aver un lavoro che dia un reddito sufficiente a vivere a prescindere dal proprio curriculum professionale e che fortunatamente, senza alcun ausilio della politica ho uno e l'altro, mi si spieghi perché ancona aumenta quasi del triplo le tasse locali dando colpa ad un governo nazionale ove ci sono gli stessi partiti dell'alleanza incestuosa che "regna" sulla città. Qualcuno ci spieghi perché bisogna pagare le tasse per leggere di articoli ove i diritti degli indifesi sono violentati quotidiani e circa una situazione disastrosa della città dorica.
C'è da vergognarsi di essere cittadino italiano ed anconetano e ci si spieghi, se possibile, i perché dobbiamo pagare tutti questi aumenti a fronte di servizi da terzo mondo? Se i costi derivano da errori del passato si chieda conto, come in Banca delle Marche, agli amministratori infedeli ed incapaci del passato. E' troppo facile far pagare a "pantalone".




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