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Porto di Ancona: disinnescati 8 ordigni bellici al fosforo

2' di lettura Ancona 02/07/2014 - Le operazioni di bonifica di 8 ordigni al fosforo rinvenuti nel porto di Ancona si sono concluse il 29 giugno, dopo 10 giorni di attività. Gli ordigni, quattro bombe d'aereo e quattro bombe da mortaio, tutte di fabbricazione americana risalenti alla seconda guerra mondiale in pessime condizioni di conservazione, sono state rinvenute alle spalle del molo Fincantieri fra l’agosto del 2012 e il maggio del 2013.

L’attività ha richiesto una lunga attività di coordinamento vista la particolarità degli ordigni che non potevano essere distrutti sotto la superficie marina, il fosforo può essere distrutto solo in presenza di ossigeno, e che non potevano essere trasportati via terra, a causa del pessimo stato di conservazione, in un luogo idoneo al brillamento. Dopo circa due anni di studio e dopo la realizzazione di nuove strutture, progettate su indicazione degli artificieri del reggimento genio ferrovieri e degli artificieri della Marina Militare, le operazioni di bonifica si sono concluse senza conseguenze per la popolazione di Ancona.

Le 4 bombe da mortaio avevano una quantità minore di fosforo e sono state bonificate in una cava a Jesi, mentre le 4 bombe d’aereo sono state bonificate con un procedimento innovativo, il primo a livello nazionale. “Abbiamo deciso di trasportare le bombe d'aereo- spiega Grazia Branca, Vicecapo di gabinetto - presso un pontone ormeggiato al largo della costa (3,5 miglia dalla costa). Gli ordigni (uno alla volta) sono stati inseriti in un contenitore e poi sono state eseguite le operazioni di brillamento sulla piattaforma galleggiante“. "L'operazione di bonifica è stata complessa - spiega Paolo De Biagi, Viceprefetto vicario - per la pericolosità degli ordigni e per questioni di sicurezza personale e ambientale. Vorrei sottolineare la disponibilità e la sinergia tra gli organismi militari e civili e tra quelli pubblici e privati e ringrazio Pironti che ha voluto risolvere l'operazione prima della sua conclusione lavorativa". L’Autorità portuale si è fatta carico delle spese (70 mila euro) e il Comune ha contribuito con 15 mila euro.

La bonifica del territorio da ordigni bellici inesplosi costituisce una delle tante attività svolte dai Reparti dell’Arma del Genio in favore della collettività. Nel 2013, solo nell’area di giurisdizione del Comando Forze di Difesa Interregionale Nord, Ente deputato al coordinamento degli assetti di Forza Armata in questo tipo di interventi nell'area centro-settentrionale della penisola (dieci regioni amministrative), sono stati rinvenuti e bonificati oltre 1.600 ordigni bellici.


di Micol Sara Misiti
redazione@vivereancona.it







Questo è un articolo pubblicato il 02-07-2014 alle 16:56 sul giornale del 03 luglio 2014 - 1332 letture

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