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ATTUALITà |
di Cristina Carnevali |
Petizione dei lavoratori di teatro e spettacolo, 'Scelte a danno del diritto al lavoro di noi marchigiani' |
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Nei giorni scorsi è stata presentata una petizione al sindaco di Jesi Massimo Bacci, in qualità di presidente della Fondazione Pergolesi Spontini, al CDA della Fondazione, ad organi provinciali e regionali politici ed istituzionali, al sindaco di Maiolati.
Sono 148 i firmatari della petizione, lavoratori dello spettacolo dal vivo marchigiano, che hanno deciso di muoversi "a difesa del diritto al lavoro, negato dalle scelte di programmazione della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi con riferimento alla stagione lirica 2014 del Teatro Pergolesi". |
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ATTUALITà
Petizione dei lavoratori di teatro e spettacolo, 'Scelte a danno del diritto al lavoro di noi marchigiani'
Nei giorni scorsi è stata presentata una petizione al sindaco di Jesi Massimo Bacci, in qualità di presidente della Fondazione Pergolesi Spontini, al CDA della Fondazione, ad organi provinciali e regionali politici ed istituzionali, al sindaco di Maiolati.
Sono 148 i firmatari della petizione, lavoratori dello spettacolo dal vivo marchigiano, che hanno deciso di muoversi "a difesa del diritto al lavoro, negato dalle scelte di programmazione della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi con riferimento alla stagione lirica 2014 del Teatro Pergolesi".
I firmatari scrivono come cittadini e come "professionisti dell'Orchestra regionale delle Marche, del coro V. Bellini di Ancona, delle squadre tecniche e professionali da sempre attive nei cartelloni lirici di produzione del Teatro Pergolesi e dello Sferisterio di Macerata , nonché - dalla sua riapertura - del Teatro delle Muse di Ancona, delle cui rispettive odierne identità istituzionali" sono, come si legge nella petizione, "la struttura portante, ricorrente e continua, artistica e sociale, da decenni".
Alla base delle proteste, "la scelta della Fondazione per la stagione lirica 2014" che "contrasta, per due delle tre opere in cartellone, questa consuetudine attestata", impegnando maestranze di altre realtà territoriali non marchigiane. "Le opere previste sono solo formalmente uno co-produzione tra teatri, in realtà de facto, non mettono in comune lavoratori e creatività", così si legge nel testo della petizione.
Nella petizione i firmatari chiedono formalmente il rispetto e la tutela dei diritti di lavoratori; di essere coinvolti come parte attiva nelle scelte di programmazione teatrale della Fondazione Pergolesi, nonché che i dirigenti siano chiamati a rispondere delle proprie attività alle istituzioni delle responsabilità di cui sono investiti; con un appello a tutti i soggetti politici ed istituzionali comunali e regionali a cui la petizione è stata affidata di sostenere il loro diritto al lavoro.
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Petizione dei lavoratori di teatro e spettacolo, 'Scelte a danno del diritto al lavoro di noi marchigiani'
Nei giorni scorsi è stata presentata una petizione al sindaco di Jesi Massimo Bacci, in qualità di presidente della Fondazione Pergolesi Spontini, al CDA della Fondazione, ad organi provinciali e regionali politici ed istituzionali, al sindaco di Maiolati.
Sono 148 i firmatari della petizione, lavoratori dello spettacolo dal vivo marchigiano, che hanno deciso di muoversi "a difesa del diritto al lavoro, negato dalle scelte di programmazione della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi con riferimento alla stagione lirica 2014 del Teatro Pergolesi".
I firmatari scrivono come cittadini e come "professionisti dell'Orchestra regionale delle Marche, del coro V. Bellini di Ancona, delle squadre tecniche e professionali da sempre attive nei cartelloni lirici di produzione del Teatro Pergolesi e dello Sferisterio di Macerata , nonché - dalla sua riapertura - del Teatro delle Muse di Ancona, delle cui rispettive odierne identità istituzionali" sono, come si legge nella petizione, "la struttura portante, ricorrente e continua, artistica e sociale, da decenni".
Alla base delle proteste, "la scelta della Fondazione per la stagione lirica 2014" che "contrasta, per due delle tre opere in cartellone, questa consuetudine attestata", impegnando maestranze di altre realtà territoriali non marchigiane. "Le opere previste sono solo formalmente uno co-produzione tra teatri, in realtà de facto, non mettono in comune lavoratori e creatività", così si legge nel testo della petizione.
Nella petizione i firmatari chiedono formalmente il rispetto e la tutela dei diritti di lavoratori; di essere coinvolti come parte attiva nelle scelte di programmazione teatrale della Fondazione Pergolesi, nonché che i dirigenti siano chiamati a rispondere delle proprie attività alle istituzioni delle responsabilità di cui sono investiti; con un appello a tutti i soggetti politici ed istituzionali comunali e regionali a cui la petizione è stata affidata di sostenere il loro diritto al lavoro.

