Uscita Ovest, M5S: "Sventate le clausole capestro per lo Stato"

porto di ancona 4' di lettura Ancona 21/10/2014 - Nel manifesto esposto lo scorso week-end al Circo Massimo, la seconda buona notizia era: "Abbiamo bloccato le inique clausole capestro a carico dello Stato per la realizzazione dell'Uscita Ovest".

L'Uscita Ovest è una grande opera di collegamento viario tra il Porto di Ancona e l'Autostrada, da realizzare in project financing (interamente a carico del privato per oltre 500 milioni di euro). Nei mesi passati eravamo riusciti a conoscere e rendere pubbliche le clausole capestro per lo Stato, che avrebbero provocato gravi perdite di soldi pubblici a favore del privato, già trasmesse dal Ministero dei Trasporti, ma non ancora firmate dal Ministero delle Finanze che ha quindi rimandato la pratica affinché venissero modificate.

E proprio in questi giorni abbiamo saputo che avevamo visto giusto, in quanto tutte le clausole sulle quali avevamo sollevato dubbi sono state modificate. Nel testo iniziale della Convenzione era scritto: "al concessionario potrà essere riconosciuto, anche in aggiunta ad un eventuale contributo pubblico, l'accesso ai benefici fiscali previsti dalle leggi applicabili ai sensi dell'art. 18 della legge n. 183 del 12.11.2011". Si tratta di benefici molto ingenti in quanto la misura massima del contributo a fondo perduto, comprensivo delle agevolazioni fiscali su: imposte sui redditi, IRAP, IVA, ammontare dei canoni di concessione, "non può eccedere il 50% del costo dell'investimento".

Quelle tre righe valevano 250 milioni di euro (circa) che lo Stato Concedente (soldi degli italiani) avrebbe dovuto versare al Concessionario privato. Nel testo finale questa clausola non c'è più. Esisteva poi una clausola che introduceva una penale del 10% a carico dello Stato "anche nel caso in cui sia il Concessionario (privato) stesso a "cessare anticipatamente il rapporto di Convenzione pur indotto da atti o fatti estranei alla volontà del Concedente (lo Stato) anche di natura straordinaria e imprevedibile".

Ciò significava che lo Stato Concedente si impegnava a riconoscere indennizzi/risarcimenti al Concessionario per oltre 50 milioni di euro in qualsiasi momento il Concessionario privato avesse deciso di non continuare l'opera. Un vero e proprio incentivo all'incompiuta, visto anche che il Piano Finanziario a nostro avviso non si regge per i livelli di traffico del porto di Ancona e per i pedaggi da applicare. Tale clausola è stata modificata con un atto integrativo che dice: "Fermo restando quanto già disciplinato ai commi 8 e 10 dell'art. 11 della Convenzione, al Concessionario NON spetta alcun indennizzo, né rimborso dei costi della progettazione in caso di mancata approvazione del progetto definitivo e del piano economico-finanziario, ovvero di recesso anche per mancato finanziamento entro 12 mesi dall'approvazione dello stesso progetto definitivo, indotto da atti e/fatti estranei alla volontà del Concedente".

Resta il mistero su come abbiano potuto dei funzionari dello Stato introdurre inizialmente quella clausola. Per quale motivo, in contrasto alle prescrizioni del CIPE, in contrasto con il Codice degli appalti, e al di fuori di ogni logica che lo Stato avrebbe dovuto pagare persino il 10 per cento del mancato guadagno esponendo lo Stato stesso al ristoro del "lucro cessante" anche nel caso di una scelta insindacabile e volontaria di rinuncia da parte del Concessionario? Chi aveva scritto tutto questo? Forse al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti non ci sono professionalità in grado di leggere le leggi italiane? La risposta forse ce la possono dare altri project financing che si sono, guarda caso, risolti in grosse perdite per lo Stato, a causa di clausolette contenute nelle convenzioni, a cui non si era forse fatto caso... Come per l'autostrada Bre.Be.Mi (Brescia Bergamo Milano) dove lo Stato ha garantito il concessionario privato nei confronti delle banche e ora è costretto a dargli dei soldi altrimenti fallisce.

Per fortuna il M5S in questo caso è riuscito ad evitare uno spreco di soldi pubblici e un ringraziamento infinito lo dobbiamo alla nostra deputata Donatella Agostinelli che con le sue interrogazioni parlamentari è riuscita ad aiutarci a fare luce su questa vicenda e probabilmente indurre chi di dovere a far rispettare la Legge.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-10-2014 alle 17:40 sul giornale del 22 ottobre 2014 - 1033 letture

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