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Inrca, c'è preoccupazione nell'aria. A rischio la ricerca

3' di lettura Ancona 23/01/2015 - C'è molta preoccupazione nell'aria per l'Inrca. A rischio, stando all'associazione degli amici del geriatrico presieduta da Aldo Tesei, vi sarebbe proprio la ricerca. Il video

"Chi fa ora politica deve capire che la Sanità è una questione importante e che l'Inrca e una questione nazionale". Così Aldo Tesei presidente dell'Associazione Amici del Geriatrico, Inrca affiancato da altri due associati, Maria Vittoria Pierandrei e Massimo Pallotta. La preoccupazione sale, inoltre, se si parla di ricerca. Stando a Tesei questa preziosa risorsa ed opportunità per le Marche non sarebbe inclusa nel nuovo progetto per l'Inrca a Camerano e perdipiù la nuova struttura, tra l'altro ancora bloccata nell'esecuzione dei lavori dopo l'ennesimo ricorso al Tar, avrebbe meno spazio per quanto concerne la riabilitazione che da 600 mq passerebbe, nella nuova struttura, ad uno spazio di soli 60 mq.

Si paventerebbe dunque, stando all'associazione, un errore che potrebbe costare caro, come è successo a loro avviso per il Salesi: che l'Inrca venga relegato ad ospedale, della geriatria, perdendo così la ricerca. "L'inrca per la ricerca - ha precisato Tesei - è l'unico Ente a livello nazionale specifico per le patologie degli ultra 65enni e a questo punto bisogna chiedersi - ha detto Tesei - se questa specificità geriatrica serve o potrebbe essere relegata agli ospedali. Io dico che fare ricerca ne vale la pena".

L'Inrca che vanta 1000 dipendenti e poco meno di 90 ricercatori non è un ente a sé, ma collegata a livello europeo ed extraeuropeo: 217 centri, di cui 89 in Italia ed 122 in Europa ed 7 in USA ed Australia. Un ente prestigioso, una opportunità per le Marche e per nuovi giovani ricercatori che potrebbe apparentemente sfumare. "E non saperla utilizzare - ha affermato Tesei - è incapacità".

Tesei in particolare punta il dito sulla politica e sulle battaglie, quelle dei precedenti Direttori Zuccatelli Aprile e non solo, inascoltate. "Le scelte politiche della Regione, sia Spacca che tutta la Giunta e la minoranza, sono consapevoli del valore dell'Inrca". E ancora "Non si è progettato per far si che l'inrca possa diventare una realtà a livello nazionale".

Un'altra problematica è quella del futuro direttore, di nomina politica della regione su volere del Ministro. Il 21 febbraio prossimo scade, infatti, il contratto con il direttore in carica Zuccatelli e, per Legge, chi è in quiescienza, può lavorare solo gratuitamente. "La politica deve fare le sue scelte - ha aggiunto in merito Tesei - per me possono rinnovare Zuccatelli, ma ciò che interessa è che l'Inrca non venga sminuita nel ruolo".

E l'ora, dunque, di "scelte politiche, in un importante momento come quello delle elezioni regionali" con la speranza che l'Inrca per "gli amici" non sia "un reparto di geriatria", ma continui ad essere "un ente di ricerca" grazie ad un progetto che sia adeguato, dal momento che per loro non lo è. Presto, dunque, si chiederà un incontro con il presidente Spacca e l'assessore competente perché, secondo Tesei, "sono le Marche che devono rivendicare il ruolo dell'Inrca e non il Ministero". Ma se si punta il dito sulla politica regionale, non meglio va al sindaco di Ancona che, sempre per Tesei, è stata "molto assente".

"L'Inrca ha tanto patrimonio da vendere" ha aggiunto Tesei. Tra questi l'edifico di via Birarelli, una volta trasferiti gli uffici o ancor meglio una fastosa villa a Roma, magari con un appalto internazionale. Da queste eventuali vendite, maggiori risorse per l'Ente.








Questo è un articolo pubblicato il 23-01-2015 alle 16:02 sul giornale del 24 gennaio 2015 - 2663 letture

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