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Ceriscioli vince le primarie e punta alla presidenza della Regione. "La mia Giunta? Tre uomini e tre donne"

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L'uomo del 'cambiamento' e candidato designato del Centrosinistra festeggia la sua vittoria ad Ancona. Primarie positive quelle di domenica, dove si riallacciano i rapporti tra politica e gente comune. Ceriscioli: “Soddisfatto dell’esito delle Primarie. Ora avanti tutti insieme”.

“Da oggi parte un percorso di cambiamento per tutte le Marche – ha esordito Ceriscioli – Ieri c’è stata una grande partecipazione, in tanti hanno voluto cogliere l’opportunità di scegliere il candidato per la guida della nostra Regione per i prossimi cinque anni. Sono soddisfatto di questa forte adesione e del risultato ottenuto. Ora si va avanti tutti insieme”. Un Luca Ceriscioli raggiante, quello che dopo la vittoria alle primarie regionali del centrosinistra si mostra soddisfatto, lunedì pomeriggio nella sede del partito di Ancona, per l’avviarsi anche nelle Marche di un possibile percorso che lui definisce di cambiamento. Vede nell’incoraggiante dato di affluenza una spinta verso le sue “secondarie”, le Regionali vere e proprie. La situazione di crisi vissuta con particolare ansia dal territorio marchigiano non sembrava affatto giocare a favore di un riavvicinamento dei cittadini alla politica, che invece domenica 1 marzo c’è stato. Chiede ora a cittadini, amministrazioni e Comuni di collaborare tutti insieme in un percorso fatto di trasparenza, di sobrietà e soprattutto di concretezza, quella ormai da tempo definita nel suo programma di riorganizzazione ospedaliera e rilancio dell’economia e dell’occupazione. Si sente sulla strada giusta, la stessa che ha imboccato la Campania.“Anche in Campania gli elettori delle Primarie hanno scelto un sindaco – ha sottolineato Ceriscioli – non credo sia un caso, piuttosto il segno di una sintonia sul come affrontare il momento che stiamo vivendo. Ci tengo anche a ringraziare immensamente i tantissimi volontari che hanno contribuito allo svolgimento delle Primarie”.

La nuova prossima mossa sarà il consolidamento di un’alleanza con il Centrosinistra anche se per il momento però non si sbilancia sulla possibilità o meno di un allontanamento definitivo da Spacca. “È la scelta migliore – ha detto l’ex sindaco di Pesaro – anziché andare verso avventure con chi ha ruoli che non vuole abbandonare. Noi vogliamo stare con chi è capace di rinnovarsi”. Ceriscioli, dopo aver espresso apprezzamento per i tanti messaggi di congratulazioni ricevuti, tra cui la telefonata del suo principale competitor, l’altro candidato PD, Pietro Marcolini e quella del vice segretario nazionale del Partito Democratico, Lorenzo Guerini, si è dedicato a rispondere alle domande dei giornalisti. Il professore preferirebbe infatti proseguire avendo a fianco alleati "leali" piuttosto che persone che "sembrano aver messo le radici sulle poltrone". Ceriscioli ha rivolto anche parole di elogio allo sfidante Pd Marcolini che, non appena saputo il risultato, lo ha chiamato per offrirgli il suo appoggio, nello spirito di un unico partito nonostante le possibili divergenze.

L’ex sindaco pesarese non perde tempo e definisce subito le linee di questa campagna che si baserà su tre concetti fondamentali per il nuovo corso delle Marche: una Regione più vicina ai territori, agli amministratori e ai cittadini; trasparenza e sobrietà; contenuti e concretezza tipica di un sindaco. L’aspettativa dal lavoro - fa sapere - solo quaranta giorni prima delle elezioni – in tempo utile quindi solo per la campagna elettorale -, rinuncerà al vitalizio e a portare avanti più di due mandati – cosa comunque impedita dalla nuova legislazione -, infine ridurrà l’organico. Gli assessori scenderanno da dieci a sei e saranno in parità di sesso, tre uomini e tre donne. Diventerà quindi necessaria una giunta fresca, dinamica ed estremamente capace, visto che su ciascuno dei suoi membri graveranno numerose deleghe. Ceriscioli sembra deciso ad alleggerire la macchina burocratica in favore di un maggior orientamento al risultato. Pretende maggiore qualità e meno “yes man”, per garantire l’avvio di un circolo virtuoso in grado di portare al cambiamento.

In battuta finale la vittoria non è stata tanto quella di Ceriscioli su Marcolini o Donini, ma quella del ricongiungimento con i cittadini, anche i più giovani: “I ragazzi erano contentissimi questa mattina quando sono arrivato a scuola. Mi volevano portare fuori in spalla, ma ho rifiutato” ha commentato Ceriscioli riferendosi ai suoi studenti dell'Itis di Urbino.





Questo è un articolo pubblicato il 02-03-2015 alle 18:55 sul giornale del 03 marzo 2015 - 1278 letture