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Susanna Camusso ad Ancona: "A cambiare non devono essere i lavoratori, ma chi non ha saputo fare nulla"

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Susanna Camusso ad Ancona

Parla di lavoro, diritti e welfare il segretario nazionale Ggil Susanna Camusso che venerdì pomeriggio ad Ancona, presso i locali della Fiera della Pesca, ha lanciato l'appello: "A cambiare non devono essere i lavoratori, ma chi non ha saputo fare nulla".

Lavoro, Diritti e Welfare, argomenti caldi si snocciolano alla Fiera della Pesca di Ancona davanti una platea gremita di studenti, disoccupati, sfruttati dalla garanzia giovani, esodati della Prysmian di Ascoli Piceno, operai a rischio licenziamento del cementificio Sacci di Castelraimondo, lavoratori fissi e sempre più precari in un lungo confronto di oltre quattro ore. Il nodo centrale che si vuole sciogliere per sbloccare il lavoro è quello dei tagli, di cui parla in prima battuta il segretario generale di CGIL Marche Roberto Ghiselli: “La proposta di variazione di bilancio, approvata dal consiglio regionale, non è condivisibile, non coglie le vere priorità e rappresenta il classico intervento a pioggia. Per affrontare questi problemi sarebbe necessaria una classe dirigente locale in grado di ragionare su un nuovo modello di sviluppo costruito attraverso la partecipazione, che permetta di contrastare la crisi e lavorare per una trasformazione intelligente e non quella che abbiamo visto in continuo litigio”. Chiede maggiore onestà, trasparenza e soprattutto coraggio nell’affermare, come mostrano i dati Istat, che l’occupazione in Italia non è affatto aumentata con il Job Acts che ha solo eliminato garanzie per i lavoratori. Addirittura alcune imprese hanno chiuso i battenti o sono state vendute a grandi multinazionali. Per questo Ghiselli sente la necessità del ritorno in piazza dei sindacati uniti nel garantire i diritti ai lavoratori.

È Susanna Camusso a riassumere però tutti i macro-temi trattati. Dalla questione degli appalti esposta dalla segretaria CGIL di Ascoli Piceno Paola Giovannozzi che “sono portati avanti dai lavoratori che non possono pagare per la corruzione del governo e degli appaltatori” a quella della Buona Scuola tirata in ballo dal segretario Flc CGIL di Macerata Antonio Renga che dice “di buono ha ben poco, visto che alcuni precari verranno inseriti con contratti a tempo indeterminato ma altri saranno espulsi per sempre. È la riproposizione del sistema renziano di un uomo solo al potere: il dirigente, che decide chi assumere, chi licenziare e quali materie insegnare. Giannini, se hai intenzione di portare avanti il progetto Buona Università ti diciamo: ti prego, fermati!”. Dalla problematica dei pensionati “preoccupati per la disoccupazione dei figli e dei nipoti” trattata dalla segretaria Spi CGIL Catia Rossetti a quella dell’immigrazione, sino a quella dei contratti-schiavitù (350-500 € al mese) di cui parla Sauro Braghi. Non mancano nemmeno gli sfoghi di un diversificato gruppetto di lavoratori. Un’operaia che si scalda nel non volere “un cambiamento che penalizza, perché non è un miglioramento, ma un assassinio della democrazia”, una commessa dei supermercati parla di cinque svilenti mesi di lavoro senza stipendio e una neolaureata in giurisprudenza accusa la tanto acclamata Garanzia Giovani “dopo essermi iscritta il primo dicembre per poter accedere al praticantato e aver pagato 100 € di assicurazione, ad oggi, 10 aprile 2015, non mi sono vista tornare indietro nemmeno i 30 € dell’abbonamento dell’autobus per recarmi allo studio” – e un operaio, preoccupato dalla possibilità di chiusura dell’azienda.

La segretaria nazionale è convinta che dalla crisi “non si esce con le stesse scelte fatte un po’ di anni fa” e che “a cambiare non devono essere i lavoratori, ma chi non ha saputo fare nulla in questi sette anni”. “La soluzione non sono i tagli, ma il lavoro. Non bisogna tagliare fondi, ma impiegare fondi sul lavoro”.

Durissimo l’attacco che la Camusso riserva al premier Matteo Renzi: “Noi vorremmo avere un governo, non un re della giungla. Con Renzi gli investimenti fatti dalle aziende sono stati il vendi e scappa di Pirelli e Indesit. I governi servono invece a determinare le politiche economiche e sociali del Paese. È questo che ne rivela il grado di democrazia. Oggi garantiamo al governo che siamo uniti nel costruire il primo punto da cui partire per la riconquista di tutti i diritti dei lavoratori. Rifaremo lo statuto dei lavoratori, perché in questo periodo difficile il documento del 1970 va migliorato, riaffermando i diritti delle persone. Non si può riproporre l’idea berlusconiana - stando sempre alla Camusso - come fa Renzi, della legge della giungla, secondo cui ognuno è più forte degli altri eliminando i diritti collettivi. Invece siamo tutti uniti nell’esercitare i diritti collettivi di tutti i lavoratori. E ai sindaci dico: basta farvi prendere in giro, prima che i cittadini vengano a bussare alle porte dei Comuni. Serve più concretezza e i contratti nazionali del lavoro, che sono ancora in mano nostra, vanno utilizzati. Non mi pare un grande passo avanti passare dal precariato al lavoro gratuito della Garanzia Giovani, di mezzo ci sono un paio di oceani. Sfideremo tutti a dire se ci stanno a creare un nuovo statuto di tutti i lavoratori. È difficilissimo e dobbiamo parlare con tutti i lavoratori e le lavoratrici ma possiamo farcela stando uniti e continuando a sventolare le nostre bandiere in piazza”.





Susanna Camusso ad Ancona

Questo è un articolo pubblicato il 10-04-2015 alle 21:42 sul giornale del 11 aprile 2015 - 1664 letture