Barriere architettoniche e norme: arriva l'esposto al Comune di Ancona

Valeria Mancinelli, candidati sindaci in carozzina 5' di lettura Ancona 11/08/2015 - Arriva l'esposto contro il comune di Ancona per mancato rispetto norme sulle barriere architettoniche. (In foto il sindaco Mancinelli, all'epoca candidato primo cittadino, durante la corsa in carrozzina organizzata per valutare la città di Ancona dal punto di vista dei disabili)

Il 2 agosto scorso è stato inviato alla Procura della Repubblica di Ancona un esposto (vedi allegato ndr) verso il comune di Ancona per la mancata adozione del PEBA (piano eliminazione barriere architettoniche). Ci siamo dovuti rivolgere alla magistratura per avere giustizia, per far rispettare i diritti delle persone con disabilità motoria e sensoriale, far rispettare la legge; valutando eventuali responsabilità degli amministratori e dirigenti del comune di Ancona.

Ecco il testo dell'esposto.

ESPOSTO VERSO IL COMUNE DI ANCONA

Il sottoscritto Renato Biondini rappresentante locale dell’associazione “Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica” “dal corpo dei malati al cuore della politica”, con sede legale in Roma, Via di Torre Argentina n. 76, iscritta al Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale, di cui all’art. 7 della legge 7 dicembre 2000 n. 383, associazione portatrice, in base al proprio Statuto, anche di interessi esponenziali delle persone con disabilità, come attestato, tra l’altro, dal Decreto emanato in data 30 aprile 2008 dal Ministero della Pari Opportunità di concerto con il Ministero della Solidarietà Sociale che l’ha individuata come uno dei soggetti legittimati, ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge 1 marzo 2006, numero 67, per la tutela dei diritti singoli e collettivi delle persone con disabilità, vittime di discriminazioni.

PREMESSO CHE: in base alla legge n 41 del 1986, art. 32, commi 21 e 22, così come modificata ed integrata dalla Legge n. 104 del 1992, art. 24, comma 9, nonché dell’art. 5 della legge della Regione Marche n° 52 del 1990, è fatto obbligo, tra l’altro, in capo ai comuni, alle Provincie e alle Regioni, di programmare le opere di abbattimento delle barriere architettoniche/sensoriali presenti nei luoghi pubblici di propria competenza, mediante la redazione e l’annuale aggiornamento di specifici Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche,(PEBA) e dal 1992 anche dei Piani di accessibilità urbana (PAU). Inoltre l’ente regionale, in base alla citata normativa, ha una funzione di controllo ed eventualmente di sostituzione sulle Provincie e sui Comuni, destinatari anch’essi dell’obbligo di redigere i rispettivi PEBA – in relazione al loro effettivo adempimento con l’obbligo, in caso di mancata adozione dei PEBA, di nomina di un Commissario ad hoc per lo loro adozione.

CONSIDERATO CHE: i PEBA sono, strumenti basilari ricognitivi e atti a dare certezza prospettica al diritto alla mobilità delle persone con disabilità, in quando da detti Piani deve risultare anche la tempistica degli interventi per eliminare le barriere.

VISTO CHE il comune di Ancona non ha ancora adottato il PEBA nonostante siano trascorsi 28 anni dall’obbligo imposto dalla legge.

PRESO ATTO CHE il Consiglio comunale di Ancona con la deliberazione n° 81 del 17 maggio del 2010 impegnava la Giunta comunale a redigere il PEBA. A seguito di una richiesta di accesso agli atti al comune di Ancona, in tema di Peba, il dirigente dei lavori pubblici di Ancona ing. Luciano Lucchetti in data 26 novembre 2012 con nota n° 105756 dichiara che “si sta predisponendo un gruppo di lavoro per l’adozione del Peba”. A seguito dell’interrogazione del consigliere comunale di Ancona Francesco Rubini Filogna che chiedeva spiegazioni sulla mancata adozione del Peba l’assessore Urbinati nella seduta del 21 gennaio 2014 dichiara che “si sta aspettando una relazione da parte dell’ufficio tecnico del comune che spera possa essere pronta per la prossima seduta del consiglio comunale” e che a tutt’oggi ancora non ci risulta sia stata redatta. Su iniziativa del consigliere regionale Adriano Cardogna, il 9 dicembre 2014 il Consiglio Regionale delle Marche approva una risoluzione che impegna la Giunta regionale a nominare i commissari ad acta per l’adozione dei Peba nei comuni inadempienti, come prescrive la legge. Il Consiglio comunale di Ancona nella seduta del 29 aprile approva un Ordine del Giorno presentato dal consigliere Francesco Rubini Filogna che impegna la Giunta all’attuazione del Peba. Il 19 giugno scorso è stata inviata una lettera di diffida all’amministrazione comune di Ancona nella quale si chiedeva l’adozione del PEBA e del PAU (piano eliminazione barriere architettoniche e piano accessibilità urbana) o ad esporre le ragioni del ritardo entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della richiesta (avvenuta il 22 giugno) e che a tutt'oggi non ha trovato risposta.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto CHIEDE che l’intestata Procura della Repubblica di Ancona voglia accertare e valutare se nei fatti, atti e comportamenti sopra riportati dell’amministrazione comunale di Ancona, siano rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti procedendo, in caso affermativo, nei confronti dei soggetti responsabili. Con espressa riserva di costituirsi parte civile nell'eventuale successivo procedimento penale.

Chiede inoltre, ai sensi dell’art. 406, comma 3 c.p.p., di essere informata dell’eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari, nonché, ai sensi dell’art. 408, comma 2 c.p.p., circa l’eventuale richiesta di archiviazione e ai sensi dell’art. 335 c.p.p., che le vengano comunicate le iscrizioni previste dai primi due commi del medesimo articolo. Il sottoscritto infine, dichiara di opporsi ed eventuale emissione di decreto penale di condanna. Castelfidardo 2 agosto 2015, Renato Biondini








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-08-2015 alle 19:18 sul giornale del 12 agosto 2015 - 1273 letture

In questo articolo si parla di attualità, ancona, Associazione Luca Coscioni

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