Fine settimana alla Polveriera con Romano Sauro, nipote di Nazario

1' di lettura Ancona 05/11/2015 - Un fine settimana dedicato alla Marina. Ospite della Polveriera, il nipote di Nazario Sauro. Sabato 7 ottobre alle 18, l’ammiraglio Romano Sauro presenta il libro Storia di un marinaio (ed. La Musa Talìa) che rievoca la figura del nonno Nazario, eroe della prima guerra mondiale impiccato a Pola nel 1916 come traditore.

In mostra è possibile ammirare un bellissimo busto in marmo raffigurante Nazario Sauro, opera datata 1930 del noto scultore anconetano Filandro Castellani. L’eroe, legatissimo ad Ancona, frequentò sovente il nostro porto e a lui è dedicata la banchina dove oggi sorge la Capitaneria di porto. Domenica 8 ottobre, alle 18 Claudio Bruschi, a cento anni dall’evento, rievocherà invece l'affondamento del piroscafo Ancona nelle acque del Tirreno ad opera di un sommergibile tedesco. La nave trasportava un carico segreto oggetto ancor oggi di tentativi di recupero. Si proseguirà quindi con l'illustrazione delle navi che hanno portato il nome di Ancona in giro per i mari. Proiezioni di immagini d'epoca faranno da sfondo alla conversazione. Aperte sabato pomeriggio e domenica mattina e pomeriggio la mostra permanente “Ancona nella Grande guerra”, e quella temporanea dedicata a "I Garibaldini delle Argonne".








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-11-2015 alle 13:52 sul giornale del 06 novembre 2015 - 1321 letture

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La prima guerra mondiale è stata, come pressoché tutte le guerre, un'inutile strage.
Ora ha vinto l'Italia e NAZARIO SAURO, cittadino del impero austro ungarico di nazionalità italiana, è diventato un eroe ma a suo tempo giuridicamente, nell'applicare la pena di morte, i tribunali di guerra austriaci non hanno che applicato la legge.
Tutto questo non vuol essere contro NAZARIO SAURO, CESARE BATTISTI, ..... ma contro la stupidità dei nostri regnanti e governanti del tempo e soprattutto contro la "fame" di appalti degli industriali.
Nessuno lo dice ma gli imprenditori italiani, soprattutto quelli legati all'acciaio o alle armi, erano interventisti.
Comunque a chi è vissuto, ed ha perso la vita per i propri ideali, va comunque un minuti di riconoscimento.