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Albanese arrestato nella notte, dopo blitz della Volante. Era ricercato in tutta Europa

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Sono stati gli agenti della Squadra Volante diretti da Cinzia Nicolini a mettere in manette un pluripregiudicato albanese. Il 22enne, ricercato in tutta Europa, aveva pernottato un albergo in piazza Rosselli. Ma dopo il check in scatta il blitz.

Arrestato questa notte dalla Squadra Volante, un cittadino albanese, ricercato in tutta Europa e già espulso dall’Italia nel giugno dell’anno scorso, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, in particolare furti in abitazione, e per reati in materia di immigrazione clandestina.

L’uomo, classe 1995, senza fissa dimora, dopo il decreto di espulsione emesso dal Questore di Milano, nel giugno 2016 aveva fatto le proprie tracce nascondendosi lungo la nostra Penisola. Numerose le segnalazioni sulla sua presenza fugace e veloce in varie città italiane. Il rintraccio e la segnalazione come da espellere era su tutte le banche dati delle Forze dell’Ordine che da mesi erano sulle sue tracce.

La clandestinità del ventiduenne e la sua fuga sono finite nella notte. Giorni impegnativi per la dirigente delle Volanti Cinzia Nicolini. Attivi infatti controlli straordinari del territorio finalizzati anche al rintraccio di cittadini extracomunitari clandestini, pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica. Volanti, Squadre Speciali Antiterrorismo, Nucleo Cinofili,che pattugliano 24 ore su 24 per passare al setaccio tutto il capoluogo, grazie a controlli a scacchiera.

Poco dopo la mezzanotte scattava il blitz delle Volanti in un albergo di piazza Rosselli dove si trovava il cittadino albanese in questione che aveva pagato una camera solo per trascorrere una notte, pronto, sicuramente a ripartire per altre città. Una volta registrato nella struttura ricettiva, immediatamente la Sala Operativa riceveva telematicamente il nominativo dell’ospite e di lì a poco la comparazione con i dati anagrafici e i documenti utilizzati per affittare la camera dava riscontro positivo. Gli agenti della Volante, coordinati dalla Dirigente Cinzia Nicolini, si recavano in piazza Rosselli e con la scusa di un normale controllo di polizia bussavano alla porta della camera dell’albanese che non poteva credere al fatto di essere stato rintracciato.

Accompagnato presso gli Uffici della Questura veniva sottoposto al fotosegnalamento che ne confermavano le generalità, le condanne e l’espulsione dal territorio nazionale. Dopo le formalità di rito veniva tratto in arresto. Mercoledì mattina il processo per direttissima. L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto condannandolo a otto mesi di reclusione.





Questo è un articolo pubblicato il 25-01-2017 alle 15:45 sul giornale del 26 gennaio 2017 - 1731 letture