Buste biodegradabili e a pagamento, supermercato di Sirolo batte tutti

04/01/2018 - Buste biodegradabili e a pagamento, supermercato di Sirolo batte tutti e ne pensa una più del diavolo.

L'ha pensata una più del diavolo il "Si con Te" di Sirolo. Da oggi infatti esporrà cestini in alternativa dei sacchetti a pagamento biodegradabili, come da nuova normativa nazionale. I cestini potranno essere portati fino alle casse dove il cliente potrà provvedere ad mettere nelle buste proprie perlomeno la frutta e verdura. E il prezzo e relativa etichetta affissa anche in un post it messo a disposizione.

L'ondata di polemica sulla recente introduzione ha messo infatti in allarme molti esercenti, soprattutto quelli più piccoli. La fantasia di alcuni clienti anche nell'anconetano inoltre non ha avuto limiti: da chi suggeriva di etichettare la frutta senza imbustarla nei sacchetti a disposizione a chi proponeva di non comprare più frutta e verdura, soprattutto nei supermercati, o comunque l'invito stare un mese senza servirsi di prodotto che necessitano di essere imbustati.

Dal 1 gennaio 2018 infatti è entrato in vigore l’obbligo di usare i sacchetti biodegradabili a pagamento, per pesare e prezzare le merci sfuse. L’art. 9-bis della legge di conversione 123/2017 il cosidetto Decreto Mezzogiorno approvato lo scorso agosto, prevede infatti che non possano essere distribuite a titolo gratuito e il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dalla scontrino o fattura di acquisto delle merci o dei prodotti”. Nei supermercati dunque e in tutte le altre attività commerciali che usano questi sacchetti come ad esempio fruttivendoli, alimentari, ma anche farmacie o panetterie...ecc non potranno continuare ad usare il tradizionale sacchetto di plastica che andrà sostituito con quello biodegradabile con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile non inferiore al 40%.

Ma ciò che più turba alcuni italiani, così come alcuni anconetani (alcuni si dichiarano infatti a favore del biodegradabile e contro i sacchetti di plastica, inquinanti e pericolosi per l'ambiente, soprattutto per i mari come denotano anche studi universitari sulla presenza di microplastiche presenti anche nel mar adriatico ndr) è che a pagare quel sacchetto saranno proprio loro, i cittadini. Questo prezzo si stima che oscillerà da 0,1 a 0,5 centesimi circa e per gli esercenti furbetti, ovvero quelli che non rispetteranno la nuova legge, continuando ad offrire buste di plastica, è prevista una sanzione da €. 2.500 ad 25.000 euro. Sanzione che aumenta a 100.000 se la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica o un valore di queste ultime superiore al 10% del fatturato del trasgressore.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-01-2018 alle 18:37 sul giornale del 05 gennaio 2018 - 5741 letture

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