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comunicato stampa

M5S sul seminario Arpa: ''Regione Marche non pervenuta''

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Porto di Ancona

Si è svolto giovedì, ed il gruppo Consiliare Comunale del M5S di Ancona ha partecipato compatto, il Seminario Nazionale, organizzato dall’ARPAM Marche, Regione Marche, Comune di Ancona, Anci, Capitaneria di Porto e Regione Marche avente per tema l’approfondimento riguardo alla “gestione sostenibile delle attività portuali: confronto tra le esperienze del Sistema Nazionale delle Agenzia Ambientali”.

Gli interventi dei relatori, tutti tecnici ARPA di varie Regioni o ISPRA per lo più, sono stati davvero interessanti. Ne sappiamo di più di quanto si fa in Toscana, Liguria, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Puglia. Di ciò che si fa o non si fa in Regione Marche non si è parlato. Evidentemente c’è poco da dire.. o quasi nulla.

L’ultimo risultato “importante” è il Blue Agreement sottoscritto a FINE 2018 dall’Autorità di Sistema Portuale con qualche armatore sensibile. Il Blu Agreement di Venezia, sottoscritto nel 2013, nel 2018 è stato invece aggiornato. Abbiamo saputo che i porti di Civitavecchia e Genova, oltre che quello di Trieste e Livorno sono costantemente monitorati; abbiamo saputo che a Civitavecchia ci sono ben 17 centraline di rilevamento inquinanti, e che dal 2016 sono ben 17 le tipologie di inquinanti monitorati.

Abbiamo avuto conferma (perché già lo sapevamo) che l’impatto principale sul territorio cittadino che si affaccia sui porti è imputabile alle navi che stazionano, e che larga parte dell’inquinamento è riferibile alle Navi da Crociera, vere città naviganti che devono assicurare a chi è a bordo tutti i comfort di una città (finta) galleggiante. Abbiamo avuto conferma (perché già lo sapevamo) che solo attraverso un coordinamento tra le Autorità di Sistema Portuale si potrà raggiungere una uniformità di protocolli tali che ad ogni nave venga garantita la stessa tipologia di servizi in ogni porto tale da rendere conveniente un “ammodernamento” dei sistemi di alimentazione.

Abbiamo avuto conferma (perché anche questo già lo sapevamo) che i controlli sulle emissioni delle navi sono documentali e non a camino e solo sul 10% delle navi che fanno scalo sul territorio italiano e non su tutte viene effettuato il campionamento del combustibile. In più i vecchi mezzi non “scontano” alcun obbligo. Tutte queste conferme sono arrivate dalle varie Agenzie invitate e presenti….

Nessuna notizia invece dall’ARPAM, visto che ad Ancona mancano i dati…. Non si rileva, da oltre 8 anni, l’impatto del Porto sulla città se non attraverso una (l’unica) centralina di fondo urbano collocata nel Parco della Cittadella. Posto che nessuno vuole fare a meno dei Porti (l’attività rappresenta il 3% del PIL Nazionale ) noi cittadini esigiamo che l’attività portuale sia ecosostenibile; ciò che 20 anni fa era considerato antieconomico, ovvero non scaricare le acque di sentina in mare o non lavare le cisterne al largo, ora non lo è più.

Ma abbiamo bisogno che non si aspettino 20 anni per raggiungere l’obiettivo urgentissimo di ridurre le emissioni nocive oltre che climalteranti. Confidiamo nella libertà di ricerca e nel coraggio dei decisori politici…ma non nei i nostri tecnici, non nei nostri decisori locali di livello comunale o regionale. Ad Ancona, Amministrazione, Regione (ARPAM) e ADSP sono contentissimi così, pertanto immobili.



Porto di Ancona

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2019 alle 18:30 sul giornale del 25 gennaio 2019 - 554 letture