Ancona scende in Piazza per il Rojava. In decine a difesa della popolazione curda

3' di lettura Ancona 12/10/2019 - Mobilitazzione dell’Ambasciata dei diritti a favore del Rojava per fermare l’attacco turco. Valentina Giuliodori: “Non c’è attenzione da parte dell’America, come della Nato. Tutti sembrano operare calcoli di opportunità e non si parla dei curdi”

“Il ritiro dell’impegno militare statunitense nel Nord della Siria, ha dato il via libera alle operazioni militari della Turchia di Erdoğan nel Rojava.
Sono cadute le prime bombe e si sta preparando l’intervento di terra, mentre già si contano decine di morti e feriti e la fuga della popolazione, preludio ad un nuovo, tragico esodo di massa
L’obiettivo dell’invasione è quello di distruggere l'esperienza rivoluzionaria del confederalismo democratico, per favorire le mire espansioniste turche in tutta la regione mediorientale.

Nel silenzio dell’Unione Europea e di tutta la comunità internazionale la solidarietà ancora una volta arriva da chi è solidale e complice, dai movimenti e dai singoli che in questi anni, da Kobane fino ad oggi, hanno fatto loro il messaggio della Rivoluzione Confederale. Gli stessi che hanno imparato che nel disastro della guerra civile siriana è sempre esistita una speranza di pace e convivenza che si è chiamata Rojava”.

Questo l’appello con cui l’Ambasciata dei diritti Marche ha chiamato a manifesta in Piazza della Repubblica i cittadini anconetani alle 12 di sabato mattina. Appello a cui hanno risposto in decine di Anconetani, che hanno fatto sentire la propria voce a supporto della realtà curda.

Appello fatto proprio anche da partiti e ovimenti politici, presente in piazza il capogruppo di Altra Idea di Città Franceso Rubini: “Sono due le ragioni per cui è importante manifestare oggi anche in Ancona: primo condannare l’ennesimo atteggiamento antigiuridico, aggressivo e violento dello Stato islamico turco. Secondo occorre difende il modello non solo di governo, ma culturale dei curdi che dimostra che si può vivere insieme in pace nell’uguaglianza pure nelle diversità”.

È la voce di Valentina Giuliodori dell’Ambasciata dei Diritti MArche e ribadire le motivazioni che hanno portato l’Associazione a indire una mobilitazione a favore del Rojava: “Oggi ci saranno in Italia e in tutta Europa manifestazioni e presidi contro la Turchia che sta attaccando la Confederazione democratica nel nord della Siria, ovvero coloro che hanno combattuto l’Isis. Confederazione che rappresenta un nuovo modello di società che si basa sull’ecologia e la parità di genere e le collaborazioni che nascono dal baso. L’attacco al Rojava è un attacco a quel modello di società. Erdogan per l’ennesima volta agisce da ricattatore dell’Unione Europea altrimenti, utilizzerà richiedenti asilo sfuggiti alla guerra in Siria come mezzo di pressione all’Europa. Bisogna fermarlo (Erdogan n.d.r.) in tutti i modi, con boicottaggi, manifestazioni, bloccando la vendita delle armi alla Turchia”.

Una situazione di fragilità in cui la stessa Europa, spaventata dall’incredibile mole di rifugiati provenienti da quelle che erano le zone di guerra della Siria, si sarebbe cacciata, “appaltando” all’autocrate turco la gestione dei flussi migratori: “L’esternalizzazione delle frontiere dell’Europa, per spostare le frontiere esternamente, come nel mediterraneo, per non vedere le persone che affogano in mare e si penalizzano le ong, è un meccanismo per portare furi dall’UE le dinamiche migratorie e togliersi le responsabilità di quello che sta succedendo. Così accade in Libia con il finanziamento italiano e europeo dei lager libici, di cui da un anno conosciamo tutte le violenze che accadono”. Una situazione di tensione e criticità che iniziò a crescere con l’abbandono e un apparente disinteresse per la questione curda e siriana da parte degli USA: “Non c’è attenzione da parte dell’America, come della Nato. Tutti sembrano operare calcoli di opportunità e non si parla dei curdi, di un nuovo modello di sviluppo alternativo a quello capitalistico. Tutti stanno abbandonando il Rojava proprio perché è un sistema in contrapposizione alle altre economie mondiali” conclude Valentina Giuliodori.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questo è un articolo pubblicato il 12-10-2019 alle 19:45 sul giornale del 14 ottobre 2019 - 743 letture

In questo articolo si parla di politica, ancona, turchia, curdi, articolo, Filippo Alfieri

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bbBd





logoEV
logoEV