Il gioco d’azzardo e i pericoli della rete nella terza età, se ne parlerà all'Informagiovani

gioco d'azzardo patologico 3' di lettura Ancona 19/02/2020 - In occasione della Giornata Regionale contro il Gioco d’Azzardo Patologico (GAP), il 26 febbraio il Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche di Ancona ha organizzato, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, un incontro dal titolo "Terza età e le insidie dell'azzardo e della rete"

L’evento è aperto alla cittadinanza e mira a fornire informazioni e stimolare una riflessione critica sul tema. Interverranno, oltre agli esperti del Dipartimento Dipendenze dell’ASUR: Antonio Luccarini, professore e figura di riferimento del panorama culturale anconetano; l’Assessore ai Servizi Sociali, Emma Capogrossi; il dirigente della Polizia Postale di Ancona, Cinzia Grucci. Infine, non mancheranno le associazioni del territorio che si occupano della terza età.

Già da anni, a seguito delle preoccupanti evidenze sul gioco d’azzardo, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) riconosce la Ludopatia come patologia. Per rispondere a questa problematica, il Servizio di Ancona si è attivato da più di un decennio e si dedica, in maniera totalmente gratuita, con la sua équipe di esperti alle richieste dei giocatori e dei familiari, anche in assenza del giocatore stesso.

Il percorso di aiuto è diretto, in primo luogo, a ricostruire il problema di gioco, e, secondariamente, ad avviare una valutazione delle risorse economiche e della situazione debitoria della persona, grazie ad un accordo con i consulenti dell'Associazione Difesa e Orientamento dei Consumatori (ADOC). Molte sono le varie opzioni di cura messe in campo. Lo scorso anno, in collaborazione con la cooperativa Polo 9, il Servizio ha organizzato fine settimana residenziali per giocatori: attraverso laboratori di arteterapia (creta, musica, fotografia), attività corporea (camminate, yoga) e giochi di gruppo all'aperto, l'obiettivo è stato quello di permettere alle persone di riappropriarsi di uno spazio ludico e di divertimento insieme ad altri.

Guardando rapidamente le cifre, il problema è serio. Le indagini evidenziano che il gioco d’azzardo patologico è in progressivo aumento tra le persone non più in età lavorativa: fra chi ha più di 65 anni, i giocatori di elevata e media problematicità hanno superato il 15%, a cui si deve aggiungere un ulteriore 15% se si considerano i soggetti che presentano situazioni “a rischio”. Anche tra la popolazione anconetana, la percentuale è confermata.

Con l'iniziativa del 26 febbraio, il Servizio si propone di affrontare la questione non solo in ambito sanitario, ma collaborando con le associazioni del territorio per costruire una strategia condivisa. Per mirare più in alto e in maniera più positiva, un secondo obiettivo è quello di stimolare le persone ad appropriarsi di vere situazioni di benessere e di divertimento. Gli interventi toccheranno diverse tematiche, sulla base di differenti prospettive teoriche.

Verrà affrontato, da un punto di vista filosofico, il tema del vissuto soggettivo del tempo nell’anziano nella società contemporanea; si analizzeranno, sul profilo pratico-legale, i rischi della navigazione e di possibili frodi ai danni degli over 65; inoltre, verranno messe in luce, dal lato psicopatologico, le connessioni tra la dipendenza dal gioco d’azzardo e il tema della memoria. Infine, si discuterà del modo in cui tale problematica è affrontata e gestita all’interno dei servizi pubblici. Durante l’incontro, interverranno le associazioni e i circoli del territorio, che illustreranno le loro iniziative locali, incentivando un’organizzazione del tempo libero in favore del benessere e dei bisogni della terza età.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-02-2020 alle 17:02 sul giornale del 20 febbraio 2020 - 449 letture

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