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17 anni fa: la promozione a Livorno in Serie A per l’Ancona

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Nella stagione 2002-2003, l’Ancona guadagnava l’accesso alla massima serie guidato in panchina dal compianto Luigi Simoni e in attacco dall’esperto Maurizio Ganz che faceva coppia con Graffiedi.

Un grosso risultato per i colori bianco-rossi che conquistarono la seconda promozione della storia del club dopo quella della stagione ‘91-’92. Da allora, tante sofferenze per il movimento calcistico dorico, che tenta di risalire la china.

La Serie B dei “ripescaggi”: promosse in A Siena, Samp, Lecce e Ancona

La stagione del campionato cadetto 2003-2004 fu caratterizzata da vari ripescaggi che interessarono Salernitana, Genoa e Catania in seguito alle decisioni della FIGC sul “caso Catania”. Le tre squadre furono infatti ristabilite in Serie B pur essendo retrocesse sul campo e poterono partecipare al campionato cadetto dell’anno successivo. Fu quella una Serie B piena zeppa di squadre blasonate, c’era il Cagliari di Esposito e Suazo, c’era il Napoli dei 19 goal di Dionigi e ancora il Palermo, con giocatori del calibro di Maniero, Asta e Arturo Di Napoli. Ma a gioire per la promozione in Serie A quell’anno furono il Siena, la Sampdoria, il Lecce e l’Ancona, citate in ordine di classifica, con la squadra marchigiana che conquistò l’ultimo punto utile sul campo del Livorno pareggiando 1-1, era il 7 giugno 2003 e Protti rispose al goal del vantaggio di Daino. In quell’Ancona si misero in mostra il portiere Scarpi, il più presente in assoluto della squadra insieme a Graffiedi con 37 presenze, e Maurizio Ganz, che si confermò bomber anche in Serie B e contribuì con le sue 11 realizzazioni a spingere i dorici verso il massimo campionato. Ma protagonista assoluto di un risultato sportivo che non era stato assolutamente previsto da esperti, addetti ai lavori e scommesse online Betway fu “Gigi” Simoni, allenatore esperto e navigato che aveva sfiorato lo scudetto alla guida dell’Inter giusto 4 anni prima.

Un risultato meraviglioso, poi la retrocessione senza appello

L’annata 2002-2003 è una stagione che riecheggia tutt’ora nella mente dei tifosi anconetani, forse l’ultima con delle vere soddisfazioni, sia a livello sportivo che a livello societario, sicuramente l’ultima “tranquilla” dal punto di vista della solidità societaria. Eh sì, poiché in seguito al successivo e disastroso campionato di Serie A in cui i dorici si misero in mostra solo per risultati negativi, l’Ancona calcio ha vissuto uno dei periodi più bui della propria storia. Per la stagione 2003-2004 in Serie A non venne confermato Gigi Simoni alla guida della squadra, che poi vestì Le Coq Sportif per il campionato, e fu chiamato l’esordiente Leonardo Menichini, una sorpresa per tutto il mondo calcistico, visto e considerato che l’allenatore di Ponsacco aveva allenato solo in Serie C2 il Riccione. Menichini venne esonerato dopo sole quattro giornate a seguito di un pareggio e tre sconfitte, al suo posto venne chiamato Nedo Sonetti che mantenne più o meno la stessa media: nessuna vittoria, 4 pareggi e 10 sconfitte. Successivamente al posto di Sonetti fu chiamato Galeone che riuscì “nell’impresa” di vincere due partite e con altri due pareggi e 12 sconfitte, migliorando leggermente la classifica dei dorici, che conclusero il campionato ultimi con 13 punti, 21 goal fatti e 70 subiti retrocedendo in Serie B. Le statistiche parlano chiaro, quella retrocessione dell’Ancona fu la seconda peggiore della storia della Serie A: la peggiore in assoluto fu quella del Brescia nel campionato ‘94-’95 retrocedendo con 12 punti, uno in meno dei bianco-rossi.

In meno di vent’anni dalla A alla prima categoria: una caduta a picco per tutto il movimento

Ma il disastro sportivo fu solo l’inizio di un periodo buio per il club marchigiano: durante quell’estate, infatti la società fallì e l’Associazione Calcio Ancona ne rilevò il titolo ripartendo dalla Serie C2 grazie al lodo Petrucci. Nel 2005-2006 la squadra venne promossa in Serie C1 e nel campionato 2007-2008 i dorici vennero riammessi in Serie B, campionato all’altezza della storia del club, ma dopo soli 3 anni il movimento calcistico anconetano conobbe uno dei momenti più bassi della propria storia. Nel 2010 ci fu infatti la seconda rifondazione e la Società Sportiva Piano San Lazzaro, iscritta al campionato di Eccellenza venne denominata Società Sportiva Dilettantistica Unione Sportiva Ancona 1905. Solo l’anno dopo, siamo nel 2011, la società cambiò ancora nome diventando Unione Sportiva Ancona 1905, ma la storia e la tradizione di questi colori non trovarono pace e nel 2017 avvenne l’ultima rifondazione in ordine cronologico. In seguito alla mancata iscrizione al campionato di D dell’ Unione Sportiva Ancona 1905, un club denominato Unione Sportiva Anconitana Associazione Sportiva Dilettantistica ne rilevò il marchio e la FIGC consentì alla nuova società di ripartire dalla prima categoria.

La speranza nel cuore dei tifosi dorici, ma anche degli amanti del calcio è che questi colori trovino finalmente la continuità di intenti che meritano. Il movimento calcistico di Ancona è senza dubbio il più glorioso della regione Marche insieme a quello di Ascoli, uniche due città ad aver portato le proprie squadre in massima serie e merita ben altri palcoscenici.



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Questo è un articolo pubblicato il 11-06-2020 alle 07:22 sul giornale del 11 giugno 2020 - 374 letture