Chiusura Bar del porto. Rubini (AIdC): «”Movida” non è una parolaccia. Così si danneggia socialità ed economia di Ancona»

2' di lettura Ancona 22/03/2022 - Il commento del Consigliere comunale di Altra Idea di Città: «Pugno duro da Prefettura e Questura con il silenzio e compiacenza del Comune e nessuna»

In seguito alla comunicazione della chiusura per 10 giorni del Bar del porto a causa della rissa che ha visto un anconetano finire in ospedale con gravi lesioni al volto (ve ne abbiamo parlato qui), si sono solevate diverse voci contrarie all’applicazione del provvedimento ed in generale sulla gestione della vita notturna, un argomento che sta dividendo la città.

Tra le opinioni espresse anche quella del Capogruppo in Consiglio comunale di Altra Idea di Città, Francesco Rubini: «È evidente dal dispiegamento di forze messe in campo come ci sia stata la scelta di una stretta delle autorità. Prefettura e Questura hanno deciso di usare il pugno duro contro reprimere ogni fenomeno legato all’abuso di alcol e violenza esclusivamente con lo strumento della repressione».

A sbilanciare la situazione però secondo il Consigliere sarebbe soprattutto l’assenza di una gestione politica delle espressioni negative della vita notturna. «Pesa l’assenso e la compiacenza della politica locale a questi strumenti di repressione, che segue forze dell’ordine in questo atteggiamento anche con ordinanze incredibili, come quella sulla somministrazione degli alcolici (ve ne abbiamo parlato qui). Nessuna delle proposte dell’amministrazione però offre proposte al tema di cosa la città offre alle generazioni più giovani».

«MOVIDA NON È UNA PAROLACCIA, MA SOCIALITÀ E UN VOLANO ECONOMICO»

A mancare in città secondo il Consigliere AIdC spazi di aggregazione e proposte cultura e di divertimento notturno: «Movida non è una parolaccia. Rappresenta la socialità ed anche un importante volano economico. Con il silenzio assordante dell’Assessore competente Marasca e la repressione del Sindaco il rischio è di radere al suolo qualsiasi ipotesi di rilancio delle politiche giovanili. Un problema che non colpisce solo i giovani anconetani, che andranno a divertirsi e a spendere i loro soldi in altre città della provincia, ma anche di migliaia di studenti che si chiederanno se vale la pena venire a studiare ad Ancona».

NESSUNO HA PENSATO AD UNA GENERAZIONE TORNATA AD USCIRE DOPO DUE ANNI

All’origine delle ordinanze e della stretta sulla Movida un problema di sicurezza, che Rubini non nega, pur proponendo di riconsiderare cause ed entità: «Se un problema c’è, c’è perché nessuno ha pensato a come affrontare l’uscita di casa di un’intera generazione, dopo quello che è stato vissuto in questi anni. Quando ci sono dei vuoti del genere può accadere che vengano riempiti da devianze. Non si può decidere di affrontarle solo dal punto di vista dell’ordine pubblico. Bisogna riuscire ad intercettare il disagio e inserirlo in un percorso di socialità».

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di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it





Questa è un'intervista pubblicata il 22-03-2022 alle 19:59 sul giornale del 23 marzo 2022 - 266 letture

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