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Da Zero ad Ironman in un solo anno. La sfida con sé stesso di Andrea Giulietti è un canale Youtube

6' di lettura Ancona 18/05/2022 - Andrea Giulietti è un ingegnere a tempo pieno, ma ha deciso di prepararsi per una delle competizioni più dure del pianeta in un solo anno, documentando il tutto nel suo canale Youtube. Ad accompagnarlo nell'impresa il coach Alessio Noto e il Candia Triathlon

Immaginate di nuotare in mare per 3 km e 860 metri, non appena usciti dall’acqua salire in bici e pedalare per 180 km, solo a questo punto iniziare a correre una intera maratona, per la distanza dei canonici 42 km. Si tratta dell’Ironman, una versione “potenziata” del triathlon. Una competizione ritenuta tra le più dure al mondo, capace di spaventare anche atleti impegnati da anni in questo sport.

Eppure tutto questo non è bastato a far desistere Andrea Giulietti, un giovane ingegnere di Case Nuove, che ha deciso di sfidare sé stesso in questa prova, preparandosi in un solo anno. «L’idea della sfida è nata dallo Youtuber Giuseppe Bertuccio d'Angelo del canale Progetto Happiness- ci ha spiegato Andrea- L’idea di Giuseppe è crearsi delle “autotrappole”, che ci obbligano ad uscire dalla nostra comfort zone, per riuscire ad ottenere dei risultati al di là delle nostre aspettative. Per rendere la trappola ancora più efficace Giuseppe l’ha resa pubblica, annunciando la sua sfida sul canale YouTube, un passo che ho voluto compiere anche io».

LA SFIDA DELL’IRONMAN

«Non c’è stato un vero e proprio episodio scatenante che mi ha fatto decidere di iniziare ora a intraprendere questa sfida. Fin da quando ho visto l’impresa di Giuseppe ho pensato che l’Ironman fosse qualcosa che volevo provare a fare. Alla fine ho semplicemente deciso che il momento giusto era adesso».

Una decisione presa di istinto quindi, ma con la consapevolezza di quanti e quali sacrifici richiedesse prepararsi ad una sfida simile in così poco tempo. Gli allenamenti sono in media di 16 ore a settimana, 7 giorni su 7, con anche due sessioni al giorno, il tutto da conciliare con un lavoro a tempo pieno. «Il tempo è la moneta che vale di più in questo caso. Ho scoperto che preparare l’Ironman significa prima di tutto organizzazione. Prima mi svegliavo all’ultimo minuto per andare a lavoro. Ora la sveglia è sempre alle sei. Ogni attività è calcolata al minuto per riuscire a completare gli allenamenti, il lavoro e gli impegni familiari».

LA PREPARAZIONE

Per riuscire in una sfida così occorre qualcuno di esperto ad indicare la via. Una figura che Andrea ha trovato in Alessio Noto, preparatore del Candia Triathlon: «Quando ho spiegato ad Alessio cosa volevo fare era inizialmente molto titubante. Mi propose di iniziare da un mezzo triathlon, ma alla fine abbiamo raggiunto un patto. Lui mi avrebbe iniziato ad allenare e dopo due mesi avrebbe deciso se andare fino in fondo o no. Quei primi mesi sono andati bene e abbiamo deciso di proseguire. Mi ha poi spiegato che in una sfida del genere conta più l’approccio mentale della preparazione fisica in sé. Trovare la motivazione per allenarsi tutti i giorni è il vero muro da superare».

Andrea è uno sportivo, ma come molti negli ultimi due anni di pandemia aveva smesso di allenarsi. Alle sue spalle tanti anni di pugilato nella Pugilistica Jesina: «Ho sempre corso, ma solo come preparazione alla boxe. Non avevo mai pratico nuoto e addirittura non ho mai avuto prima una bicicletta. La mia è anche una sfida tecnica. In particolare il nuoto è quello che mi crea più difficoltà. È una disciplina molto più tecnica di quanto possa sembrare».

IL CANALE YOUTUBE

Andrea ha deciso di documentare la sua impresa con un canale YouTube (Andrea Giulietti), in cui fin dall’inizio dell’impresa ha caricato in video a settimana: «Ho deciso di prendermi un impegno in più, un’altra autotrappola, imponendomi di caricare un video ogni venerdì alle 12 e 30. Un impegno che ho preso con me e con le 400 persone che mi seguono. Non sono numeri alti per YouTube, ma per me sono tantissimi. Non sono follower anonimi, ma persone che mi scrivono, mi chiedono consigli e che soprattutto mi motivano e mi spronano. Imparare a fare i video e montarli è stata una sfida nella sfida. La comunità che si è creata però mi ripaga tantissimo. Uno dei lati più belli di questa esperienza è stato conoscere tante persone e scoprire che ci si aprono così tante possibilità semplicemente aprendosi agli altri».

IL SOSTEGNO PIÙ GRANDE

Una sfida così impegnativa si riflette anche su chi ci circonda. Andrea ha potuto contare finora su un supporto eccezionale, supporto destinato a crescere nelle prossime settimane:

«Amici e parenti mi hanno subito sostenuto nella scelta di intraprendere questa sfida. Il sostegno più importante è sicuramente quello della mia ragazza con la quale convivo. Mi segue e mi sostiene in tutte le sfide. Pochi giorni fa, pedalando sotto il sole nella Conero Triathlon sapere che c’era lei che mi aspettava al traguardo era un’altra cosa. Sapere che c’ qualcuno che ti aspetta è la spinta più forte».

Una spinta destinata a raddoppiare tra qualche settimana: «Tra circa un mese diventerò babbo. Non sarà solo un Ironman quindi, ma le sfide saranno due. Dormirò ancora meno, ma sono veramente felice. Si può essere motivati, ma se c’è anche uno stimolo più nobile, come quello affettivo e familiare, la carica è veramente pazzesca».

«COSA HO SCOPERTO PREPARANDO UN IRONMAN»

L’avventura di Andrea è lunga e piena di soddisfazioni. La meta si avvicina sempre più, ovvero l’appuntamento con l’Ironman che si terrà a Cervia il 19 settembre. Obiettivo della gara, arrivare fino alla fine, un raggiungimento per nulla scontato in questa competizione estrema. Un percorso lungo e pieno di difficoltà, che porta a toccare con mano i propri limiti. Una condizione permette quasi sempre di scoprire qualcosa su sé stessi e sul mondo che ci circonda. «In questi mesi ho imparato che il fisico umano non ha limiti. Quelli che pensiamo di avere sono i limiti che ci imponiamo. Con l’allenamento sono arrivato a fare delle cose che davvero non pensavo possibili».

Una lezione che secondo Andrea dimostra che uscire dalla propria zona di sicurezza è un passo verso un futuro migliore: «Uscire dalla comfort zone è difficile, ma se ce la fai i benefici sono enormi. Ci vuole un po’ di coraggio e forza di volontà. In questo senso lo sport ti fornisce un metodo, ti dà costanza e disciplina. Questo è un mindset che porterò con me da qui in avanti, anche nelle altre sfide lavorative e della vita».

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