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Che mistero quei numeri sul naso dei Satiri delle 13 Cannelle! Possibili copie degli originali?

2' di lettura
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Ad accorgersene un cittadino, Caludio Carnevali, che ha pubblicato le foto nel gruppo Storica Ancona, dove è anche stata trovata una possibile risposta da un utente del gruppo, Giuseppe Barbone: che le tre maschere segnate siano una copia più recente?

È stata recentemente presentata la ristrutturazione della Fontana del Calamo, meglio conosciuta ad Ancona come la Fontana delle Tredici Cannelle, un evento che ha riportato l’attenzione dei cittadini sul monumento dorico e forse svelato anche nuovi dettagli come quelli colti dall’attento Claudio Carnevali. Il signor Carnevali, dopo una minuziosa ispezione, notava incisi sul naso di tre mascheroni che ritraggono i satiri dei numeri impressi: il 2, il 5 ed il 10. I numeri corrispondevano alla posizione delle maschere partendo da destra verso sinistra.

Sorgeva quindi il dubbio del chi e del perché aveva apposto tali cifre sulle tre maschere bronzee, soprattutto in una posizione visibile come il naso delle stesse. Il signor Claudio Carnevali riportava i propri dubbi e le proprie osservazioni sul gruppo Facebook “Storica Ancona”, una pagina che si occupa di questioni inerenti alla storia di Ancona e i suoi monumenti. Qui subito il quesito attirava l’attenzione dei tanti appassionati, tra questi anche Giuseppe Barbone, ex funzionario dell’Ufficio Cultura del Comune di Ancona e appassionato studioso della storia del capoluogo dorico.

Giuseppe Barbone partiva osservando che i numeri apposti sui satiri erano stati realizzati con una resa grafica di certo non antica quanto la cinquecentesca fontana, ma più recente, ipotizzata da Barbone tra fine ‘700 e primi ‘800. Chiaro secondo Barbone lo scopo della numerazione, utile a ricondurre la maschera alla sua posizione nella serie delle Tredici Cannelle.

L’incisione del numero sul naso così visibile senza fraintendimenti lasciava presupporre allo stesso anche il motivo di tale realizzazione. L’ipotesi dell’ex funzionario del Comune è che i tre satiri numerati non siano cinquecenteschi, ma copie ottenute con fusione a cera persa da uno dei satiri d’alta epoca della fontana, utilizzati per il reintegro della composizione originaria.

Un’operazione che secondo Barbone si potrebbe spiegare con la perdita di tre satiri originari, che avrebbe poi portato alla sostituzione con copie con numerazione visibile per distinguere senza possibilità di equivoco i satiri in copia successiva rispetto a quelli originali.

Un’ipotesi suggestiva, che ad avviso di Giuseppe Barbone potrebbe essere verificata tramite l’indagine dell’aspetto dei mascheroni dei satiri non numerati, tentando di rintracciare quello utilizzato per ricavare le copie necessarie.

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Questo è un articolo pubblicato il 05-01-2023 alle 19:42 sul giornale del 06 gennaio 2023 - 1310 letture






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