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“Benvenuti” anconetani e marchigiani in corteo per le navi delle ONG

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Circa cento i manifestanti che da piazza della Repubblica hanno sfilato in corteo di fronte al porto. A prendere parte alla manifestazione associazioni, sigle politiche e centri sociali di Ancona e provincia

“Wellcome no criminalizzazione delle ONG” recitava lo striscione apposto sulle antiche mura della città, direttamente affacciate sul porto di Ancona. Di fronte, separata dallo specchio di mare, la banchina 22, alla quale nella serata di ieri è approdata la prima delle due navi ong dirette al capoluogo dorico (qui l’articolo).

Una designazione scelta dal ministro dell’interno Matteo Piantedosi, con la motivazione di alleggerire i porti del sud Italia, già provati da altri sbarchi. Una lettura diversa è stata data al provvedimento da Ong e associazioni, che hanno visto nella scelta di un porto distante dal centro dell’azione delle navi, le coste di fronte alla Libia, la volontà di far perdere tempo e risorse alla Ocean Viking e alla Geo Barents.

Un’indignazione che ha portato circa un centinaio di persone a scendere in manifestazione nella serata di martedì, nelle ore in cui era atteso l’arrivo della Ocean Viking, entrata poi in mare con due ore di ritardo. Così la nota dell’Ambasciata dei Diritti Marche, associazione impegnata nella assistenza alle persone migranti sul territorio:

“La decisione di far navigare inutilmente per quattro giorni una nave con persone che stanno male a bordo non è altro che la volontà di infierire gratuitamente su chi non si può difendere, è una pena comminata per quello che si è, non per un reato commesso. La banalità del male, il razzismo fatto sistema. Ma questo sistema può andare in frantumi. A questo governo riportiamo un frammento di una recente sentenza della Cassazione, la quale in ogni sentenza ha sempre dato ragione a chi soccorre vite. ”L'obbligo di prestare soccorso dettato dalla convenzione internazionale SAR di Amburgo, non si esaurisce nell'atto di sottrarre i naufraghi al pericolo di perdersi in mare, ma comporta l'obbligo accessorio e conseguente di sbarcarli in un luogo sicuro”.

A partecipare al corteo anche il candidato sindaco di Altra Idea di Città Francesco Rubini, che affidava ad un post facebook il proprio pensiero: Stiamo parlando quando un governo, in condizioni meteo marine avverse, spedisce due navi cariche di profughi in stato psico fisico precario a centinaia di chilometri dal porto più vicino. Ma questa città, democratica e antifascista, saprà mobilitarsi per dare il benvenuto a questi fratelli e denunciare questa ennesima vergogna”.

Così invece lo Spazio Autogestito Arvultura giunta ad ancona da Senigallia, come altri manifestanti accorsi al capoluogo dorico per lanciare un messaggio di solidarietà ai rifugiati e alle due navi ONG:

“In centinaia al porto di #Ancona ad accogliere i migranti a bordo della nave ONG #OceanViking. Striscioni, fumogeni, razzi, cori e canti per dire a coloro che hanno vissuto l'ennesima odissea in mare che non sono soli, che c'è un #Italia solidale, accogliente e antirazzista, nonostante i governi nazionali e regionali. Le politiche contro i migranti da #Minniti a #Piantedosi, non sono altro che bieche operazioni di propaganda politica per trarre profitto sulla sofferenza altrui. È il tempo di abolire la #BossiFini, di ridiscutere il #TrattatodiDublino, di parlare di accoglienza e integrazione nel territorio europeo e non solo di salvataggi e sbarchi, che sono il minimo di fronte a chi rischia la morte in mare”.

Alcuni manifestanti hanno poi raggiunto la banchina Marche, da cui si sviluppa il molo 22. I manifestanti non potevano accedere alla Banchina Marche, area sempre riservata al personale operante del porto e presidiata per l’occasione alle forze dell’ordine. Alcuni manifestanti quindi raggiungevano l’area recintata più prossima al molo (distante circa 200 metri), dedicando cori e striscioni di benvenuto alle persone migranti e di protesta alle scelte del governo sul tema della nuova regolamentazione degli sbarchi.





Questo è un articolo pubblicato il 11-01-2023 alle 12:28 sul giornale del 12 gennaio 2023 - 1370 letture






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