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Centro blindato per lo sciopero verde: FFF Ancona “Volontà politica di non farci manifestare in piazza”

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Si dovrà fermare a Porta Pia il corteo dello sciopero per il clima di Fridays For Future per decisione del Comitato Ordine e sicurezza. Una decisione arbitraria secondo gli organizzatori dorici: “Negata la nostra libertà di espressione”

È programmato per venerdì 3 marzo il primo Sciopero Globale per il Clima del 2023. Anche ad Ancona si svolgerà un corteo, organizzato dalla sezione dorica di Fridays For Future, l’associazione ambientalista nata con l’attivismo dei giovani di tutta Europa e tutto il mondo sui temi climatici. Una manifestazione che gli organizzatori non potranno svolgere come da programma, arrivando in piazza Roma con un corteo approvato dalla Questura, ma fermandosi a Porta Pia.

IL PERCORSO DELLA MANIFESTAZIONE

«Il percorso era stato ideato con la Questura. La partenza sarà da sotto il liceo Classico Rinaldini, unisca scuola rimasta in centro. Dapprima ci è stato proibito di attraversare la Galleria Risorgimento. I motivi che ci sono stati dati sono che l’aria in quella galleria non è salutare, anche con il traffico bloccato. Eppure è possibile attraversarla in motorino. Il percorso alternativo individuato con la Questura passava per via Martiri della Resistenza per arrivare al Piano e poi attraverso gli Archi raggiungere il centro e piazza Roma» riassumono i portavoce Daniele Pietroni e Arianna Buda.

FUORI DAL CENTRO

Il piano però giunto sul tavolo del comitato Ordine e Sicurezza subiva un ulteriore modifica: «Ci è stato comunicato che il corteo si deve fermare a Porta Pia, prima perché il percorso (modificato insieme ai funzionari della Questura) sarebbe stato più lungo di quanto consentito, anche se di pochissimo. Poi si sono addotte motivazione di sicurezza e incolumità non meglio specificate. Ci lascia stupiti visto che in centro altre manifestazioni si sono tenute, anche questo weekend».

Amareggiati quindi i rappresentanti di FFF Ancona per non poter accedere alle vie del centro città «Il nostro obiettivo è quello di comunicare con la cittadinanza. Volevamo fare del centro un’opera d’arte per sensibilizzare su temi importanti per tutti. Leggiamo in questi pretesti la volontà politica di tenerci fuori dal cuore della città e di parlare alla cittadinanza, una limitazione della nostra libertà di espressione».

QUALCOSA È CAMBIATO

Decisamente un cambio di rotta rispetto alle prime edizione degli scioperi del venerdì, quando migliaia di giovani e anche giovanissimi si erano riuniti in piazza Cavour, con il benestare anche della scuola e del ministero, sull’esempio di una esordiente Greta Thunberg. «Rispetto ad allora molte cose sono cambiate, soprattutto in Italia. Viene dato poco risalto mediatico alle manifestazioni che si tengono non solo in molte città italiane, ma in tutto il mondo. Anche la vicinanza delle istituzioni è scomparsa quando sono stati affrontati determinati temi che andavano in direzione opposta ai progetti statali».

IL FANGO SULLA REGIONE

Tuttavia lo sciopero per il clima tenutosi ad Ancona il 24 settembre era riuscito a conquistare le cronache nazionale, con l’azione di alcuni manifestanti che avevano lanciato fango proveniente dall’esondazione del Misa sul palazzo della Regione (Qui l’Articolo). In seguito a quell’azione era giunta notizia di 5 denunce. «Per quanto ne sappiamo tutta la faccenda si è conclusa con un nulla di fatto. Sono state solo minacce verso chi ha manifestato. Sembra abbastanza incredibile che qualcuno si sia indignato per un po' di acqua e fango, quando le stesse persone oggi in Regione qualche anno prima avevano fatto la stessa cosa davanti a Palazzo Raffello e soprattutto quando qualche settimana prima sotto l’acqua e sotto quel fango c’erano morte 13 persone».

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Questo è un articolo pubblicato il 01-03-2023 alle 08:25 sul giornale del 02 marzo 2023 - 558 letture






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