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intervista

L'Anconetano del Giorno, a tu per tu con Giorgia Sordoni

5' di lettura

In tanti ci avete chiesto chi fosse il prossimo Anconetano del Giorno e se tra questi personaggi ci fosse anche una donna. E come non possiamo parlare delle Anconetane, che giorno dopo giorno, credendo in questa città, la promuovono e la rendono migliore con il loro operato.

La nostra ospite di oggi è Giorgia Sordoni, Presidente del Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona, una delle più interessanti realtà doriche che fa dell’inclusione e della solidarietà uno dei suoi pilastri portanti.

Giorgia, in molti conoscono l’operato del Centro Papa Giovanni XXIII. Vuoi raccontare ai nostri lettori qualcosa su di te?

Sono Giorgia Sordoni, Presidente del Centro Papa Giovanni XXIII, lavoro qui dal 1997, proprio da quando è nato il tutto. Anche se sono legata a questo progetto da più tempo, in quanto sono una dei primi volontari della Parrocchia del Cristo Divino Lavoratore di Ancona. Una volta nata la cooperativa, ho fatto buon uso della mia prima laurea (in Scienze Motorie, ndr) per aiutare i disabili con lezioni di psicomotricità. Poi mi sono dedicata alla pedagogia e al coordinamento di servizi, fino a diventare Presidente. Il lavoro che facciamo con il Centro e con tutti i progetti ad esso collegati è una grande soddisfazione, non solo mia, ma della comunità che abbiamo creato. Lo scorso anno, però, la Prefettura di Ancona e la Presidenza della Repubblica hanno premiato questa passione che da sempre mi rappresenta, portandomi a ricevere direttamente dal Presidente Mattarella il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, una gioia grandissima che ho condiviso con la fantastica squadra di volontari e con tutti i nostri ospiti.

Oggi siamo qui nel Centro da dove tutto è iniziato. Vuoi raccontarci la sua storia?

Il progetto si concretizza nel '97, ma i volontari della Parrocchia del Cristo Divino Lavoratore, da anni operavano come volontari nel quartiere, guidati da Don Giancarlo e da Piero Alfieri, trasformando una necessità importante in una splendida realtà, prima durante il proprio tempo libero, poi in maniera più strutturata. Grazie poi all’adozione della Legge 104 da parte della Regione Marche, è stato possibile crescere e dar vita a una incredibile serie di attività, partendo dal Centro Diurno. Inizialmente, ospitava solamente una decina di persone con disabilità intellettiva. In poco tempo, però, riuscimmo ad ospitarne sempre più. Lo scopo iniziale del Centro era quello di proporre animazione alle persone. Camminando vicino a loro ed ascoltando le loro necessità, abbiamo deciso di ampliare le nostre vedute, cambiando la nostra vocazione dall’intrattenimento all’esaudimento dei bisogni e desideri delle persone con disabilità. Dopo qualche anno, nacquero vari altri progetti, da un nuovo Centro Diurno alla Comunità Residenziale “Il Samaritano”, nata nel 2005 per ospitare persone prive di sostegno familiare. Solo 5 anni dopo, realizzammo anche la seconda Comunità Residenziale “Don Paolucci” (che ospita persone senza sostegno familiare continuativo, ndr). Grazie a questi progetti abbiamo potuto analizzare ancor più nel dettaglio le esigenze delle persone con disabilità che le frequentavano, e dar vita a altri due progetti: la Ristorazione Solidale di Fricchiò (che fornisce lavoro a ragazzi con disabilità), e gli appartamenti di Casa Sollievo e Diffonde, un Centro per l’incontro di domanda e offerta lavorativa pensato per le persone con disabilità.

Ancona è tante cose: sapori, storia e saperi. Ma cos’è per te Ancona?

A parte essere innamorata di questa città ed essere a tutti gli effetti “una donna di mare”, penso che Ancona sia una città piena di prospettive, ma che può ancora crescere, partendo dall’inclusione. Le sue dimensioni, la propensione ad accogliere le persone e altre qualità (di cui ancora non è consapevole, ride, ndr) la rendono perfetta a sviluppare questo concetto. E lo abbiamo sperimentato in prima persona attraverso alcuni progetti che hanno visto protagoniste varie imprese del territorio, scoprendo che gli anconetani non sono poi così scontrosi come piace raccontarci, anzi, hanno un cuore d’oro. Questo cuore si vede anche nei piatti tipici del territorio, dai spaghetti con i moscioli allo stoccafisso all’Anconetana.

Dopo averci detto cosa rappresenta Ancona per te, vuoi dirci cosa sei tu per la città di Ancona?

Parlo sia per me che per la cooperativa che rappresento. Penso che la nostra realtà possa essere una sorta di pungolo, che stimola la città a riflettere su determinati temi, partendo dalla cultura legata all’approccio alle persone con disabilità. Ripetiamo spesso che le nostre porte sono sempre aperte, infatti, è sempre possibile trovare una sedia ed una persona con cui parlare e in cui trovare comprensione. Ovviamente siamo un’impresa, ma per noi la priorità è quella di essere al servizio della nostra città, attraverso progetti di cui le persone hanno davvero bisogno, e ciò nasce dalla costante ricerca di nuove modalità per dare ad Ancona e agli anconetani qualcosa in più. I nostri progetti hanno sempre avuto questo obiettivo. Tra le iniziative più recenti, non posso non citare gli sportelli gratuiti rivolti a minori con disabilità. In futuro vorremmo fare altre iniziative per i giovani e per le persone in situazioni di povertà. Siamo nati per aiutare la città e i suoi cittadini più bisognosi, e quindi vogliamo occuparci di tutte le persone che hanno bisogno di noi, non solo dei disabili.

Vuoi lasciare un messaggio per gli Anconetani e le Anconetane di domani?

Non molto tempo fa ragionavo su come valutare una società. Ci sono molti metodi di valutazione, ognuno ha il suo. Per quello che mi riguarda, i comportamenti di una società si valutano in base a come si confrontano con i poveri ed i bisognosi. Quindi, consiglio alle Anconetane e agli Anconetani di domani di migliorare la nostra società iniziando da chi ha più necessità. Don Milani, infatti, rimarcava questo concetto dicendo: “Ho imparato che il tuo problema è anche il mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia”.

Lettrici e lettori di Vivere Ancona, il nostro viaggio per ora termina qui. L’Anconetano del Giorno torna a marzo con nuove interviste e nuove storie da raccontare.



Questa è un'intervista pubblicata il 27-02-2025 alle 09:47 sul giornale del 28 febbraio 2025 - 210 letture






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