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intervista

L’Anconetano del Giorno, a tu per tu con Roberta Carotti

4' di lettura

“L’Anconetano del Giorno” continua il suo viaggio nella cucina dorica, e dopo l’arte della sfoglia, vuole accompagnarvi alla scoperta di una realtà storica, tramandata di generazione in generazione, che oggi conta quattro generazioni differenti tra i fornelli.

La nostra ospite di oggi è una bravissima chef che, assieme a sua sorella, sta portando avanti una trattoria ricca di storia, lontana dalle “attenzioni” del centro, ma nel cuore (e nei palati) di tutti i cittadini anconetani.

Stiamo parlando di Roberta Carotti, della Trattoria Carotti di Ancona, una donna che con grande impegno porta avanti i sapori tradizionali della nostra città, partendo dallo Stoccafisso all’Anconetana.

Roberta, in molti conoscono il tuo locale. Vuoi raccontarci qualcosa di te?

La mia storia accompagna in qualche modo quella del locale. Infatti, lavoro nell’attività di famiglia da quando avevo 15 anni. Molti parlano di una passione quasi innata; per quello che mi riguarda, l’amore per il mondo della cucina e per i sapori marchigiani è nata proprio lavorando qui, assieme a mia nonna, ai miei genitori e a mia sorella. Qui ho appreso come realizzare alcuni dei piatti storici che prepariamo ancora oggi per tutti gli amici che ci vengono a trovare.

Questa Trattoria, riconosciuta come “Locale Storico delle Marche”, è un luogo amatissimo dagli anconetani. Come nasce questo iconico locale?

La Trattoria nasce nel 1950 come cantina, poi, grazie al lavoro di nonna Gioconda, di papà Enrico e di mamma Giancarla, siamo diventati una trattoria. La tradizione di famiglia continua ancora oggi, con mia sorella Laura e con me, che da più di 40 anni (ride, ndr) mi destreggio tra i fornelli. Il nostro è un locale che vuole mantenere vivi i sapori delle Marche e di Ancona. Nel nostro menù potrete infatti trovare molti dei piatti maggiormente rappresentativi del territorio: dai Vincisgrassi agli Gnocchi al ragù, senza dimenticare il Coniglio in Porchetta, le Seppie con i Piselli ed il nostro Stoccafisso all’Anconetana, realizzato con la ricetta di nonna, la stessa presente nel disciplinare dell'Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana. Ricordo che il nostro menù varia anche in base alla disponibilità giornaliera dei prodotti. Durante questi anni, abbiamo fatto qualche leggera modifica alla proposta culinaria, senza mai snaturarla, perché in cucina, come negli altri mestieri, c’è sempre qualcosa da imparare. Da poco, tra i fornelli, c’è anche mio figlio Carlo che, dopo aver gestito la sala per diversi anni, ha deciso di portare la sua energia in cucina. Grazie alla visione congiunta di tutta la famiglia, abbiamo continuato a incentivare la convivialità a tavola, grazie a tantissimi eventi dedicati al tartufo, allo stoccafisso, ai vini e non solo. A breve, annunceremo alcune interessanti novità.

Ancona è sapori, storia, saperi ed emozioni. Ma cos’è per te questa città?

Per me, Ancona è uno scrigno che racchiude un po’ tutto. Stesso discorso vale per le Marche: abbiamo già tutto quello che ci serve, mare, montagna e collina. Per me, l’anima di questa città è evidenziata dal Monumento del Passetto e dalle Grotte, meraviglie a pochi passi dal mare, amate da tutti gli anconetani e anche dai viaggiatori che le scoprono. Quando passano da noi, ci raccontano con meraviglia di averle visitate e di aver scoperto una parte nuova di Ancona, spesso nascosta ai più. Per quanto riguarda la cucina, non vorrei essere banale, ma il piatto che preferisco della nostra tradizione culinaria è lo Stoccafisso all’Anconetana: lo ordino in tutti i ristoranti! Amo anche la frittura dell’Adriatico e la triglia, ma lo Stoccafisso rappresenta sia uno dei sapori che preferisco sia la storia della mia famiglia.

Dopo averci detto cosa rappresenta Ancona per te, vuoi dirci cosa sei tu per la città di Ancona?

Spero di rappresentare una realtà che sia un punto di riferimento per i cittadini di Ancona e non solo. Ogni ospite che viene a trovarci, nuovo o affezionato, ci riempie di orgoglio, perché amiamo questa città e siamo felici che questo sentimento sia ricambiato. Un’emozione che quest’anno si è trasformata in un riconoscimento concreto: la nostra Trattoria è stata infatti premiata con il Ciriachino d’Oro 2025.

Vuoi lasciare un messaggio per gli anconetani e le anconetane di domani?

Alle anconetane e agli anconetani di domani consiglio di vivere appieno il territorio e valorizzarlo al meglio. Penso che valga la pena dare il massimo per questa città e per renderla migliore.

Lettrici e lettori di Vivere Ancona, il nostro viaggio per ora termina qui. “L’Anconetano del Giorno” vi aspetta a fine mese con una nuova intervista e una nuova storia da raccontare!



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Questa è un'intervista pubblicata il 16-06-2025 alle 10:30 sul giornale del 16 giugno 2025 - 302 letture






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