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comunicato stampa

Artigianato nell\'anconetano: impresen in caduta libera

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Romana Mataloni

Il movimento dell’Albo delle Imprese artigiane della provincia di Ancona conferma purtroppo la gravità della crisi. I dati del primo semestre 2009 fanno registrare un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni di –107 imprese nella Provincia di Ancona.

\"E’ il dato peggiore degli ultimi 10 anni”, dichiara Romana Mataloni, responsabile della CNA di Ancona, che continua: “Nel primo semestre 2009 c’è stato un forte calo di iscrizioni: 378 contro 637 del 2008. Un dato allarmante: sono nate nella provincia di Ancona poco più del 50% delle imprese rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un numero di nuove imprese che non è riuscito a realizzare un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni nonostante il dato delle cessazioni sia di 485 contro i 598 del 2008”.


Per quanto riguarda la zona di Ancona, che per la CNA interessa, oltre il capoluogo, i comuni di Agugliano, Falconara Marittima, Montemarciano e Polverigi, il saldo del primo semestre 2009 chiude con un –20: Ancona registra 73 iscrizioni e 73 cessazioni chiudendo con un saldo 0, stessa cosa per Agugliano (2 iscrizioni e 2 cancellazioni), mentre Falconara registra –11 (con 17 iscrizioni e 28 cancellazioni), Montemarciano –3 (3 iscrizioni e 6 cancellazioni), Polverigi –6 (con 2 iscrizioni e 8 cancellazioni). Anche tutte le altre zone della provincia chiudono con saldi negativi; il più marcato è nella zona di Senigallia con –37 imprese, a seguire la zona di Fabriano con –24, la zona a Sud di Ancona con –18, infine la zona di Iesi con –9.


“Ciò testimonia la durezza della crisi – aggiunge Gianluca Teodoro, presidente CNA Ancona – le difficoltà di accesso al credito, il calo della domanda interna ed estera e l’incertezza sui tempi della ripresa non sono fattori che incoraggiano l’apertura di nuove imprese. Eppure le imprese artigiane, se guardiamo i dati delle cessazioni, ancora resistono confermando la loro vitalità e capacità adattamento.


Certo che l’artigianato, le piccole imprese, non possono essere lasciate sole a misurarsi contro una crisi di queste dimensioni, pertanto CNA ribadisce la necessità che a livello nazionale vengano stanziati al più presto soldi veri per sostenere il sistema produttivo delle piccole imprese soprattutto con misure che possano avere effetti immediati”.


Tra queste misure, la CNA evidenzia:

- accelerazione dei tempi di pagamento da parte della pubblica amministrazione, consentendo alle imprese di compensare i crediti vantati;

- restituzione immediata di tutte le risorse per la riduzione dei premi INAIL che sono passate da 300 a 27 milioni di euro;

- revisione immediata degli studi di settore che tengano conto della caduta dei ricavi già fatti registrare nel 2008, ma soprattutto quelli del 2009;

- allargamento ai contratti di subfornitura del pagamento dell’IVA per cassa;

- revisione dei criteri di Basilea 2;

- allentamento del Patto di stabilità interno per consentire agli Enti Locali la ripresa di investimenti in opere pubbliche immediatamente cantierabili: di recupero e manutenzione, di adozione di fonti energetiche rinnovabili, di interventi finalizzati al risparmio energetico, favorendo la partecipazione delle PMI agli appalti di lavoro e di forniture.





Romana Mataloni

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-07-2009 alle 15:03 sul giornale del 01 luglio 2009 - 1053 letture