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Il Vice Ministro Nencini ad Ancona. Porto, 'Domani la questione sulla scrivania del Ministro Lupi'. Il video

Nencini ad Ancona 5' di lettura Ancona 31/03/2014 - Il Vice Ministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini in visita ad Ancona lunedì mattina. Al centro del dibattitto diverse questioni cruciali per Ancona, come per le Marche. Spacca consegna il suo dossier al Senatore. E sul Porto e la spinosa questione dell'Uscita ad Ovest, Nencini rassicura: 'Domani la questione sulla scrivania del Ministro Lupi'. Manca ancora all'appello il futuro presidente dell'Autorità portuale, ma si delineano i lavori al porto dorico per ben 11 milioni di euro. Giampieri, AP: 'Faremo pressione al Governo'.

Due tappe marchigiane per il Vice Ministro Riccardo Nencini, la prima al Quartiere fieristico di Pesaro per un seminario sul tema delle infrastrutture del territorio e la seconda ad Ancona all’Autorità Portuale. Ad accoglierlo il presidente Spacca che ha consegnato un dossier sulle priorità nelle Marche (vedi sintesi in allegato ndr). “Al viceministro abbiamo rappresentato - ha dichiarato il presidente della Regione Gian Mario Spacca - le questioni che riguardano le infrastrutture nelle Marche a 360 gradi, con particolare riguardo alle urgenze. Gli abbiamo quindi affidato molte delle speranze di crescita della regione, perché il sistema infrastrutturale è quello che dà competitività all’economia di un territorio. E’ quindi fondamentale che, pur cambiando i governi, ci sia continuità sulle azioni in corso evitando di perdere tempo prezioso. Non possiamo lamentarci, perché in questo momento nelle Marche sono in corso opere per oltre 5 miliardi di euro. E’ però necessario rispettare i cronoprogrammi che Stato, Regione e Comuni si sono dati. Nell’elenco delle nostre priorità ci sono la rete stradale ed autostradale, la rete ferroviaria e il Trasporto Pubblico Locale, senza dimenticare i nodi logistici con il porto di Ancona, l’Aereoporto e l’Interporto di Jesi”. Parlando di Infrastrutture, inoltre, Nencini ha sottolineato come non sia più possibile pensare i tasselli locali se non al centro di strategie nazionali.

Spacca ha chiesto al viceministro una accelerazione per la costruzione della società di partenariato per la Fano-Grosseto (che Nencini promette entro il 2020 al massimo 2021 e dopo la firma al massimo un anno e mezzo tra progettazione ed inizio dei lavori ndr), come una sollecitazione del Ministreo per la ripresa dei lavori sull'A14 sia tratto Senigallia-Ancona Nord e per la Direttissima Ancona-Perugia. "Le tre Regioni - ha spiegato - hanno dato la loro disponibilità e rinunciato anche alla maggioranza della società a favore dell’Anas. Se non vogliamo perdere la possibilità del finanziamento dell’Unione Europea e le manifestazioni di interesse molto corpose che ci sono attorno a questo progetto, uno dei pochi che si stanno realizzando in Italia in questo momento, è necessario costituire la società, avviare il bando per scelta del promotore e la realizzazione del progetto esecutivo nell’ambito del quale si risolveranno anche le questioni territoriali relative al tracciato”. Sul piatto, ha ricordato Spacca, le rassicurazioni del commissario straordinario per Impresa Spa e Dirpa, Daniela Saitta, per la cessione del ramo d’azienda entro aprile, esortando ad accelerare per la rapida ripresa dei lavori. Quanto alla terza corsia dell’autostrada è necessario, ha sottolineato il presidente, fare leva su Società autostrade affinché siano sbloccate le problematiche sul tratto Senigallia-Ancona-Nord.

Per quanto riguarda il Trasporto Pubblico Locale, il presidente della Regione ha evidenziato che “il meccanismo del fondo nazionale del trasporto pubblico locale, è una questione che grida vendetta: ancora oggi le Marche risultano la regione con il trasferimento pro capite più basso, è necessaria l'immediata istituzione di un fondo perequativo al fine di eliminare, in attesa dell’introduzione dei costi standard, l’inaccettabile penalizzazione nazionale per la Regione Marche”.

Non ultimo il Porto di Ancona che sarà sottoposta domani, martedì 1 aprile, al Ministro Lupi che detiene la delega ai Porti. Al Porto di Ancona urgono l'escavo, completamento delle opere a mare, ruolo nell’ambito della strategia macroregionale. Il 24 giugno prossimo verrà approvata dalla Commissione europea la Macroregione Adriatico-Ionica e che tra i pilastri della strategia i porti rivestono un ruolo di assoluto protagonismo. “L’auspicio – ha detto - è che il Ministero colga questa opportunità e impronti la propria strategia sulla portualità in questo nuovo scenario che si va delineando”. E mentre Nencini rassicura il massimo impegno per portare le istanze marchigiane ed anconetane al Governo nazionale, dall'altra ancora nessun annuncio, anche dopo il recente esposto dei grillini e le recenti sollecitazioni da parte del Deputato Pd Lodolini, su chi sarà il futuro presidente dell'Autorità Portuale. Una questione che si protrae ormai da troppo tempo e che vede davanti a sè una scadenza imminente (maggio 2014 ndr), quella del Commissario Straordinario in carica, Rodolfo Giampieri.

Porto di Ancona, lavori in attesa dell'Uscita ad Ovest del Porto che Nencini ha chiamato "bretellina", definizione che ha fatto sorridere il Sindaco di Ancona, l'avv. Valeria Mancinelli. "Tutto l'intervento (tra l'escavo per portare il fondale a meno 14, area intermodale ed abbattimento parziale del molo) complessivamente costerà ben 11 milioni di euro - ha riferito a margine dell'incontro Rodolfo Giampieri, Commissario Straordinario Autorità Portuale di Ancona - e sono convinto che con strategie chiare il Porto di Ancona potrà ripartire. L'attenzione è massima - ha aggiunto Giampieri - per non creare problemi alle imprese, ma anzi creare premesse con l'occupazione". E sulla tempistica della maxi opera da 11 milioni di euro Giampieri è risoluto: "Bisogna far pressing presso il Governo - dice Giampieri - e al più presto formalizzeremo le richieste".

E sulla questione crociere ad Ancona ci anticipa solo: "La Costa ci metterà al centro di una delle più belle crociere sulla piazza". Mentre sulla situazione della ex Bunge, multinazionale in mano ai tedeschi, Giampieri commenta: "stiamo cercando di acquistarla, ma prima necessaria l'approvazione di un progetto di bonifica su proposta dei vertici della ex Bunge. Spetta infatti alla multinazionale tedesca approntare il progetto. Ma ancora, nonostante gli incontri, ci spiega Giampieri, manca all'appello il piano di bonifica da parte dell'azienda, piano che poi dovrà essere accettato e condiviso.








Questo è un articolo pubblicato il 31-03-2014 alle 16:52 sul giornale del 01 aprile 2014 - 2346 letture

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