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comunicato stampa

"Into the Wild World", la notte della ricerca continua con Riccardo Mei

13' di lettura
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Un viaggio teatrale, letterario, cinematografico e musicale: dai bisogni primari dell’uomo alle emozioni forti di 'Nelle Terre Estreme' di Jon Krakauer e del film INTO THE WILD di Sean Penn, per arrivare a Walter Bonatti, Giorgio Gaber e ad autori come Jack London che hanno scritto di viaggio e ricerca.

Lo spettacolo sarà introdotto da proiezioni di foto e brevi filmati delle zone più remote dell’Alaska, tra Fairbanks e Prudhoe Bay, dove i ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche stanno lavorando sugli effetti del cambio del clima. Dal vivo canzoni di Eddie Vedder, Pearl Jam, Cat Stevens.

Con Riccardo Mei voce, flauto, ukulele, sax Maurizio Loffredo chitarre Maurizio Meo contrabbasso Cinzia Gizzi pianoforte Ivo Parlati batteria, percussioni. Video Sergio Vecia, Chiara Cetorelli, Massimiliano Sbrolla In esclusiva le foto di Natura di Barbara Dall’Angelo. INGRESSO LIBERO

La ricerca dell’autenticità e la conquista della verità nei rapporti umani è alla base dello spettacolo INTO THE WILD: QUELLI CHE CERCANO, scritto, diretto ed interpretato da Riccardo Mei. Accompagnato da un organico di quattro musicisti - Maurizio Loffredo alle chitarre, Maurizio Meo al contrabbasso, Cinzia Gizzi al pianoforte e Ivo Parlati alla batteria, – Mei ci trascina in un viaggio teatrale, letterario, musicale e cinematografico nei territori selvaggi dell’Anima e della Natura. Dai bisogni dell’uomo al libro Nelle Terre Estreme di Jon Krakauer e al film Into the Wild di Sean Penn, fino a Walter Bonatti e altri che hanno scritto di viaggio e ricerca. Riccardo interpreta dal vivo con il gruppo le canzoni di Eddie Vedder scritte per il film, brani di Cat Stevens e originali: dal libro al film al teatro. “La vicenda del ragazzo Christopher Mc Candless, raccontata nel libro e quindi nel film di Sean Penn – dichiara Riccardo Mei – mi ha spinto a parlare della società di oggi, dei falsi bisogni instillati nei ragazzi, dei problemi legati all'ambiente dal quale dipendiamo tutti. Nel mondo letterario che c'è dietro alla storia di Christopher Mc Candless, legato a grandi scrittori anglosassoni come Jack London, Thoreau, ma anche a Conrad e Tolstoj, tanto per fare alcuni nomi, ci sono dei meravigliosi spunti che ispirano i giovani più consapevoli e dl pensiero libero a lasciare la società conformista e consumista, ad abbandonare tutto per partire, anche senza una reale destinazione, alla scoperta di se stessi e della verità nei rapporti umani. Raccontando la vicenda di Christopher Mc Candless, questo testo teatrale esplora le dinamiche genitori-figli, spesso all’origine delle incomprensioni e dei malesseri." Del perché si parte, dei "maestri", che ci guidano nel cammino, dei personaggi di riferimento a volte reali a volte letterari ai quali facciamo ricorso per chiarirci le idee e andare avanti, l’autore e interprete (già rinomata voce dei più importanti programmi della tv italiana, tra cui Superquark, Alle Falde del Kilimangiaro, E se Domani, Voyager, National Geographic, Gaia Il Pianeta Che Vive, Geo & Geo, Art News e molti altri), vuole rendere omaggio a tanti viaggiatori ed esploratori. “Parlo per questo anche di Walter Bonatti – continua Mei -, grandissimo scalatore esploratore e scrittore, mio personale riferimento negli anni dell'adolescenza, il quale aveva fatto un viaggio proprio in Alaska, negli stessi territori, completamente da solo negli anni '60 (quando non c'erano cellulari, le foto si sviluppavano solo al ritorno o arrivavano dopo settimane, ed era tutto diverso da oggi), e aveva poi raccontato queste sue esperienze di avventure estreme a puntate sul settimanale “Epoca”, diari di viaggio che ho scoperto da adolescente.” Uno spettacolo che alterna brani recitati, canzoni dal vivo e brevi letture, e sottolinea come il libro e più in generale la parola scritta, possa generare viaggi, ricerche, avventure, che determinano altre narrazioni, letterarie, cinematografiche, teatrali, musicali, poetiche, in un percorso circolare senza fine. Come ha scritto Riccardo in una frase chiave del suo spettacolo: “i libri sono il viaggio”. Oltre che un invito alla scoperta di se stessi attraverso il libro, il teatro, la poesia e il cinema, lo spettacolo è anche una denuncia dello sfruttamento della natura, e per il suo carattere ambientalista ed ecologista si fregia del prestigioso marchio “consigliato dal WWF”. Uno spettacolo emozionante, da non perdere.

Riccardo Mei, attore e cantante, è ormai da oltre venti anni la voce per eccellenza della televisione italiana: ci spiega le frontiere della scienza su Superquark, ci ha portato per oltre dieci anni a vedere il mondo con Alle falde del Kilimangiaro e ogggi ne Il Mondo insieme; nei documentari di National Geographic su Sky ci illustra i Paradisi viventi della Natura ma anche il mondo della droga (Drugs Inc.) e le bizzarrie dell’uomo nella serie Tabù; racconta i misteri della scienza in Voyager: e in innumerevoli altri programmi, è la voce espressiva che interpreta i grandi racconti della letteratura mondiale nelle Short Stories per il gruppo Repubblica-L’Espresso. Riccardo Mei inizia la sua carriera come cantante di jazz: nel 1989 esce il suo primo disco “My funny Valentine”, con Roberto Gatto Amedeo Tommasi e Marco Fratini, e da allora canta con i migliori musicisti e orchestre, incidendo altri due cd, “Witchcraft”, con il sassofonista Richie Cole collaboratore fisso dei Manhattan Transfer, e “A lot of livin’ to do” con Marcello Rosa, Fabrizio Bosso, Bill Watrous e molti altri ospiti prestigiosi. Come attore, le sue interpretazioni in video di cronache medioevali nel programma “Castelli d’Italia” sono state viste in tutto il mondo su RAI International. Sullo schermo, Riccardo ha interpretato nel 2012 lo psicanalista protagonista del film del horror/ thriller Th3 Pit, regia di Filippo De Masi, e di recente ha interpretato un curioso personaggio nel mistery-thriller The Broken Key, di Luois Nero, film sugli schermi nel 2016. Come cantante e autore, ha scritto vari spettacoli musicali nei quali ha unito al repertorio jazzistico l’interpretazione di brani letterari e poetici. Riccardo Mei ha collaborato, tra gli altri con i seguenti musicisti: Richie Cole, Bill Watrous, Jack Walrath, Marcello Rosa, Giovanni Tommaso, Dino Piana, Amedeo Tommasi, Roberto Gatto, Marco Fratini, Maurizio Gianmarco, Paolo Fresu, Marco Tamburini, Fabrizio Bosso, Lorenzo Tucci, Pietro Ciancaglini, Pietro Lussu, Rosario Giuliani, Max Ionata, Aldo Bassi, Ettore Fioravanti, Attilio Zanchi, Massimo Moriconi, Massimo Pirone, Enzo De Rosa, Guglielmo Battistelli, Paolo Boccabella, Andrea Beneventano, Massimo D’agostino, Stefano Rossini, Guido Cenciarelli, Cinzia Gizzi, Lino Patruno, Carlo Loffredo, Gianni St Just, Leandro Piccioni, Roberto Podio, Stefano Lestini, Antonello Vannucchi,Riccardo Biseo, Paola Boncompagni, Massimo Farao’, Rosario Bonaccorso, Francesco Puglisi, Giorgio Rosciglione, Dario Rosciglione, Gege’munari, Massimo D’agostino, Silvano Chimenti, Gianni Oddi, Davide Fregni, Andrea Burani, Glauco Zuppiroli, Amedeo Ariano, Dario Deidda, Joseph Lepore, Agostino Di Giorgio, Pino Sallusti, Marco Renzi, Italian Big Band, Hamburger Serenade Big Band, Romana Swing Orchestra, Jazz Connection Sextet, Cinzia Pennesi, Orchestra Accademia Della Libellula, Luca Velotti, Daniel Studer, Livio Fabiani, Alberto Fabiani, Carlo Battisti, Mauro Battisti, Carlo Gargioni, Giovanni Ceccarelli,Giorgio Cuscito, Claudio Colasazza, Ettore Gentile, Ares Tavolazzi, Renato Sellani, Massimo Manzi. www.riccardomei.it

Hanno già detto dello spettacolo:

INTO THE WILD WORLD: QUELLI CHE CERCANO è più di uno spettacolo, è la messa in scena del sogno di molti, di tutte quelle anime libere che cercano profondamente l'essenza della vita, e non si fanno fuorviare da chi vuole, dall'alto di non si sà quale pulpito controllare il pensiero altrui. Al centro dello spettacolo c'è quindi la cosa più preziosa, quello che dovrebbe essere appannaggio di tutti, e non solamente dei più coraggiosi: la libertà individuale. Riccardo Mei, tra recitazione, letture, e musica, con una modalità di libera didattica, apre completamente il suo cuore al pubblico, facendo trasparire la sua gioia, le sue emozioni nel narrare il viaggio, sia quello immaginario, sia quello letterari, che quello materialmente vissuto. Ho apprezzato moltissimo questo spettacolo, perchè è pieno di vita reale, di scelte personali, di consapevolezze, di conoscenza, di consigli su libri che ti possono davvero insegnare qualcosa, libri che vanno nel profondo, quelli che una volta che ti entrano dentro, non escono più. Miriam Comito, “Miriam e le arti”

La storia vera di Cristopher McCandless, il protagonista del romanzo di Jon Krahauer, che ammalio' Sean Penn a tal punto da scrivere e dirigere il noto film "Into the wild", ha sedotto il musicista e cantante Riccardo Mei, che dotato di una voce straordinaria e di un cuore immenso, ha condotto gli spettatori in un viaggio musicale e letterario nei territori selvaggi dell'anima e della natura. Tra intensi pezzi di Eddie Vedder, Cat Stevens, John Lennon o i Pearl Jam, citazioni e storie di Jack London, Thoreau, fino all'alpinista avventuriero e scrittore come Walter Bonatti e Gaber, Riccardo, come un indiano delicato nel calpestare la nuda terra che ci ospita per un tempo limitato e straordinario, ha cantato la sua immensa passione per la letteratura, la musica, la natura, ossia quegli elementi che hanno segnato le tappe del suo itinerario artistico e umano. È stato un percorso coinvolgente e multimediale, con immagini e straordinarie foto della foresta incontaminata, che s'insinuava tra le note degli strumenti suonati insieme a Cinzia Gizzi, Maurizio Loffredo, Maurizio Meo e Ivo Parlati. Into the wild world, è stata "Una immersione totale nel mondo selvaggio della natura e degli uomini che non dimenticherete" Tania Croce, “Penna d’oro”

La cosa che più colpisce di questo spettacolo è il genuino entusiasmo del suo autore. Si vede, si sente, ne è quasi travolto Mei, mentre passa da una breve recitazione ad una lettura, dall’analisi dei rapporti genitori – figli, causa di tanti malesseri, all’importanza della lettura e della cultura per intraprendere qualsiasi viaggio, dentro e fuori di noi. I libri, sono il viaggio. Quel viaggio che, simbolo della ricerca interiore, ci viene proposto come raramente accade. Figlio di una “rete” invisibile, frutto dell’immaginazione stimolata da tanti autori letterari citati nel corso del recital, una “rete” che si auto genera tra sogno, letteratura, cinema, teatro. In un ciclo infinito. Canta le emozioni, e lo fa molto bene, con le splendide canzoni di Eddie Vedder composte per il film, ci parla delle relazioni umane (è quello, il vero mondo selvaggio) e delle problematiche del rapporto uomo – natura coi brani di Cat Stevens. Cita Thoreau, London, Bonatti, Conrad, Tolstoj, Rodari, Gaber, dando voce e origine al bisogno di ricerca e di libertà dell’uomo, oggi relegato ad “essere comprante” anziché al suo ruolo di “essere pensante”. Un grido di libertà questo spettacolo, un battito d’ali quasi disperato ma incoraggiante a riappropriarci della nostra identità. Liberi dai falsi bisogni. La consapevolezza sarebbe già un grande passo avanti. Per non arrivare agli ultimi giorni scoprendo di non aver vissuto. Paolo Leone, “Corriere dello spettacolo”

Questo spettacolo vuole omaggiare i tanti esploratori e documentaristi che in tempi passati e senza le attuali tecnologie, viaggiavano per documentare la natura, portando con loro e esperienze che possono essere definite assolute. Nello spettacolo si alternano brani musicali a brani recitata, dove la parola diviene la parte essenziale della comunicazione, riunendo tutte le arti figurative e oltre. C’è si un forte invito alla scoperta di sè stessi attraverso tutto ciò che viene rappresentato, ma è anche uno spettacolo che vuole denunciare lo sfruttamento della natura. Sissi Corrado, “Cultur Social Art”

La cornice del racconto serve a Riccardo Mei per sviluppare un percorso personale, che fa della dimensione del viaggio una porta non solo per terre inesplorate, ma anche per la parte più autentica dell’essere umano. (…)E in tutto lo spettacolo non viene mai meno un tono intimo e delicato: Mei cerca quasi un dialogo diretto con la platea, come se con essa si stesse confidando. Una scelta che riesce a conferire una forza notevole a questo lavoro teatrale. Sul palco, infatti, si alternano musica, letteratura e anche temi molto diversificati, come lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, i rapporti umani e la ricerca di sé stessi. Ma tutto è tenuto insieme dallo sguardo dell’autore-attore, che in questo viaggio variegato fa appunto da guida. Leonardo Rafanelli, “Dazebao”

Riccardo Mei, somigliante per l’occasione a Eddie Vedder, si diverte a rompere il muro della quarta parete, soffermandosi a riflettere con il pubblico, cantando e suonando, mentre alle sue spalle vengono proiettati documentari e fotografie di paesaggi naturalistici. Il testo, scritto per parlare di temi delicati (il rapporto genitori-figli, i falsi ideali della moderna società consumistica, i rapporti umani nel microcosmo e la ricerca di sé stessi…), punta a creare un’atmosfera amichevole e conviviale con il pubblico in platea. Non mancano l’umiltà e la semplicità, traspaiono sempre naturalezza e sincerità nel voler emozionare il pubblico e aiutarlo a ritrovare sé stesso. Anastasia Angelini, “Open Mag”

(…) è uno spettacolo "multimediale", ma in chiave genuinamente lo-fi, la cui sapiente regia fonde cinema, fotografia, musica e letteratura di viaggio. "Into The Wild World" è questo: un "piccolo grande viaggio" da compiere su vibranti ali di suggestioni visive, tra le note e dentro le parole, fino al cuore profondo delle emozioni. Stefano Fasti, “Storiadellamusica.it”

Dentro e intorno all'uomo è questa avventura che i sei protagonisti, ciascuno col proprio compito, narrano e non è altro che la ricerca di ciò che ogni giorno vorremmo fare, vorremmo essere, vorremmo comunicare agli altri. Quegli altri che a volte ci appaiono diversi, (ma siamo sempre noi, noi stessi?) che vediamo correre, affannarsi verso tutto ciò che è esteriore e (dati i risultati raggiunti in questi anni bui) inutile. Sembra che venga coperto da una nube nera ogni passione verso il bello: avvenimenti che accadono nel nostro paese (e non solo) sembrano disinteressare completamente l’interiorità dell’essere umano che, da qualche parte, deve pur esserci, ben nascosta, ma c’è. Il lungo applauso e la sosta di ore dopo "Into The Wild World" sono stati la dimostrazione che nessuno dei presenti aveva voglia di andarsene. Un desiderio di comunicare con chi aveva sviscerato in poco più di 90 minuti ciò che da sempre, noi e con noi, ritengo ogni essere decentemente umano, desidera sapere, conoscere ma, soprattutto, vivere. Beppe Costa, “Beppe Costa blog



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-10-2015 alle 16:56 sul giornale del 31 ottobre 2015 - 2301 letture