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Plasma: nuovi scenari

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Ricerca, medicina

Il 3 e 4 giugno alla Facoltà di Economia “G. Fuà” di Ancona è stato organizzato un convegno “I nuovi scenari della lavorazione del Plasma" All'XI Convention dei Centri Regionali Sangue ci sono 10 centri regionali a confronto per fare il punto su leggi, scenari futuri e criticità di un sistema che tocca diversi attori: il mondo sanitario, quello no profit e le aziende private.

Cresce in Italia l'utilizzo dei medicinali plasmaderivati da attività trasfusionali che si basano sulle donazioni volontarie. Il settore della lavorazione del plasma sta “cambiando forma” passando da un modello quasi monopolistico ad uno concorrenziale. In questo contesto etico e normativo quali sono i nuovi scenari della lavorazione del Plasma? Parte da questa domanda la due giorni di convegno che si tiene ad Ancona, inserita nell’XI Convention dei Centri Regionali Sangue. Alla convention partecipano, oltre al Centro Regionale del Sangue delle Marche, anche quelli di Toscana, Piemonte, Calabria, Lombardia, Campania, Puglia, Molise, Lazio e Emilia Romagna Il Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche, con il supporto del Dipartimento Regionale di Medicina Trasfusionale delle Marche e il sostegno dell’Avis Marche, ha organizzato un confronto scientifico con importanti ospiti per fare il punto su leggi, scenari futuri e criticità di un sistema che tocca diversi attori, il mondo sanitario, quello no profit senza dimenticare le aziende private. Negli ultimi anni in ambito accademico, professionale e operativo si è sviluppata una crescente attenzione alle dinamiche di mercato riguardanti la produzione di farmaci plasmaderivati, affidata in convenzione conto terzi ad aziende biofarmaceutiche dal Servizio Sanitario Nazionale. In particolare, l’accento è posto sui cambiamenti derivanti dall’introduzione di uno schema di convenzione per l’assegnazione, mediante gara pubblica, della lavorazione del plasma per l’ottenimento di farmaci plasmaderivati. Il settore, infatti, è stato caratterizzato dalla presenza di un’unica azienda biofarmaceutica a servizio del Sistema Sanitario Nazionale per oltre trent’anni. La necessità di “ripensare” in ottica concorrenziale la gestione del servizio di conto lavorazione della materia prima “plasma umano”, da un lato, e il bisogno di “supportare” gli attori del Sistema Sangue Italiano, dall’altro, hanno costituito la premessa per lo sviluppo di una ricerca scientifica promossa dal Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche.

LA RICERCA: Dalla ricerca emergono diversi spunti interessanti circa le priorità espresse dagli esperti coinvolti. Emerge come prioritario il tema delle rese industriali, per le sue consistenti implicazioni di carattere sia economico, che etico: in una scala da 1 (minimo) a 10 (massimo), i referenti delle Strutture Regionali di coordinamento (SRC) assegnano a tale aspetto un'importanza pari a 9,8; la stessa sensibilità viene espressa anche dalla valutazione pari a 9,0 indicata dagli esponenti del mondo associativo. Su questo tema sembrano evidenziarsi ampi margini di miglioramento rispetto alla situazione attuale. Un'altra questione che emerge con una certa forza è quella della trasparenza e della tracciabilità del "percorso del plasma": un tema particolarmente “sentito” sia dagli esponenti SRC (importanza assegnata pari a 9,8), sia da parte del mondo associativo (10,0).

Dallo studio emergono, a tale proposito, diverse problematiche; tra queste quella della mancata integrazione tra i sistemi informativi delle aziende sanitarie e quelli delle organizzazioni "partner" (in primis, i fornitori). Gli esperti coinvolti nello studio ritengono auspicabili interventi in tale ambito. Sempre sul tema della "trasparenza", si evidenzia anche la necessità di innescare un flusso informativo "di ritorno" da veicolare agli attori del mondo associativo, affinché questi possano impiegarli con finalità di sensibilizzazione nei confronti dei donatori facendogli comprendere qual è la destinazione del loro “dono". Come cambia lo scenario con l’apertura del mercato alla concorrenza delle aziende di frazionamento presenti nel territorio dell’Unione Europea? Una prima evidenza emersa è che la prospettiva di apertura del mercato sembra generare attese positive in termini di maggiore competitività, efficienza, qualità e innovazione rispetto alla precedente situazione di monopolio. Inoltre, nell’opinione dei soggetti intervistati, l’ingresso di nuovi operatori dovrebbe offrire la possibilità di avere accesso ad un paniere di prodotti più ampio grazie alla presenza di più aziende fornitrici con product-mix differenziati. Ciò che è emerso è anche l’esigenza di adottare un approccio “integrato” cioè un «approccio di filiera» a garanzia della qualità dell’intero processo: dalla raccolta del plasma fino al rilascio del medicinale.



Ricerca, medicina

Questo è un articolo pubblicato il 04-06-2016 alle 00:33 sul giornale del 04 giugno 2016 - 2340 letture