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Di ritorno dalla missione umanitaria in Sicilia due team di medici

Medicina Legale, Adriano Tagliabracci e Mauro Pesaresi 4' di lettura Ancona 01/08/2016 - Missione umanitaria di due team inviati all'Università Politecnica delle Marche con la partecipazione dell'AOU Ospedali Riuniti di Ancona, per l'identificazione delle vittime del naufragio nello Stretto di Sicilia del 18 Aprile 2015.

"Un'operazione al alto valore scientifico e di grande solidarietà" - Il dott. Adriano Tagliabracci. Lunedì 25 Luglio è rientrato anche il secondo team di medici legali inviati da UNIVPM con la partecipazione dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria nell'ambito della missione umanitaria promossa dalla CRUI di identificazione delle vittime del naufragio del 18 Aprile 2015 nello Stretto di Sicilia. Si tratta di un'operazione ad alto valore scientifico e di grande solidarietà. La partecipazione di medici Univpm si è svolta nell'arco di due settimane, con due diversi team. Il primo ha operato dal 10 al 18 luglio ed era composto dal dott. Adriano Tagliabracci Ordinario di Medicina Legale nell'Università Politecnica delle Marche, dal Dott. Mauro Pesaresi, ricercatore universitario e da tre medici in formazione presso la scuola di specializzazione in Medicina Legale: Dott. Marco Palpacelli e dalle Dott.sse Federica Marola e Piera Iezzi.

Il secondo team ha operato dal 17 al 25 Luglio ed era formato dalla Dott.ssa Loredana Buscemi, Dirigente medico dipendente Azienda Ospedali Riuniti, dai Dott.ri Davide Girolami, Luca Arcangeli e Roberta Mazzanti, medici in formazione. "E' stata un'esperienza formativa unica, sia dal punto di vista professionale che umano, per altro effettuata nell'ambito di una collaborazione nazionale che potrebbe avere ricadute pratiche per eventuali disastri di massa a livello nazionale, che ci auguriamo non accadano" - fa sapere il dott. Tagliabracci.

"Ci siamo impegnati in questo compito, reso possibile dalla sensibilità su questi eventi mostrata dalle strutture universitaria e ospedaliera di appartenenza, a titolo gratuito e volontario, per dare un'identità ai poveri corpi e restituire, se possibile, i resti all'affetto dei propri cari, ovunque essi si trovino".

Le operazioni sono state compiute all'interno di due tende attrezzate dalla Croce Rossa Militare in un hangar della Marina Militare nella base navale Nato di Melilli, nei pressi di Augusta. I corpi ripescati in mare o recuperati dalla coperta, dalla stiva o addirittura dalla sentina della nave, che è stata riportata in superficie e trasportata alla base navale da rimorchiatori specializzati per queste operazioni, sono stati posti a conservare in camion refrigerati a bassa temperatura della stessa Croce Rossa Militare in attesa dell'esame medico legale. L'attività è consistita nella rilevazione degli indumenti ed altri oggetti personali, nell'ispezione esterna, nell'autopsia e nell'esame antropologico dei corpi ricoverati dalla nave naufragata seguendo protocolli internazionali (DVI - disaster victim identification) dell'Interpol e dell'ICRC (Croce Rossa Internazionale) modificati all'uopo dall'Istituto di Medicina Legale di Milano.

Inutile ricordare che il soggiorno dei corpi in acqua per lungo tempo ha determinato profonde modificazioni ai corpi e che hanno reso quanto mai arduo i lavori dei medici legali. L'impossibilità di identificazione in base ai tratti somatici, non più apprezzabili, ha reso necessaria la ricerca di caratteri fisici a carico delle strutture corporee più resistenti per una diagnosi generica - relativa a sesso, età stimata, statura, segni particolari della vittima - basata su caratteri antropometrici. Sono stati effettuati anche prelievi di materiale per future indagini genetiche da confrontare con quelle dei consanguinei che si renderanno disponibili all'indagine. Lavorando ininterrottamente dalla mattina alle 8:30 fino alla 19:00 circa, con una breve pausa per il pranzo da consumare nella mensa della base navale, dal lunedì al sabato, i due team di medici legali sono stati in grado di esaminare i resti umani di una ottantina di soggetti deceduti nel naufragio.

Il lavoro è stato svolto in completa autonomia, anche grazie alla dotazione strumentale ed ai dispositivi di protezione individuale che sono stati forniti dall'Azienda Ospedali Riuniti di Ancona. Le operazioni sono state sospese il 31 Luglio e riprenderanno dalla seconda settimana di settembre per l'esame delle restanti centinaia di corpi. Non è esclusa la richiesta di collaborare anche in questa successiva fase e nell'ipotesi di esame del DNA sui resti scheletrici la nostra struttura è l'unica struttura accreditata per operazioni di identificazione individuale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-08-2016 alle 15:19 sul giornale del 02 agosto 2016 - 4463 letture

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