contatore accessi free
SEI IN > VIVERE ANCONA > ATTUALITA'
comunicato stampa

Le migliori scoperte al mondo: l’Univpm nella top 10 con i “Capelli di Venere”

4' di lettura
899

I capelli di Venere è nella top 10 delle nuove specie scoperte a livello mondiale nel 2018. “Uno studio che ci ha permesso di immaginare come poteva essere il nostro Pianeta agli albori della vita” - afferma il prof. Roberto Danovaro coordinatore del team di ricerca.

I capelli di Venere, batteri all’origine della vita, figurano nella top 10 delle nuove specie scoperterte a livello mondiale nel 2018. La nuova specie di batteri, scoperta sul vulcano sottomarino di Tagoro, a seguito dell'eruzione nell'ottobre 2011, è stata fatta da ricercatori del Dipartimento di Scienze della Vita e Dell’Ambiente dell'Università Politecnica delle Marche, della Stazione Zoologica Anton Dohrn (Italia), dalla Facoltà di Scienze della Terra dell'Università di Barcellona e dal​​l'Istituto Spagnolo di oceanografia, coordinati dal professor Roberto Danovaro, docente dell’Università Politecnica delle Marche e Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn (Italia).

Nel 2011 l'eruzione del vulcano di El Hierro ha creato un ambiente totalmente privo di vita e ricco di emissioni gassose tossiche che sono state colonizzate da batteri prima sconosciuti. La nuova specie di batteri chiamata Thiolava veneris ha formato un habitat nuovo per la scienza, una sorta di prato sottomarino simile a una chioma di capelli bianchi che coprono le rocce. La scoperta della specie è stata pubblicata sulla rivista Nature Ecology & Evolution.

"Non si capisce da dove venga questa specie, forse da lontano, da altri centri di attività vulcanica lungo la dorsale medioatlantica - afferma il prof. Danovaro - e stiamo facendo altre indagini in regioni lontane per studiarne la distribuzione e l’origine, ma per ora resta un mistero".

link alla lista delle top 10 specie del 2018 al mondo:
https://www.esf.edu/top10/

link alla scoperta Univpm:
https://www.esf.edu/top10/2018/08.htm

Intervista al prof. Roberto Danovaro coordinatore del team di scienziati che ha condotto la ricerca.

Li abbiamo chiamati “Capelli di Venere” ma di cosa si tratta?
Il nome scientifico è Thiolava veneris è la prima specie di batteri associata alla colonizzazione di un vulcano dopo la sua eruzione. Questi microbi formano delle trecce di tre filamenti formati da batteri impilati uno sull’altro e coperti da una guaina di colore bianco formando a profondità superiori a 100 metri una foresta che è stata definita “capelli di venere”, come testimoniano immagini registrate con il robot sottomarino (ROV).

Oggi la notizia è stata ripresa dai media di tutto il mondo perché la Thiolava veneris è finita nella top ten delle nuove specie scoperte nel 2018. Si, siamo davvero orgogliosi, la scoperta è stata inserita tra le dieci specie più importanti del mondo secondo il nuovo elenco pubblicato il 23 maggio, 2018 da parte del SUNY – ESF dell’Università di New York (Stati Uniti).

Come si può sopravvivere in habitat marini estremi? L'eruzione sottomarina di El Hierro ha modificato la topografia sottomarina di una vasta area di fondali marini delle Canarie. Iniziata a una profondità di 363 m, ha infatti originato un nuovo cono vulcanico sottomarino che si spinge fino a oltre mille metri di profondità. Questo episodio geologico durato 138 giorni ha anche modificato radicalmente le condizioni dell'ecosistema mare a livello locale (in termini di temperatura, ossigeno, acidità, torbidità, nutrienti, attività batterica, ecc).
La maggior parte dell’attività vulcanica del nostro pianeta si verifica in ambiente oceanico, ma fino a oggi la maggior parte degli studi sulle comunità batteriche legate all'attività vulcanica era stata fatta sulle sorgenti idrotermali delle dorsali medio oceaniche. Questi batteri sono organismi estremofili, che sono metabolicamente adattati per poter tollerare condizioni estreme che renderebbero impossibile la sopravvivenza di altri esseri viventi.

Qual è l'origine di questi batteri? Il batterio Thiolava veneris rappresenta un nuovo genere e una nuova specie di batteri estremofili, precedentemente sconosciuto alla comunità scientifica. Privi di capacità fotosintetica, questi batteri mostrano una notevole plasticità metabolica che consente loro di ottenere sostanze nutritive ed energia negli ambienti vulcanici sottomarini relativamente poco profondi e di adattarsi a condizioni estreme. Il nuovo batterio è filogeneticamente vicino ad altri batteri marini in particolare genere Thioploca all'interno della classe di gammaproteobacteris. Tuttavia, non si capisce da dove venga questa specie, forse da lontano, da altri centri di attività vulcanica lungo la dorsale medioatlantica e stiamo facendo altre indagini in regioni lontane per studiarne la distribuzione e l’origine, ma per ora resta un mistero.

I vulcani sottomarini sono un'opportunità unica per la ricerca scientifica. Si, le nuove specie scoperte nel vulcano sottomarino rappresentano una fase iniziale del processo di colonizzazione di nuovi habitat sottomarini devastati da eruzioni vulcaniche. Per gli scienziati, l'episodio vulcanico di Tagoro è un eccellente laboratorio naturale per studiare il fenomeno del vulcanismo sottomarino e per immaginare come poteva essere il nostro Pianeta agli albori della vita con un oceano caldo e acido pieno di eruzioni vulcaniche. Inoltre si tratta di un nuovo habitat marino colonizzato da nuove specie di animali, un’occasione straordinaria di studio per la scienza.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-05-2018 alle 18:08 sul giornale del 25 maggio 2018 - 899 letture