contatore accessi free
SEI IN > VIVERE ANCONA > POLITICA
articolo

Disapplicazione Decreto Sicurezza. Il Sindaco Mancinelli: “Solo propaganda sulla pelle dei disgraziati”

3' di lettura
2982

Valeria Mancinelli

Rubini: “Non accetto lezioni da chi ha sgombrato con la forza Casa de' nialtri. Approccio uguale alla Lega, chi si somiglia si piglia”

Arriva in aula la mozione del Consigliere comunale di Altra Idea di Città per la disapplicazione del decreto legge Salvini, dopo essere stata rinviata durante il precedente Consiglio comunale. Sul tema però si erano già confrontanti a distanza la lista di Altra Idea e il Sindaco Mancinelli e la maggioranza (Qui le dichiarazioni) e al momento di presentare la mozione in Consiglio, Francesco Rubini era già consapevole di un'inevitabile bocciatura.

“Mi piacerebbe ascoltare interpretazioni che non siano posizioni prese a priori. Giuristi e costituzionalisti insigni dichiarano che la disapplicazione è possibile. Riteniamo che questa sia una discussione di civiltà e di tenuta per la stessa democrazia e la Costituzione Repubblicana” terminava Rubini, rivolgendosi ai consiglieri in merito alla disapplicazione del Decreto Sicurezza ed in particolare dell'articolo 13 che impedisce l'iscrizione all'anagrafe ai richiedenti asilo per motivi umanitari. (intervista a Rubini sulla disapplicazione DL Sicurezza)

Si definisce personalmente dubbioso sul decreto legge il Consigliere 5 stelle Quacquarini: “Ma la mozione è invotabile. Sulla questione si pronuncierà la Corte Costituzionale, impensabile impegnare la Giunta in questo senso”. Nettamente contro la proposta Ausili della Lega: “Si continua a sprecare tempo sui massimi sistemi invece di adottare misure concrete”.

Ad accettare l'invito al dibattito del Consigliere di AiDC il Sindaco Valeria Mancinelli: “Non ne faccio una questione legale, ma politica. Sono per applicare e rispettare la Costituzione sempre. La Costituzione prevede che la valutazione di una legge sia fatta a monte dalla Presidenza della Repubblica e a valle dalla Corte Costituzionale. Non un cavillo, ma l'essenza dell'articolazione della nostra Repubblica. Non si può piegare un principio fondamentale alla battaglia politica, legittimando e aprendo la porta a scenari inquietanti” la prima valutazione della Mancinelli che continua:

“Sono importanti le scelte politiche e le battaglie ideali, ma tese a risolvere un problema. Iniziative propagandistiche improvvide hanno messo in difficoltà l'Anci impegnato nelle trattative per risolvere la situazione di 43 mila persone. Se della fine concrete di queste persone importa meno si prendono iniziative istrioniche come quelle di alcuni Sindaci, senza che poi ci sia seguito” cita il Sindaco riferendosi a Palermo e Napoli, città nelle quali secondo la Mancinelli è stato chiesto ai funzionari dell'Anagrafe di commettere un reato, senza poi quindi dare effettivamente seguito alla disapplicazione del DL. “Noi invece senza fare propaganda sulla pelle dei disgraziati ci siamo uniti ad Anci, Prefettura e Regione e alcuni problemi li abbiamo risolti e li stiamo risolvendo. È un motivo di tristezza vedere che si fa propaganda da più parti sulla pelle dei disgraziati. Sicuramente dalla parte di Salvini, ma anche da personaggi pubblici opposti. Insopportabile e vergognoso”.

Un tono eccessivo secondo il firmatario della mozione Rubini “Si poteva bocciare anche con tutt'altro tono. Non accetto lezioni da chi ha sgombrato con la forza Casa de'nialtri. Noi non facciamo propaganda sulla pelle degli altri, noi abbiamo messo la nostra pelle accanto a quella degli ultimi”. La mozione viene quindi bocciata con l'unico voto favore dello stesso Rubini che affida ad un post su Facebook un ulteriore commento: “...Successivamente ha ricevuto (La Sindaca n.d.r.) addirittura i complimenti pubblico dal gruppo della Lega per gli attacchi a me indirizzati. Della serie: chi si somiglia si piglia...



Valeria Mancinelli

Questo è un articolo pubblicato il 26-01-2019 alle 05:01 sul giornale del 27 gennaio 2019 - 2982 letture