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La canapa “rifiorisce” nelle Marche: Forestale e Univpm insieme per il controllo di THC nelle coltivazioni di cannabis legale

4' di lettura Ancona 06/08/2019 - Siglata la convenzione tra il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri e l’Università Politecnica delle Marche per il monitoraggio del tenore di tetraidrocannabinolo (THC) nelle coltivazioni di canapa (Cannabis sativa L.) nel territorio della Regione Marche. Il Rettore Longhi: “I primi in Italia. Aiuteremo i produttori”, il Comandante Mari: “Importante accordo per il controllo delle culture”

La Regione Marche e in particolare la provincia di Ancona, riscoprono la vocazione alla coltivazione della canapa. Riscoprono perché l’utilizzo della canapa, in particolare come fibra tessile, era particolarmente diffuso e utilizzato nella cultura mezzadrile marchigiana, nella quale rappresentava un’importante risorsa per gli agricoltori, che trasformavano le verdi pianticelle in vestiario, tessuti e corde (i canapi appunto). Una tradizione che con il progresso è andata via via scomparendo, ma che ritorna oggi con la riscoperta di questo materiale antico eppure innovativo.

Oggi però pensando alla canapa difficilmente immaginiamo possa essere utilizzata nella costruzione di una corda o di un lenzuolo. Piuttosto la peculiare foglia a sette punte evoca le sue capacità stupefacenti legate al tetraidroccanabinolo (THC) sostanza contenuta anche nelle foglie e i fiori della Canapa Sativa legale e coltivabile in tutta Italia. Ad assicurarsi quindi che le piantagioni legali non superino la soglia stabilita per legge di concentrazione del THC è il Comando dell’Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, che si assicura che la concentrazione rimanga al di sotto dello 0,6% stabilito dalla normativa Europea.

Da martedì mattina, con la firma della convenzione tra i Forestali dei Carabinieri e dell’Università Politecnica delle Marche, i Militari potranno contare su un prezioso alleato, ovvero il laboratorio di Agraria della Politecnica, che aiuterà i Carabinieri Forestali a tenere sotto controllo le percentuali di THC presenti nelle coltivazioni legali. I campioni che i Forestali si preparano a prelevare nelle prossime settimane, in cui le piante di Canapa Sativa raggiungeranno l’infiorescenza. I campioni saranno quindi forniti al laboratorio di Agraria, che valuterà la concentrazione del THC (il principio attivo psicotropo) nei fiori e nelle foglie della pianta, ovvero i punti di maggior concentrazione. Se al di sotto dello 0,2% di concentrazione l’agricoltore potrà accedere ai fondi Europei, previsti per la coltivazione di Cannabis, tra lo 0,2% e lo 0,6% il raccolto sarà ancora utilizzabile, ma non verranno elargiti i contributi europei. Al di sopra dello 0,6% invece la piantagione dovrà essere distrutta, ma non esistono comunque sanzioni amministrative o disciplinari per il coltivatore. Questo perché “Non è raro che le piantagioni di cannabis sviluppino livelli più elevati di THC autonomamente, a causa di sole o stress” spiega il Professore Nunzio Isidoro Direttore del Dipartimento di Scienza Agrarie, Alimentari e Ambientali “In parte il nostro compito sarà anche essere al fianco dei coltivatori e aiutarli nella coltivazione di questa pianta”.

La coltivazione della Canapa oggi nelle Marche ricopre 125 ettari, in particolare nella provincia di Ancona, e promette una crescita esponenziale nei prossimi anni. “Questo è il primo accordo del genere siglato in Italia, ma presto in molti seguiranno il nostro esempio” dichiara il Rettore della Politecnica Sauro Longhi “Oggi la coltivazione della canapa sta rifiorendo nelle Marche, imponendo la necessità di progetti ben allineati per garantire stabilità economica, Bisogna stare attenti a come si produce”.

Anche leggi e giurisprudenza si sono interessate al fenomeno e la recente sentenza della Cassazione ha portato ad un probabile ridimensionamento dell’utilizzo della cannabis legale. Ben chiaro però il controllo che dovrà essere effettuato dai Forestali, che potrà usufruire della preziosa collaborazione dell’Ateneo dorico: “Le sementi certificate, fornite ai coltivatori, dovranno essere utilizzate per la produzione di prodotti elencati dalla legge 242 del 2016: cosmetici, alimenti e fibra tessile” spiega Fabrizio Mari Generale di Brigata della Regione Carabinieri Forestale Marche “Come Carabinieri e Forestale siamo autorizzati alla raccolta di prelievi direttamente sulla cultura e alla produzione di analisi. L’accordo con la Politecnica è un punto di arrivo, ma anche di partenza. Con la collaborazione dell’Università potremo affinare le modalità di raccolta e di analisi dei campioni oggi previsto dalla legge”.

Una collaborazione che trova già numerosi contatti nel passato tra i Forestali e il dipartimento di Scienze Ambientali e Agraria, che prometto di venire in contro agli agricoltori e non di avere un carattere repressivo. “Non è facile anche per gli agricoltori sapere quello che si sta facendo in queste culture. Anche a causa dei recenti cambiamenti climatici il livello di THC nelle piante può variare enormemente. Siamo una delle regioni più a sud a poter portare avanti questa cultura. A sud delle Marche il rischio che a causa del sole i livelli di THC sorpassino la soglia legale è molto elevato. Questa sarà l’occasione anche per predisporre una formazione nelle tecniche culturali di questa pianta. Sarà un aiuto importantissimo per gli agricoltori”.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-08-2019 alle 16:35 sul giornale del 07 agosto 2019 - 2910 letture

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