Gli effetti delle sostanze plastificanti sugli organismi acquatici: la ricerca della Politecnica

2' di lettura Ancona 28/05/2020 - Uno studio dell’Università Politecnica delle Marche mette in evidenza come le sostanze plastificanti possano causare danni sul metabolismo e sulla riproduzione di organismi acquatici

Il corpo umano si compone di diversi sistemi come ad esempio il sistema circolatorio, respiratorio, riproduttivo. Tra questi, forse meno conosciuto, è il sistema endocannabinoide, un gruppo di molecole naturali simili ai cannabinoidi della pianta di cannabis ma prodotti all'interno del corpo umano che fungono da "messaggeri" chimici e che sono coinvolti nella coordinazione e regolazione di tutto quello che sentiamo, pensiamo e facciamo.

Nel laboratorio della Prof.ssa Oliana Carnevali, presso il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnica delle Marche, sono in corso ricerche sugli effetti di contaminanti ambientali (come le sostanze plastificanti) sul sistema endocannabinoide. Sono infatti state osservate alterazioni dei livelli degli endocannabinoidi (anandamide, 2-AG e mediatori simili agli endocannabinoidi), in organismi acquatici, cronicamente esposti a dosi ambientali di contaminanti. Evidenze di queste alterazioni sono state osservate nel cervello, nel fegato e nelle gonadi. Il sistema endocannabinoide è coinvolto in moltissime attività fisiologiche, comprese la riproduzione ed il metabolismo.

L’esposizione cronica (almeno 21 giorni) a dosi ambientali di questi prodotti chimici (come BPA o DiNP: lo ftalato che ha sostituito il DEHP perché dannoso), comunemente aggiunti alle materie plastiche per migliorarne la flessibilità e la modellabilità, hanno alterato il contenuto lipidico epatico, i livelli di steroidi sessuali nel plasma e hanno indotto cambiamenti morfologici nell’ovario e nel testicolo.

Questi studi hanno evidenziato che la sostituzione di sostanze plastificanti come DEHP con DiNP può causare danni persino peggiori sul metabolismo e sulla riproduzione di organismi acquatici, suggerendo che la regolamentazione dell’uso di plastificanti ed altre sostanze chimiche, dovrebbe basarsi sui principi dell'endocrinologia.

I risultati di queste ricerche sono stati pubblicati anche da ProjectCBD (https://www.projectcbd.org/environment/endocannabinoids-endocrine-disruptors), che promuove ricerche sui cannabinoidi. L’articolo curato dal giornalista scientifico Nate Seltenrich è basato sui risultati ottenuti nel laboratorio della prof.ssa Carnevali, e ha affrontato la questione degli effetti dell'esposizione a sostanze chimiche dannose sulla salute del sistema endocrino e come questi possano essere mediati dal sistema endocannabinoide.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-05-2020 alle 18:09 sul giornale del 29 maggio 2020 - 277 letture

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