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Ancona città poco universitaria? La Presidente Consiglio Studentesco Univpm Polisini: “Rapporto tra studenti e città ancora lontano”

3' di lettura

Alessia Polisini

L’intervento della rappresentante del Consiglio studentesco della Politecnica delle Marche Alessia Polisini all’inaugurazione dell’anno accademico ha voluto analizzare, tra le altre cose, un rapporto “distante” tra studenti e città. La replica di Marasca: “Ancora non siamo una città universitaria, ma la direzione è giusta”

Alla cerimonia dell’inaugurazione dell’anno Accademico 21/22 è intervenuta, come da tradizione, anche la Presidente del Consiglio Studentesco, Alessia Polisini. Tra i punti del sentito discorso della Presidente, che ha ricordato le difficoltà degli studenti e delle loro famiglie in questi anni di difficile crisi pandemica ed economica, si è affacciato anche il rapporto della comunità studentesca con la città di Ancona.

Un vecchio luogo comune, che come spesso accade affonda le proprie radici in una verità: "Ancona è una città con una Università, ma non è una città universitaria". O come elegantemente esposto dalla Presidente Polesini: «Si perde la relazione universitaria con il territorio. Il rapporto sociale tra la città e la comunità studentesca è ancora lontano». Nell’analisi della Presidente i riferimenti non sono stati tanto ai luoghi della movida, messi sotto osservazione speciale dalle attuali ordinanze dell’amministrazione comunale, quanto le iniziative culturali: «Il progetto di Ancona capitale della cultura dimostra che le idee messe in campo sono valide e vitali. La componente culturale e quella studentesca hanno entrambe da guadagnare l’una dall’altra. Eppure spesso l’offerta culturale della città arriva in sordina, occorre abbattere il muro che esiste tra la comunità studentesca e l’offerta culturale della città».

Al termine della cerimonia abbiamo chiesto una risposta all’intervento della Presidente Polisini all’Assessore alla Cultura Paolo Marasca, presente alla cerimonia in rappresentanza del Comune di Ancona. Già molto è stato fatto secondo l’Assessore Marasca, sebbene ci sia ancora da lavorare, da entrambe le parti, per rendere Ancona la città universitaria che aspira ad essere: «Noi abbiamo fatto abbastanza e vogliamo fare sempre di più- spiega Marasca- Stiamo attrezzando attività e spazi. I progetti per la fascia dai sedici ai trenta anni sono numerosi, sia alla Mole vanvitelliana sia nello Spazio Presente del museo della città, ma soprattutto vogliamo costruire insieme agli gli studenti e le studentesse questo tipo di progettazione e attività».

A coincidere nelle due valutazioni quella su una dimensione universitaria non ancora raggiunta: «Ancona non è ancora una città universitaria- concorda Marasca- Credo che sia però cresciuta molto da questo punto di vista, grazie ad una diversa composizione di studentesse e studenti. Prima era una città caratterizzata soprattutto da facoltà tecniche e c’era una maggiore divisione rispetto alle attività culturali della città. Ma il panorama studentesco è cambiato molto negli ultimi anni».

Le porte dell’amministrazione sono dunque aperte ad ogni collaborazione ed anzi, l’invito dell’assessore è quello di essere attori protagonisti della realtà culturale dorica: «Di progetti ce ne sono tanti e ogni collaborazione è benvenuta. Possiamo lavorare insieme per essere molto produttivi. Sono convinto che ci sia ancora tanta strada da fare, ma l’indirizzo che ci siamo dati è quello giusto. Piuttosto che lasciare tutto pronto alla comunità studentesca, ciò che vogliamo fare è mettere gli studenti in condizione di poter fare le loro cose».

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Alessia Polisini

Questo è un articolo pubblicato il 19-03-2022 alle 11:05 sul giornale del 21 marzo 2022 - 335 letture