Inaugurata installazione di Polytechne ad Agraria: La deglaciazione “dietro casa” nell’opera di Giorgia Severi

3' di lettura Ancona 16/10/2019 - L’installazione dell’Artista Giorgia Severi mostra gli effetti del cambiamento climatico sul monte Amaro in Maiella. Longhi: “Diverse culture che devono trovare spazio e si devono alimentare”

Arriva anche ad Agraria la mostra della Politecnica delle Marche Polytechne (qui l’articolo sull’iniziativa) con la presentazione dell’opera Earth Now 42°03’.79’’N14°06’45.81’’E di Giorgia Severi. Presentazione che segue di pochi giorni la riapertura del plesso della facoltà di Agraria che la ospiterà. Un’opera che forse più di altre della collezione racconta un profondo legame tra la scienza e l’arte. L’artista infatti a seguito a stretto contatto con i ricercatori e la professoressa Stefania Cocco docente di pedologia, Disciplina relativa allo studio dei terreni dal punto di vista geologico e agrario.

Sono infatti i duri tereni della Maiella e del Monte Amaro quelli descritti e raccontati nell’opera di Giorgia Severi nella sua video installazione, affiancata da un rilievo calcografico su carta, testimonianza di un paesaggio esistito, quello dei ghiacciai che hanno segnato le rocce del monte, e di un paesaggio presente ma in rapida trasformazione: “I ghiacciai semi perenni che sono ancora lì e testimoniano cosa era questo ambiente semi glaciale. Oggi un paesaggio lunare che ho raccontato con foto, campionature e rilievi calcografici. Il mio lavoro è l’archiviazione di paesaggi che stanno sparendo o si stanno modificando molto velocemente. Uno shooting fotografico, ma con un intento entropico artistico: un’archiviazione a più punti di vista” spiega l’artista Giorgia Severi.

Un’opera che muovendosi che trova nel collegamento tra arte e scienza il suo valore secondo il curatore di Politechne Valerio Dehò: “Si comincia dal guardare e finisce con il ragionare e riorganizzare la memoria. L’elaborazione creativa artistica è molto più potente per alimentare il ricordo. Se pensiamo alle guerre degli anni 50 ci vengono in mente le immagini dei film su Corea e Vietnam. Così l’arte amplifica anche il messaggio di documentazione. Il lavoro di Giorgia documenta cosa è la terra oggi. Stabilire rapporti con il territorio e i problemi relativi al clima è qualcosa che l’arte sente propria e vole farla vivere tramite esperienze come andare sulla Maiella ad aspettare l'estate e quasi 3000 metri. Riprendere lo stato degli effetti della glaciazione in un territorio così vicino, ma a cui non pensiamo nelle grandi trasformazioni globali. Invece il nostro pianeta comincia qui, dietro casa”.

“Un’occasione che mi auguro continuerà, in questo momento di incontro tra arte e scienza” commenta il Rettore Sauro Longhi riferndosi al progetto Politechne “Resterà nel ricordo delle persone che ne hanno discusso e valorizzato le opere d’arte. L’arte deve trovare spazio nei posti pubblici, negli spazi più frequentati come le aule universitarie. Spazi in cui si incontrano i messaggi diversi di scienza e conoscenza, che si esprimono attraverso formule e linguaggi anche distanti dalle parole dei docenti. Diverse culture che devono trovare spazio e si devono alimentare. Voci che parlano ai giovani, agli studenti, che mantegono viva e attiva l'università. Siete voi (riferendosi agli studenti presenti all’incontro n.d.r.) la parte più importante di ogni università del mondo”.


di  Filippo Alfieri
redazione@vivereancona.it







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-10-2019 alle 17:42 sul giornale del 17 ottobre 2019 - 389 letture

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